Thursday, 12 April 2012

Piccole cose

Con l'occhio ho stamattina catturato di sfuggita, ero in autobus, un pallone volato in alto, oltre il perimetro di un muro di cinta.

Un attimo soltanto e' durata la visione, giusto l'istante in cui la sfera disegnava nel cielo la concavita' rivolta verso il basso della parabola, ma e' stato sufficiente a riportarmi indietro di venticinque anni, ai tempi della mia infanzia serena.

Capitava allora che, giocando come dei forsennati nel nostro prato, un tiro fuori bersaglio proiettasse la palla nel giardino del vicino.

Si attendeva allora con trepidazione il momento in cui il totem di cuoio tornava da noi, e si mandavano poi gridolini di gioia a ringraziare quell'uomo che un muro divideva da noi, che non ha mai avuto un volto ma solo una voce, e sul quale pure contavamo.

Pensavo, stamattina, che c'e' stata un'ultima palla finita di la.
E c'e' stato un ultimo incontro con Silvia.
E forse un'ultima occasione possibile, che ho sicuramente persa se non sprecata.

L'ultimo viaggio in moto lo ricordo bene, ma e' talmente recente da far parte gia' dell'epitaffio della cronaca recente.

...

Incrociando un collega non ho potuto fare a meno di notare due o tre bic infilate nel taschino della camicia.

Erano i medici a portarle cosi, e con righelli sponsorizzati da qualche casa farmaceutica e l'immancabile stetoscopio sembrava quello il corredo dell'autentico professionista.

Agli occhi di un bimbo un medico e' una figura di riferimento: una barba folta, modi gentili, il tono della voce, la fisionomia nel suo insieme, significano molto.

Ho sempre preferito le barbe ispide e i caratteracci alle formule melliflue di consolazione, agli inganni dalle gambe corte.

Fin da bambino ho cercato ossessionatamente l'ozio, la tranquillita', il piacere, ma a patto che non fossero mediati da un compromesso, diluiti o intorbiditi dal procrastinare del male o della responsabilita'.

...

Attendo ora di dissetarmi al tuo seno, di addormentarmi esausto accanto a te, di ascoltare la voce del nostro fato.

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