Wednesday, 15 February 2012

Ricercatrice

Riflettevo stasera, in autobus, sulla figura di M. Yourcenar.

Ammetto che la rinuncia alla motocicletta, scelta che per ora è soprattutto dettata dalla certezza di non essermi ancora abituato alla guida a sinistra e la conseguente paura di incidenti che sarebbero probabilissimi, mi restituisce contatto con la fecondità dell'imprevedibile.

Molti dei miei pensieri, solo pochi si trascinano fino a queste pagine, sono come un arco elettrico che scocca all'avvicinarsi di differenze, le pelle liscia e rosata di un bimbo al quale sorrido e il contrasto ripidissimo con quella grigia, grinzosa e indurita di un vecchio che lo tiene per mano, altri somigliano a singolarità eccezionali, la bellezza di una ragazza in minigonna, la natura che si veste di allegorie profondissime, la sofferenza imperdonabile di una giovane tossicodipendente già spacciata, e alcuni sono bizzarre congetture della mia mente, visioni che elaborano sogni segreti e impronunciabili, ed hanno spesso i nomi, i volti, gli odori delle donne che amo.

E' stata una giovane lettrice, non ero abbastanza vicino per leggere il titolo del volumetto che teneva fra le mani, ma sono quasi certo si trattasse di letteratura, a parlarmi di M. Yourcenar, e del suo ruolo di ricercatrice ...

Sono stanco.

Finisco domani.

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