Thursday, 1 March 2012

Alice

Alice era una delle graziosissime verdi figure che danzarono subito dopo l'Overture del Flauto Magico quella notte a San Galgano ...



Alice, Silvia, Chiara, e poi quella che è Alice davvero, e lei, di cui non oso dire il nome, e tu, Donna ...

Che miserrima dichiarazione che sto per fare, che offesa al vostro essere, tutte, uniche, e meravigliose in modo differente ...

Di ognuna di voi mi innamorerei perdutamente, e chi ho anche solo sfiorato mi ha vinto immediatamente, e vana è stata ogni resistenza ad un viso pensoso e un paio di jeans sportivi, o ad una dolcezza troppo malinconica per non poterla avere per sempre nel cuore.

Parlavo con lei, stasera, ed è scivolata una battuta, circa la probabilità che quella di cui temo di essermi quasi innamorato, sto lottando con tutte le forze perchè non accada, ricambi il mio amore.

1 su 100.

Va bene.

Allora cercherò un'altra Chiara, e poi un'Alice che non viva a mille chilometri di distanza, e poi, ma credo sia impossibile, una che almeno mi ricordi Silvia, o chi, ma questo sono certo sia assurdo anche solo pensarlo, sia Donna.

Un ultimo sforzo, non riuscirò ad arrivare a 100, ma mi spingerò avanti quanto potrò, finchè non sarò esausto.

Se sarà stato vano, seguirà il vuoto.

Lo giuro.

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