Wednesday, 25 January 2012

E la Rosina bella ...



Venere la cenere, giove le ove, mercole le nespole, marte le scarpe, lune la fune, e la Rosina bella la va' al mercà, e la Rosina bella la va' al mercà

Stanotte ho fatto mille sogni.

In uno, casa mia era diventato uno studio medico, e senza che me ne accorgessi, di fatto rendendomi conto solo ad un certo punto della presenza di una donna, medico appunto, che senza dirmi nulla aveva fatto della cucina la sua 'surgery'.

Inizialmente stavo dormendo, ed avevo solo un'idea vaga di quello che avveniva attorno a me, ma infine sveglio, atteso che una paziente, anziana ed elegante, finisse di essere visitata, mi decisi a parlare con la dottoressa.

Non ero animato da cattive intenzioni, ma piuttosto da stupore, quasi il avevo timore di essermi dimenticato di una promessa, di un contratto regolarmente firmato tra noi.

La raggiunsi in cucina, dove diversamente dal solito era tutto in ordine perfetto, e iniziammo a parlare.

Mentre era davanti a me, nel bel camice bianco il suo corpicino esile era tremendamente sensuale, e una cuffia calata in testa ne esaltava i modi pudici infiammandone la femminilità, di lei mi prese un desiderio carnale addirittura violento, ed in un qualche modo finimmo immediatamente per fare sesso.

...

Ero felice di essermi sistemato, capisci?

Semplicemente: con una donna che mi teneva la cucina in ordine, e che al momento opportuno abbava la zip dei miei pantaloni e, lasciato cadere il camice sul divano, sollevava la sua gonnellina.

La cosa più sorprendente, era volerle bene, teneramente.

La mera attrazione sessuale era sufficiente, e volevo prendermi cura di lei, e farla godere, e al di la del mio piacere, ed aiutarla nelle piccole cose della vita.

Gli altri sono stati sogni di racconti epici e fantastici.

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