Wednesday, 8 February 2012

I giochi degli innamorati

Torno tardi la sera, e anche se fa freddo non sento la necessita' di accendere i caloriferi.

Dopotutto la casa e' discretamente ben isolata, e se si deve andare a dormire entro un paio di ore, che senso ha mettere la caldaia sotto pressione?

Nessuno, soprattutto se consideri il gioco degli innamorati, che viene tanto meglio se in camera si battono i denti!

Le regole sono semplici: ci si spoglia fino ad essere completamente ignudi uno di fronte all'altro, e poi ci si deve giusto infilare sotto le coperte.

Forse ti sembra sciocco, ma considera che staremo entrambi tremando come foglioline, e avremo la pelle d'oca!

E poi devi immaginare che il materasso sara' gelido, e bada bene non sara' consentito rubare la trapunta per farne un morbido fagotto!

E' concesso invece il contatto, ogni tipo di contatto, e l'obiettivo e' godere del tepore dolce del corpo, e di tutto quello che la fantasia sapra' suggerirci.

Non c'e' un vincitore, nel gioco degli innamorati, solo il piacere che sentiremo crescere con la lentezza necessaria per individuarne ogni sfumatura, e prende forma dalla svanire lento del gelo.

A me garba molto.

La regola piu' bella e' che non si puo' parlare mentre si gioca, e la parte che preferisco e' forse la primissima, quando ci rifugiamo sotto le trapunta, e con la luce bianca del cellulare ti cerco, per illuminare il tuo viso.

Scopro cosi nei tuoi tratti indizi chiarissimi di una comunicazione che precede il vocabolario, e giungo a domandarmi se davvero la parola sia sensata a fianco di baci, carezze, odori e umori, per esprimere l'amore.

Mi convinco che sia follia.

Allora non credermi se ti chiamero' 'amore mio'.
Avvicinati a me, baciami, toccami e fermami prima che ripeta una simile bestemmia.

Baciami, e che tutte le parole di cui siamo capaci siano un semplice corollario del nostro amore carnale e nervoso.

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