Friday, 13 January 2012

Chiamai te, perche' io te amavo.

Non ci siamo frequentati a lungo, io e te.
Qualche telefonata, poche lettere, forse un paio di giorni passati assieme, ed erano quelle ore non intense quanto avrei desiderato, e forse non abbastanza serene per te.

Sufficienti.

...
Sono sufficienti, quando e' sulla fronte che vuoi abbandonare i tuoi baci, perche' siano lenimento a singhiozzi e lacrime, la piu' splendida nudita' che lei ti ha donato, e non e' solo, e non tanto il desiderio a volerla, ma quello stupido cuore che hai dentro.
...

Mi e' venuto in mente che un giorno, in treno di ritorno a Losanna, dove avevo avuto un incontro di lavoro, ti telefonai.
Non chiamai mia sorella, cui pure avevo promesso un resoconto dettagliato, non un amico da aggiornare sugli ultimi sviluppi, e neppure un collega cui chiedere consiglio.

Chiamai te, perche' io te amavo.

...

Se scrivo qui e' perche' non riesco nemmeno ad immaginare una comunicazione diretta tra noi.
Non piu'.

Ma un ricordo non e' finzione, e se e' stato lieto un giorno, lo e' per sempre.

Allora dai, prendilo, e tienilo stretto a te.

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