Saturday, 17 March 2012

Sgomento

Settimana scorsa ho rinnovato un poco il mio guardaroba.

La giacca a vento da battaglia, un piumino vecchio forse quindicianni che mi ero portato in valigia a settembre dall'Italia chè sapevo di poterlo maltrattare, è finito in ripostiglio, e al suo posto, attaccato all'appendino, è arrivato un soprabito lungo di vaga eleganza.

Egualmente, la berretta ha ceduto il passo ad un cappello, mi è necessario un minimo di visiera per proteggere gli occhi nudi del cristallino dall'invadenza del sole, e occhiali scuri, allo stesso modo utili, concludono la mia fisionomia.

Il risultato è un'immagine meno disgustosa nel complesso poichè più nascosta: l'abito lungo, l'altezza e la figura sottile, il rincorrersi di un unico stile dalle scarpe al cappello sono altrettanti ingredienti che producono questa illusione, un'elaborazione dell'apparenza.

Cambiano le cose.

Ieri una ragazza, forse un po' brilla, in un locale mi ha fermato tirandomi per la manica della giacca mentre passavo a fianco del suo tavolino, e oggi un'altra ha attaccato bottone, mentre me ne stavo seduto a godere del paesaggio in città.

Diversi mi chiamano 'sir', certo sono gli avvezzi alle cortigianerie, ma tra questi anche quelli che prima non mi riservavano tale trattamento.

La voce basso-baritonale, la calma di chi non ha emozioni da tradire, i modi di chi ha perso quasi tutte le emozioni ... mi manca un bastone, magari d'ebano, per trasformarmi in un nuovo Dorian Gray, ma non è un ritratto, piuttosto un diario, questo diario, a custodire i segni del tempo.

Fuori resta un manichino.

2 comments:

  1. Hai tutta la mia comprensione e il mio immutato affetto! Ciò che provi lo sento!
    A volte penso alle top model che invecchiano, chissà quanta sofferenza provano, in un mondo ostile solo di apparenza!
    Buona domenica dolcissimo! :)

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  2. La speranza esiste nei cuori degli altri! Li dobbiamo vivere, non credi?

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