Tuesday, 28 February 2012

Pensieri sulla morte

Circa la natura della morte, se essa coincida con un istante o si estenda in un breve intervallo, lascio che siano medici, teologi e chiacchieroni a discutere.

Se prenda nello stesso momento il corpo nella sua interezza, o come un incendio si sprigioni da un punto per divorare il tutto, se sia o meno reversibile ... di questo sono egualmente disinteressato, o meglio la mia curiosita' e' distaccata, e una misera frazione di me ne riesce a fare, raramente, argomento di discussione. a volte scientifica, mi concentro allora solitamente sul problema dell'apoptosi, a volte semantica o filosofica, e mi ritrovo a concatenare nascita, vita, morte, cercando di completare all'indietro questa sequenza che e' del tutto ovvia nella parte protesa in avanti nel tempo, e invece custode di misteri forse semplicemente illusori quando proiettata nel passato remoto antecedente l'esistenza.

A me la morte interessa al di la' di queste sue caratteristiche transitorie, quanto piuttosto nella proprieta' di giudice di un'esistenza.

E' ovvio che simili pensieri siano per forza di cose parziali, soggettivi, dal momento che se la morte e' per certi versi speculare alla vita, e' quest'ultima che la definisce.

E' la fatica uno dei tratti piu' ovvi, oserei dire marchiani, della mia esistenza.

Per questo sono convinto che per me la morte potra' essere serena: mi ci avvicinero' stanco, e forse, in un bizzarro gioco di coincidenze o per un meccanismo simile a quello che regola veglia e sonno, sara' l'esser mio un giorno esausto a farmi chiudere gli occhi.

2 comments:

  1. Quando io ci sono, la morte non c'è, e quando c'è lei io non ci sono più. Per cui manco ci penso.
    Buona giornata!

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    1. Vedo che abbiamo un amico in comune :-)

      I miei omaggi a voi, Xtc!

      Gio

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