Monday, 6 February 2012

In silenzio

Ripensavo ieri notte, nel gelo del mio letto, al tuo buffo visino.

Erano tenerissime le orecchiette da fatina che avrei mordicchiato infinitamente in un'altra vita, e, come potrei nascondertelo, cercavo il contatto con il tuo seno meraviglioso, dono davvero prezioso in una donnina come te.

Bella, bellissima.

Data questa premessa, e' facile fraintendere tutto quel che segue, a patto di non volersi affidare a due ipotesi.

La prima, mi dipinge come un edonista incapace di individuare l'anima che da vita alla materia, e che solo si considera circondato da corpi dei quali godere.
La seconda, viceversa, mi assegna il ruolo di un essere probabilmente confuso, non in grado di distinguere tra amore e voler bene, e per il quale un abbraccio e' uno sfumare appena dell'affetto, e che crede fermamente, e senza alcuna convenienza, nel senso di cura, premurosa e monda, di un bacio che non si ferma sulla guancia, di una carezza che cerca dove sei piu' sensibile, e infine del sesso come mezzo unico per cogliere l'intimita' di una donna.

Si puo' amare in silenzio?

Certo, se solo in silenzio si puo' amare.
Se la vita non concede altrimenti.
Se non esistono parole esatte per dirti 'ti amo'.

Si puo', si deve amare in silenzio, se siamo io e te.

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