Friday, 27 April 2012

Nutrice

 Mia nutrice è stata la malattia, ma è da così a lungo che la mia vita ne è contaminata che non riesco oramai che a considerarla una condizione piuttosto che un morbo.


Finendo per abituarmi agli aspetti di indigenza che comporta, ho costruito abitudini, ritmi, aspettative attorno ad essa, ed in virtù di questo un paradosso agrodolce si realizza quando mi confronto con il prossimo.

La tristezza dell'adolescente, accompagnata dalle note gravi di Beethoven o quelle ancora più patetiche di Mahler pareva davvero destinata ad un epilogo romantico, non era inconsolabile: il tempo l'ha riassorbita come un'ematoma qualsiasi, e nonostante l'assenza della donna sia stata, ed sia tuttora, cocente, la malinconia s'è dileguata dal mio volto, finendo per farvi apparizioni solo sporadiche, e per essere protagonista quasi esclusivamente di monologhi segreti.

Confrontandomi con il prossimo sono spesso gioviale, brillante, profondo, e puoi aggiungere tu qualsiasi altro aggettivo ti venga in mente che equivalga ad 'annoiato, impaziente e quindi istrionico, oppure nostalgico delle idee carezzevoli di amicizia e amore che la vita ha sbriciolato con meticolosità, medatibondo, a suo modo coinvolgente'.

Devo esserlo, perchè la schiena fa male, ed il cervello comanda: Gio, ridi! Gio, fai ridere! Gio, commuoviti! Gio, fai commuovere!

Sono qualcosa, a scala diversa ovviamente, a metà strada tra Woody Allen e Benigni, solo che, e questo dimostra che in me convivano due istinti che lacerano l'anima in modi differenti, ho appeso in ufficio il certificato di un Ph.D. conseguito in un centro d'eccellenza, ho i miei libroni di algebra e meccanica quantistica, e aggiungo che vanto anche cicatrici che mi tagliano in ...due, tre, quattro direi ... che hanno ricuto il corpo proprio come il tessuto, i brandelli dello spirito.

Sono un clown, lo devo essere.


Se uno mi chiede 'ma come mai sei venuto a vivere in @@@', e magari dopo avermi rivolto la domanda si porta alle labbra una tazza di caffè, cosa vuoi che gli risponda, se ho un'emicrania terrificante?

'Perchè mi avevano assicurato che le girls indigene la davano via come il pane' (ps: ehy, me l'avevano detto davvero!).

E detto da uno con la mia faccia, schifosa ma seria, i miei modi, magari un po' goffi ma gentili, ti giuro che fa ridere, ti fa, mi fa, dimenticare per un attimo il male, e non è questo un idioma, un sepolcro della ragione, sacrificata sull'altare dell'ironia o del sofismo facile: si alleggerisce il carico, devi credermi!

Sono uno dipendente di endorfine, e comunque ne faccio solo uso personale, quindi non rischio la galera.

Viceversa, e questo mi capita di fatto solo con le donne, o comunque in presenza di una donna che mi interessa, capita che, prendendo spunto da una sciocchezza qualsiasi, mi spinga tanto dentro da farti deglutire, rabbrividire, chinare il capo perchè non veda nel vuoto che invade la pupilla lo sgomento.

Scusa, non dovevo.
Dai, porta alle labbra il boccale di birra.
Dai, torno a fare lo stupido.
E' anche un modo di volerti bene!

...

Non patendo più della condizione di Giacometti, non la paleso, e dunque sono associato alla grande categoria di coloro che, non mostrando alcun male, sono considerati normali.

...


Oggi il mio volto è stato a pochi centimetri dal viso di una donna nei confronti della quale mi sono imposto lontananza, freddezza, ma mitigata da tutta la gentilezza del mondo, indifferenza quando possibile, altrimenti ipocrisia.

Sono inerme di fronte ad una donna per la quale provo un affetto vero, ma questo non vuol dire ch'io sia sottomesso, cieco, abbaccinato.

Non rinuncio a nulla della mia etica, del mio carattere, tanto è vero che spesso mi sono allontanato da un'amata proprio in seguito ad una delusione, una manifestazione di trivialità, una crudeltà gratuita, semplice stupidità.


Questo dimostra che in passato mi sono sbagliato, e tuttavia ha anche un altro significato: quando amo, amo con tutto me stesso.

Che strano ...

La vedi quella macchia di deformità nella foto?

Quell'esserino che si regge su spilli, che con mani scarnificate dal male carezza un vecchio pastore e' stato, è amatissimo, ma non conosce il calore dell'abbraccio di un'innamorata.

No comments:

Post a Comment