Thursday, 29 March 2012

Sei tu Chiara, vero?

Ho pensato ad una premessa sensata per questo messaggio nel quale raccontero' del mio primo incontro con Chiara.

Partendo dal generale senso del rapporto tra scribacchino e lettore, sarei passato ad elencare i motivi per i quali chi qui trova agio, ardore, interesse, dovrebbe davvero sbirciare altrove, e scoprire cosi' Silvia, in grado di coniugare l'atomo, il sillogismo, il verso, o Chiara, un'anima sottile, un'intelligente osservatrice di se' stessa e del mondo, capace come nessun'altra di individuare in primo luogo e successivamente contemplare la trasparenza della nudita', senza distogliere lo sguardo dalla torba di paure, desideri, vilta' che vive dentro ogni individuo.

E' scrutando tra le interiora che si trova il cuore, e di questo io so che sei consapevole.

...

Sto seguendo una mulattiera che sale dalla pianura verso il monte.

Oltre un ampio tornante, in uno spazio pianeggiante, vedo un gran numero di musicisti: violini, violoncelli, mandolini ... una piccola orchestra che tuttavia non esprime alcun suono, quasi fosse in attesa di un direttore.

Guardo il cielo: e' scuro, e so per certo che presto copiosa scendera' la pioggia, e l'acqua aggredira' i legni delicati di quegli strumenti.
Nessuno dei musicisti tuttavia pare preoccuparsi minimamente di quei tesori che tengono freddamente in mano, e che presto saranno divorati dall'umidita'.

Nella scene seguente sto ripercorrendo a ritroso quella strada, e questa volta con me ci sei tu, Chiara, e dunque te ho incontrato in cima alla montagna.

Pozzanghere fangose e rami spezzati ovunque testimoniano il passaggio di una violenta perturbazione, e li dove erano i musicisti ora e' un deserto di ghiaia e immondizie.

Ci avviciniamo incuriositi a quello spiazzo, e notiamo che qualcuno ha abbandonato li uno strumento.

Ti sorrido, e con una battuta, 'facciamo come a San Michele?*', senza tante storie mi avventuro oltre il guard rail, prendo quella specie di Mandolino e te lo presento come dono.

....

Siamo ora su un autobus.

La conversazione e' piuttosto banalotta: giriamo attorno a cio' di cui entrambi ameremmo parlare, e tuttavia una strana timidezza, non l'abbiamo conosciuta in quella forma nelle lettere, ci impedisce di lasciarci andare, di essere noi stessi.

Osservo con piu' attenzione lo strumento: e' rovinato, ma la sua voce e' intatta, e pizzicando qua e la, la musica scende a confortarci, e so che ci stiamo avvicinando ...

Ed ecco che a quel punto un buzzurro si intromette tra noi.

Dev'essere un musicista, e forse non del tutto imbecille, se e' vero che inizia una conversazione tra voi due.

Te lo confesso: lo ucciderei con le mie mani, che un attimo solo sottratto a noi due, a me e alla mia Chiara, e' una bestemmia, e tuttavia capisco che tu sia grata alla sua presenza, fosse anche solo perche' ha alleggerito la tensione, la profondita' di un discorso al quale forse mi ero abbandonato con troppa facilita' e veemenza.

Avendo distolto gli occhi dai tuoi, torno a rendermi conto di cio' che ci circonda, e mi accorgo che siamo arrivati a destinazione.

Te lo dico con quella foga che accompagna la sorpresa, e tu per un attimo credi che il mio avvertimento non sia stato che un meccanismo vigliacco per interrompere quella tua conversazione.

Sto cercando di forzarti?

Sei delusa, triste, e vuoi scappare.

Scendi come una lepre dall'autobus, ed io dietro di te.

Corri velocissima, Chiara, e anche se sto volando come un pipistrello a fatica riesco a starti alle calcagna.

Finalmente arriviamo a casa, e in effetti ti rendo conto che la fermata era proprio quella giusta, e che non avevo cercato di ingannarti, ma ormai un doppio fraintendimento e' tra di noi, e forse la frittata e' fatta ...

La porta sta per richiudersi alle tue spalle, sei tu a spingerla perche' ci divida per sempre, ma con un ultimo sforzo riesco ad infilare un piede nella fessura, a tenerla aperta, e con le residue energie ti chiedo, o forse ti dico ...

'Sei tu Chiara, vero?'.

Oh, l'hai capito il senso di quella domanda.
L'hai capito perfettamente.

Ho scovato la tua sensibilita'.
Non ci sarei arrivato con gradualita', con metodo.
Saremmo rimasti a parlare di musica, poesia, bellezza per l'eternita'.
Per arrivare al tuo cuore era necessaria una frattura, un qualcosa di imprevisto.

Niente piu' trincee, niente piu' inganni: ci siamo trovati!

E allora intuisci che se io ho colto quella che tu sei davvero, e' perche' non ti eri ingannata.

Tu sei Chiara, ed io sono Gio.

Lo siamo davvero.

4 comments:

  1. testa folle... tra le più realistiche che esistano :)

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  2. e sempre dolcissimo, non potrai mai essere diversamente...
    sei una sensibilità rara!
    Un bacio Gio!

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  3. marò gio.....che palle tutte ste dolcezze che hai intorno!
    ;-) love, mod

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  4. Silvia ti piacerebbe moltissimo vostra altezza, e Chiara e' talento grezzo!

    Un caro saluto a te :-)

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