Sunday, 15 April 2012

Quello che mi passa per la testa

 Alla biondina che mi ha chiesto 24.99 £ per un cordless, un Panasonic che promette miracoli in termini di qualità, design, numero di contatti memorizzabili, avrei chiesto gentilmente di alzare dal davanti la gonnellina, allargare un poco le gambe e tirare di la la mutandina per facilitare la lubrificazione, i bacini, il solletico, la penetrazione.


 Alla sua collega, una ragazzetta dal trucco forse un po' troppo vistoso ed una frangetta irriverente, avrei preferito invece fare tutto da dietro, tanto più che così avrebbe anche potuto tranquillamente continuare a servire i clienti ... e in quel caso allora l'eccitamento, il desiderio, sarebbe stato massimo ad ogni 'next please', chè con più foga c'avrei dato dentro, altro che 'avanti il prossimo' ...
  Una turista come da protocollo armata di macchina fotografica, borsetta a tracolla, cappellino, figura graziosa che s'aggirava un po' smarrita per il museo d'arte moderna, una mulatta la cui pelle dorata, odorosa ed irresistibile, rappresentava la più perfetta negazione d'ogni teoria razzista, avrei portata volentieri in una stanza buia del secondo piano, chiusa da una pesante tenda, chè l'artista aveva bisogno di nessun altra luce che quella di una lampadina per il suo arzigogolato intendimento, e li, zitti per non farci scoprire, avremmo giocato a tutti gli incastri possibili ed immaginabili dei nostri corpi.



Tette, culo, fica, fica, fica ...

Mi spiace che ci sia di più nelle donne.

Mi spiace infinitamente, perchè è esattamente quello che mi manca.

Non si allontana necessariamente da tette, culo, fica ciò che, oltre il corpo, è in una donna.

La semplice decisione spontanea, meglio ancora il desiderio ardente, e come null'altro l'insicurezza paurosa di spogliarti, e, nuda, completamente nuda, piegarti in avanti dando le spalle ad un uomo perchè ti veda il culo, contempli la fica e goda la rotondità delle tette, è parte di quell'oltre.

E' il punto di contatto tra la testolina e la fica, l'adagiarsi sul culo dell'anima, l'aderenza delle tettine morbide al carattere caparbio.


Esiste questa fusione, o meglio: può esistere, e senza di essa il culo non è che un architettura di muscoli, la fica niente di diverso da una fessura carnosa, le tette delle semplici ghiandole.

 Una volta che si realizza questa intimità, non prima, si possono usare gli aggettivi possessivi coscienziosamente.

Sarai mia.
Sarò tuo.

4 comments:

  1. Scrivi in modo delizioso e dopo 3-4 volte che mi capita di pensarlo era il caso di dirlo. Ciao

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  2. Ti ringrazio di cuore :-)
    Ho dato un'occhiata al tuo diario: lo seguirò.

    Gio

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  3. Bello. Sono d'accordo con Sara. :-)

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  4. Un bel modo di iniziare la settimana!!!

    Grazie Estrella,

    Gio

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