Wednesday, 4 April 2012

Arthur Rimbaud - un piccolo esperimento

Io di Arthur Rimbaud non so assolutamente nulla, e questo davvero e' uno di quei messaggi che nascono per accostamento piuttosto che per compenetrazione di due idee.

Un ricordo l'ha innescato, una memoria flebile di un mattino in cui, erano gli anni delle scuole medie, non di rado avevo delle ricadute che mi costringevano a rimanere a casa da scuola qualche giorno, mi ritrovai come mio solito ad ascoltare la radio, il primo o il secondo probabilmente.

Mi tornano alla mente alcune trasmissioni interessanti - il 3131, dove si parlava di politica e attualità, e poi notiziarii, frequentissimi, e programmi di denuncia o d'approfondimento culturale: erano una compagnia piu' che un passatempo, ed occasione di meditazione, non di svago.

In una di queste trasmissioni si parlava appunto di Arthur Rimbaud, autore di cui temo di non aver mai letto un solo rigo.

In studio si confrontavano diversi letterati ed esperti, e qualcuno, criticamente, avanzava la tesi che fosse stato omosessuale, ed addirittura commerciante di schiavi. Devo ammettere che già ai tempi l'omosessualita' come idea, forse come pratica stessa, non mi importunava minimamente, mentre la sola ipotesi di un accostamento con il mercimonio di uomini decisamente mi infiammava, che' l'associavo ad aspetti insopportabili dell'animo umano, ad un volersi far Dio, ma anche ad una sostanziale sordita' della sofferenza umana.

Uno dei presenti, se nelle veci di difensore d'uffico o in quelle piu' nette di sostenitore autentico non posso saperlo, prese la parola e propose una chiave di lettura interessante a queste voci.

Non sono in grado, naturalmente, di riproporre nel dettaglio l'argomentazione, ma la posso sintetizzare in una frase che e' una dichiarazione quasi d'etica pratica:

'Provare tutto, conoscere tutto, per poter giudicare e scegliere'.

Oggi ricostruisco nella mia mente così quel pensiero, e cerco di paragonarmi ad essa.

Non ho intenzione di mettermi a commerciare in uomini, nè di giacere carnalmente assieme a qualcuno del mio sesso, sono debole e stanco, non riesco a fare quasi nulla e la mia volontà non ha alcun potere su chi ho intorno, ma non trovo assurdo questo, che forse e' solo un prodotto della malizia umana, o invece l'unico indice pratico di morale.

Ho una bella lista di cose da fare, persone da conoscere e vivere, ed una matita rossa, già spuntata per l'uso, per depennare nomi, usi e costumi.
Questo messaggio e' un esperimento, purtroppo mal riuscito a causa di un grossolano errore, che tuttavia mi piacerebbe riproporre nei prossimi giorni, e consigliare a voi stessi.

Anni fa, per la precisione il 26 Novembre 2009, scrissi su questo stesso diario poche parole, orribili, su Arthur Rimbaud.

Ritrovandomi a leggerle per caso ho deciso di abbellire un poco quel pensiero scarno, spezzato, dove una confusione che nulla aveva di creativo sembrava l'unica cosa a proprio agio, ed il risultato di questo sforzo e' il messaggio che e' qui pubblicato.

Se non avessi cancellato l'originale, ora ripropone le stesse parole qui espresse, avrei voluto pubblicarli entrambi, l'uno di fianco all'altro, e scorgere con occhio rapace differenze, assonanze, direzioni di sviluppo.

Per questa volta non potro' realizzare questo gioco, che forse non e' solo ludica, ma nasconde qualcosa, un residuo di questi due anni.

Presto tornero' ad applicare questo metodo ad altri frammenti tra quelli, ormai sono centinaia, ho lasciato lungo il mio cammino.

10 comments:

  1. Ho lasciato anch'io un pò di me lungo il mio cammino..:(
    Non è un "filo di Arianna": mi perdo,mi ritrovo
    per riperdermi.
    Servirà a qualcosa? :)
    ma perchè sei sempre dolcissimo?
    Ciao!

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    1. Teseo. ... esiste di meglio Sara!

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  2. Arthur Rimbaud l'ho amato dalla prima frase, fino all'ultimo punto... è straordinario, un sodomita dell'animo, un cinico dolorante...
    Ha avuto una vita assurda ed io l'ho amato molto più di Verlaine...
    No, non erano "brave persone", ma hanno lasciato scritto l'immenso.

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    1. Allora avremo modo di riparlarne amica mia.

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  3. Io non ho mai compreso perché un'opera d'arte debba essere giudicata in base all'opinione che ci siamo fatti dell'autore.
    Ci sono musiche o versi o romanzi o pitture (etc.) che adoro, per quanto ritenga che siano state prodotte da esseri detestabili.
    Probabilmente è per questo che abbiamo avuto bisogno di immaginare un Dio "buono".
    E questo pensiero genera contraddizioni a non finire.

    Nel caso di Rimbaud, tu probabilmente cerchi di riscattare (eludere)una bassezza del poeta (non importa se si tratti di semplice bassezza morale, o addirittura di bassezza Etica), attraverso la frase: 'Provare tutto, conoscere tutto, per poter giudicare e scegliere'.
    Se Rimbaud riesce a donare la meraviglia, questo secondo me deve bastare.
    Un abbraccio

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  4. Questo e' lo spunto per un ragionamento.
    Grazie!

    Gio

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  5. @Xtc: ecco, volevo dire questo e tu l'hai detto meglio ^___^

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  6. Dovrei fare le presentazioni, ma non saprei che dire se non 'Silvia, questa e' Chiara' e 'Chiara, questa e' Silvia'!
    Direbbe tutto l'espressione del mio volto, credetemi.

    Un abbraccio

    Gio

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  7. Felice di conoscerti, Kiara :-)

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  8. Silvia, questa ragazza ha talento e molte delle altre terribili qualita' che definiscono un'artista. Non mi sorprenderebbe scoprire che commercia in schiavi ;-)

    Gio

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