Sunday, 5 February 2012

Forse volevo solo scoparti

(il 'tu' che segue è parte di un numero infinito di donne).

Forse volevo solo scoparti.
Mettertelo dentro, ma in verità avrei voluto dire 'essere dentro di te', e poi spingere spingere spingere, o, più sinceramente, unirmi, congiungermi, fondermi.

La fusione ...

Buffo che il sesso sia un compenetrarsi di corpi solidi, uno sfregarsi di volumi sodi, e che il suo successo sia infine uno scambiarsi fluidi, no?

Forse volevo solo scoparti.
E forse 'solo' è inappropriato in questo contesto.

...

La bellezza di una donna è ancora capace di distrarmi, e in misura eguale solo ad altre maledizioni, quali dolore, paura, tristezza, ma è una divinità che relego ad un mondo distante dal mio, a cui credo non per convinzione, ma per abitudine.

Fuor di metafora: non me la darai mai.
Non mi sbottonerai i calzoni per donarmi un pompino inatteso.
Non ti sdraierai nuda al mio fianco, così che possa scaldarmi al tuo seno.
E non credo ti convincerò a girare per casa senza nulla addosso di diverso dai miei occhi.

Tu, lei, loro.
Le altre.

Come fossi trasparente?

No, per carità.

Contro ciò che non si vede si può anche finire a sbattere ogni tanto, no?

Qui non si cerca ciò che, chissà perchè, si teme.

Mi riconosco tutta una lista infinita di difetti, e tra questi l'essere fisicamente deforme non è neppure il peggiore.
Eppure non riesco a considerare un po' superficiali, pavide, sciocche almeno alcune delle donne che non si sono volute avvicinare a me.

Per una scopata non c'era davvero di che aver paura.
Un paio d'ore di intimità, per forza di cose sarebbe stato diverso, ed allora come è possibile non avessi curiosità di come l'avremmo fatto?
Di quale cura avrei dedicato al tuo corpicino, del quale sarei andato a cercare ogni cellula di femminilità?

Cosa ci saremmo mormorati?
E come ci saremmo ricordati di noi come un unico corpo?

Se ne avrò forza, dovrò cercarti altrove.

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