Tuesday, 6 March 2012

Prima parte

Era gia' quasi l'una di notte, ieri, quando qualcuno ha preso a picchiare con violenza alla porta di un appartamento al primo piano.

Rimbombava per la tromba delle scale la vibrazione del pugno, e saliva rapidissima i pochi scalini accompagnata dall'immagine di denti digrignati e rabbia arruffata, e subito era nel mio timpano, nei miei nervi scossi.

Da poco ero andato a letto, e pensieri tenerissimi, e le trapunte calde mi stavano cullando.

Dall'amalgama di quella dolcezza che andavo costruendo e l'improvviso all'erta imposto dal frastuono, sarebbero nate riflessioni in atmosfere cupe e meditabonde, e infine incubi terrificanti.

Per un attimo ho ripensato subito a quello che mi ha detto un giorno Viola: puo' capitare che degli ubriachi entrino negli androni dei palazzi se trovano i portoni aperti, e si mettano a inveire contro tutto e tutti.

Di solito capita nei fine settimana, non fa eccezione il centro, dove vivo, che' specialmente il venerdi sera un fiume d'alcool si riversa per le strade gremite di pub e locali notturni, ma d'altra parte a favorire questa eventualita' c'era il fatto che spesso non scatta la serratura del portoncino del nostro stabile.

Continua ...

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