Monday, 26 March 2012

E intanto

E intanto ti osservavo immobile.

La minima contrazione delle tue labbra era una scossa elettrica nel mio cervello, e il profilo lievemente sinuoso del nasino, qualcuno l'avrebbe trovato un difetto, era null'altro che un vibrato della bellezza.

I capelli ricordavano il denso intrecciarsi dell'edera, e un ciuffetto vagabondo e ribelle fuggito all'acconciatura che carezzava l'orecchietta lo scendere lieve del grappolo de glicine o della vite.

Negli occhi, pur non sorprendendolo quella sera, ho immaginato l'incendio delle stelle di Shakespeare, ma anche la serenità che non si disgiunge neppure dalla saggezza più travagliata, e dunque il punto di contatto tra me e te.

L'avanguardia, nuda e gloriosa, d'ogni rapporto umano, eccola li.

No comments:

Post a Comment