Monday, 23 January 2012

La bellezza di un fiore calpestato

La bellezza che più amo è quella di un fiore calpestato.

Capita di scoprirne, ma sempre piu' raramente, chè sono nascosti, e gli occhi si fanno ciechi, e però ancora il cuore ne è toccato, come percorso da un ruvido fremito.

Basta un attimo, e me ne innamoro.

Oh che follia usare questa parola!

Delicatamente allora, cercando di non reciderne le radici sottili e lacerate, di non guastare i petali già tagliati e strappati, e, se lo zoccolo duro di un mocassino o l'artiglio di un nero copertone l'hanno schiacciato e offeso, lascio che sia il mio alito leggero a ripristinarne i volumi, il naturale gonfiore ... e così ne sento l'odore, e così so che è vivo, e ancora intatto nel suo 'più di dentro'.

Se il gambo è mozzato, lo prendo con me, e corro di fretta a cercare un angolino quieto, dove una buca profonda, poi compattata con terra, ridicolmente mi vien da dire come umida delle mie lacrime, dovrà, ti prego, infondervi nuova vita.

...

Tu per me eri un fiore calpestato.

Per questo ti amavo, e così ti amavo, con parole, perchè donassero ancora volume al tuo cuore, e perchè tu credessi, ti convincessi di te stessa.

Ho frainteso molto, mi sono perso stupidamente, ma non mi sono ingannato del tutto, non della bellezza, non del dolore.

Solo questo voglio dirti allora: che il mio addio sia dolce, e che giunga ad una donna finalmente consapevole della propria bellezza ... che è quella, infinita, di un fiore calpestato.

2 comments:

  1. Replies
    1. Ce ne vuole parecchio.
      E' assai gradito il tuo augurio.

      Gio

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