Sunday, 22 January 2012

Orrore

Mi infastidisce chi non sa cogliere la bellezza, ed ho orrore di chi non sa vederla neppure quando è esplicita, nuda, ed è dono.

Io, per carità, la vedo ovunque, forse perfino dove non dovrei, ed ora è la severità espressa dagli archi a sesto acuto di certe abbazie gotiche, e la leggerezza del colorarsi di rosa e azzurro del cielo alla sera, e ancora lo zompettare impacciato di un pulcino caduto dal nido, chè ancora le sue alette non possono sollevarlo da terra ...

Ecco, passeggiavo oggi per la città.

Ero uscito di casa con progetti ambiziosi: prendere l'autobus, scendere vicino all'Università, e poi camminare almeno un'ora nel parco, un meraviglioso spicchio di brughiera a due passi dal centro, dove trovare erica e brugo quando hai nostalgia dell'asprezza della madre terra.

Avrei voluto salire fino in vetta alla collina, una colossale placca magmatica, una ferita cicatrizzata vecchia milioni di anni, o fermarmi al limite al laghetto dalle acque scure che si raggiunge seguendo un bel sentiero pianeggiante e ombroso, ma era freddo, troppo freddo, e quasi subito ho deciso di tornare sui miei passi.

Camminavo in una via deserta, e li ho visto precipitare da non so dove un pulcino grasso e spiumato.

Gli ho sorriso e lui, un po' in imbarazzo o forse spaventato, ha iniziato a zompettare all'interno di un recinto di delimitazione dell'ingresso di una casa a schiera.

Era buffissimo e delizioso.

E' passato in quell'attimo una ragazza.
Bella, l'avrei detta, chè di una donna aveva abbastanza per farla desiderabile: gambette snelle, un corpicino sottile, capelli curati.

Incuriosita forse dal mio sguardo, fisso su quel pinguinetto, ha voltato il suo, ma non ha rallentato il passo, non ha abbozzato un sorriso.

Ecco come avere orrore di una bella ragazza.

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