Saturday, 14 January 2012

Sogno d'erotismo ed allegrezza

L'amore richiede a volte un erotismo lento, e una liturgia che non dimentichi la sacralità del sentimento, e dunque consideri cronologie, segni, simboli carichi di lentezza e quasi severità.

Stanotte ho invece folleggiato, ed erano erotismo ed allegrezza che univano me e la mia amante.

Siamo in Italia, nella casa dei miei genitori.

Lei è diversa da come me l'aspettavo: è mulatta, minuta e magrolina, non ha un seno prospero, e i lunghi capelli castani tiene raccolti, a lasciare la fronte scoperta, dunque ad illuminare l'espressività del viso.

E' stata la donna di un lontano cugino, persona grigia e frigida, prevedibile e noiosa, che se ne sta li con noi in salotto, dove una festa ha radunato diverse persone.

Siamo annoiati in quella moltitudine, e ad ogni contatto, ad ogni sfiorarsi, bruciano di desiderio i nostri corpi, e quei vestiti come panni incandescenti ustionano la pelle, che reclama sollievo e quel detergente che è la passione.

Un cenno, un segnale condiviso, e di soppiatto abbandoniamo la festa.

Usciamo su un balcone stretto, prendiamo una scaletta malsicura, e ci infiliamo in un vecchio solaio, una stanzetta dove un divanaccio, un tavolo e qualche vecchio mobiletto furono sufficienti a costruire 'il mio studiolo'.

Ridiamo, mentre ti spoglio nuda, e ridiamo mentre sollevandoti, con acrobazie ti bacio ovunque, e la saliva ti bagna tutta, dai seni al bacino, dalla parte interna delle cosce fin su alla fica.

E ridiamo mentre facciamo l'amore allegri e clandestini.

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