Friday, 20 January 2012

La tua assenza

Quanto pesi l'assenza di Alice nella mia esistenza, mi e' apparso chiaro stanotte.

Mi sono addormentato con ancora i suoi pensieri in mente, ed erano i personaggi dilaniati e avventurosi di un lavoro che ha pubblicato recentemente, e che finalmente sono riuscito ad avere tra le mani, ad indicarmi una stanza vuota, ad invitarmi a cercarla li.

Ho trovato la sua scrivania, ed era illuminata dall'azzurro della notte, e avvolta in un silenzio piu' che spettrale.

Li ho sfiorato fogli scritti a mano, densi di spunti, correzioni, idee per il futuro, e tra matite e pastelli, soprammobili e quadri alle pareti, di lei ho costruito, appoggiandomi al contorno delle sue azioni e tendenze, la disposizione dei mobili come le scelte stilistiche e il ricordo la definivano perfettamente, la presenza.

Alice non sara' mai qui, ed io l'ho sempre saputo.

E se fosse tutta una questione fisica?

Io raramente ho le forze necessarie per uscire, andare di qua o di la, frequentare donne, ragazze, e dunque sfiorare quella che potrebbe essere la mia amante.

Si puo' dire che le poche energie che ho siano devote al culto delle donne, e che pero' cosi' essendo le cose non me ne rimangano per tendere trappole, tranelli, organizzare giochi di seduzione o architettare trucchi amorosi.

Parole, quelle ne ho in abbondanza.

Non servono a nulla.

Non conoscono il rossore della sua pelle, se sei tu a sussurrarle d'amore.
Non sbottona ardente la camicetta la mano, a sfiorare il seno, e non scivola piu' giu', fra le gambe, a prendersi cura della fica, se sei tu a scriverle del desiderio.

Non.

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