Friday, 9 March 2012

Cosa ti aspetti?

Cosa ti aspetti da un appunto vomitato alle due della notte?

Il desiderio di svanire, e adesso!
L'orrore di dover passare un altro giorno di vuoto!

Una preghiera: non aver più la forza di farmi del male.

Ho visto una bella ragazza.
Immaginala in un completino blu davvero simile a quello che avevi quel giorno, mentre dal molo osservavi l'universo intero.

Ho pensato alla semplicità della bellezza, ed inevitabilmente a te.

Ho provato ad immaginare che la similitudine si estendesse dalle belle cosce sode e il taglio di capelli un po' antiquato, i suoi erano un più chiari del tuo caschetto, a quel che hai dentro.

Per un istante forse ho realizzato questa visione, e tuttavia per la prima volta non mi vinceva la titubanza circa l'approccio, ma la paura.

E se fosse davvero 'lei'?
Ti rendi conto che non potrebbe che ucciderti?
Di quante prove hai ancora bisogno?

Alla due della notte arrivo con la schiena rotta, una stanchezza che nessun sonno potrà scacciare, ed il freddo che da dentro preme ovunque.

Potrei dirti altre cose che mi sono capitate negli ultimi giorni, e allora assumerebbe la mia esistenza i toni della parodia.

Mi ha aiutato spesso ridere di me stesso, o meglio credevo mi aiutasse.

Adesso basta.

Non c'è nessuna gloria, nessuna fottutissima gloria nello scendere le scale, sgattaiolare via con il grigio nell'anima, nè nè nè nè nè.

Una lunga lista di 'nè' confronta ciò che sono a ciò che potrebbe rendermi amabile.
Nè l'amore per la poesia, nè i sogni di sensualità, nè l'affetto fanciullesco, nè il lungo girovagare per l'iperuranio, nè nè nè nè mi hanno reso minimamente amabile.

Nessuna cazzo nessuna.

Oh so bene cosa stai pensando: credi che non dovrei mettere in un unico calderone tutte le donne.
E a dir il vero tra Alice, Chiara, Silvia, Vera e via dicendo forse ti viene idea ch'io sia un viscido.

No, non tu.

Tu lo sai come sono.

Tu lo sai che ciò che io amo è ...

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