Friday, 3 February 2012

Il mal che muove il sole e l'atre stelle

Se c'e' un messaggio di fondo nel Don Giovanni di Mozart, e' un'affermazione sottointesa e prepotente circa l'esistenza del mal che muove il sole e l'altre stelle.

In questo caso, e' ovvio, forzo un concetto di 'divina' provenienza per adattarlo alle sequenze dell'opera, ai suoi personaggi.

Don Giovanni e', senza dubbio alcuno, il male assoluto, ed e' un errore addirittura tragico associarne la figura, le attitudini e passioni a quelle di un Casanova, ovvero quelle di un amante della bellezza, cioe' della donna, di per se' stessa (PS: Casanova era presente alla prima assoluta dell'Opera, che ebbe luogo in un teatro di Praga di fronte al quale con Alice mi sono ritrovato un giorno.).

Il sole, e questa e' un'opinione del momento, che potrei rivedere gia' nel giro di poche ore, e' Donn'Elvira: ingannata e fino all'ultimo innamorata di questo 'barbaro', incarna una speranza che e' testardaggine.
In un primo momento commovente, poi ridicola, almeno agli occhi degli altri, la sua anima e' infine esausta.

Elvira, adombrata, sfinita dall'ampiezza del male, dimostra con le proprie tribolazioni come sia assai piu' facile subire ingiustizia che produrre virtu', e come ad un limite superiore di beatitudine immaginabile, la realizzazione di un amore fedele e corrisposto, corrisponda un succedersi di livelli inferiori di dolore, cui la mente non riesce a prepararsi poiche' imprevisti, forse imprevedibili.

Le altre stelle sono gli ulteriori personaggi, Anna, forse la mia preferita in virtu' della sua forza e resistenza non solo al barbaro artiglio di Don Giovanni ma anche alle basse meschinita' di Ottavio, e poi Leporello, Masetto, Zerlina ...

Esula da questo elenco la figura speculare a quella di Don Giovanni: il Commendatore, 'chi che a me la vita die'', rappresentazione di virtu' eroiche e tuttavia statiche che compare solo all'inizio, soccombente, e alla fine, testimone della sconfitta del male ad opera del male piu' che vittorioso.

Questo messaggio, scritto in condizioni fisiche non ottimali, vuole essere il primo di una collezione di pensieri ispirati da opere del genio umano.

Immaginali come riflessi di una sorgente luminosissima su di una superficie opaca ed irregolare.

Scrivo nella speranza che tu riuscirai a ripercorrere a ritroso il cammino che dalla sorgente, traverso di me, trova conclusione nel tuo cuore.

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