Monday, 30 April 2012

Io sono questo.

Una pagina di diario

Sono passati pochi mesi dalla stesura di questo messaggio tremendo, che stasera ho riletto per caso. 
E' sorprendente con quale efficacia sia riuscito a tradurre in parola la mia condizione.
Forse non parlo a nessun altro qui che non sia identico a me, e non mi sorprende che tu stia storcendo il naso: ero ad uno specchio, nessun altro m'ha veduto se non l'immagine stessa, che forse eri tu.
Fino a quel giorno, di parole scambiate pochissime, e mai personali.

Qualcosa di politica, saluti identici a mille altri, e invece silenzi imbarazzati, che mai più ho avuto con nessuna, e sguardi a sfuggire il tuo, e sempre a cercarti.

Quello che ho provato per te, Silvia, era necessità di presenza, e incapacità di sostenerla.

Della profondità del mio amore, mi convince la sua durata, il suo resistere ad anni di assenza e silezio, e infine il suo svanire solo per tradursi in un altro setimento, diverso ed egualmente ossessivo, eppure destinato a durare solo il tempo necessario a percepirne la delusione.

La tua bellezza a mezzanotte c'è chi forse l'ha vissuta, toccata, annusata e consumata tante volte da averla a noia.

E se devo dare ascolto a certe voci, non so se gonfie d'invidia o semplicemente sciocche, sono stati davvero numerosi i tuoi amanti, di fronte ai quali, nei lunghi anni in cui non popolavo nè sogni nè desideri, ti spogliavi nuda prima del sesso o della passione.

Cazzo, è proprio andata così coglione!
Questa è una bestemmia.
L'avrai data a mezzo mondo, e all'altra metà avrai fatto almeno un pompino in discoteca o una sega in un cesso d'autogrill.

Volevo scrivere della tua bellezza a mezzanotte.

Una volta l'ho vista.

E invece ci ho ripensato.
E ho capito che forse sei stata solo una delle tante puttane senza cervello che ho conosciuto in vita mia.

Vattene.

Vai a farti fottere da chi cazzo vuoi e non permetterti mai più di tornarmi in mente.

Raus, lurida troia.

RAUS!

Vedi, il senso di equilibrio instabile?
Un ricordo mi ha riportato a considerare l'amore, purissimo, per Silvia.
Attorno a lei, ho oscillato un attimo, come un sistema che cerca armonia.
Avrei potuto, come pensavo a freddo, ripercorrere gli attimi di quella notte, e avrei provato dentro, ne sono certo, ancora una volta quella dolcezza autunnale e crepuscolare di candore e malinconia.
E invece no.
E' stata talmente ardente la fiamma, che ha preso tutto fuoco.
Non ha scaldato il cuore, ma ustionato, carbonizzato le mie carni esauste, predisposte ormai in egual maniera alla passione e all'odio.

Non me l'ha mai data, e così le altre.

E questo è l'unico motivo per cui è una troia.

Non c'è logica, nè senso alcuno, lo so bene.

Ma così va la vita nel mondo delle troie.

Presto smetterò le note a margine, i commenti esplicativi, le chiose conciglianti e le glosse prudenti.

Rimarranno solo le puttane.


Io questo sono: uno che cerca di convincerti di pensarle davvero queste cose, quando invece, al limite, le sento nell'istante, atroce ma infinitesimale, di picco della frustrazione.
Macchè puttane, ma che 'non me l'ha data' ...

Io di Silvia volevo l'amore, e così di te.

E' per questo che sono spacciato: non esiste artefatto, soluzione approssimativa, inganno fumoso.

Amore, null'altro.
Ovvero nulla.

Stanotte rileggo la mia esistenza, e forse un malinteso orgoglio, è giusto un baluginare fioco, mi consola.

A trentatre anni, giunto già ad una frazione avanzata della vita, conservo ancora idee pure d'amore, sincerità, coraggio.

Certe viltà di bimbo, gli unici effetti collaterali della malattia che mi travolse, le ho cauterizzate, e mi pare di riuscire, di tanto in tanto, a coniugare gli estremi dell'infanzia e della vecchiaia.

Stanotte incasso gli interessi.

2 comments:

  1. me lo ricordo questo post ... ed è ancora più bello rileggerlo come ti avevo letto io, come ora hai scritto tu ... posso incassare la tua rabbia in silenzio, perché è tua, perché somiglia alla mia e a quella non voglio dare spazio ... gli interessi ? ti rendono migliore, non c'hai fatto caso ?!

    ... ci si affeziona ai simili, non agli identici, semmai ce ne fossero !!!

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  2. Non si sfugge alla propria identita', nemmeno infilandosi mille costumi e maschere.

    A presto Silvia

    Gio

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