Thursday, 5 January 2012

Che il sesso sia una dottrina della cura.

Impareremo a fare l'amore?

Chiamalo sesso se vuoi, se tra di noi il legame è soprattutto un convergere negli affetti, nelle idee, piuttosto che un crearne di nuovi e nostri, ma non scacciarlo via come se fosse un pensiero scandaloso o iniquo.

Sapessi cos'ha significato per me riverderti, Silvia.

In coda all'imbarco, non ti avevo ancora riconosciuta, con meraviglia forse abominevole guardavo le tue gambe, fasciate in stivali alti ed eleganti, e strette in pantaloni crema, e immaginavo i glutei, appena nascosti dallo scendere oltre la vita di una giacchetta elegante stretta in vita da una cintura di cuoio, prima di perdermi come a contare i tuoi capelli lunghi e bruni.

E quando hai indreteggiato un attimo, quasi sfiorandomi, e poi ti sei girata, illuminandomi con un viso identico a quello che ricordavo, è iniziato un lungo, muto corteggiamento, un incrociarsi di sguardi, un doversi arrendere ancora una volta alla mia realtà di amante delle donne.

E' una pazzia, non prendersi cura l'uno dell'altra.
E' priva di senso ogni notte passata a costruire sogni, se questi mai sono realtà.

Donami la dolcezza delle tue labbra, fammi scoprire il gusto un po' salato del corpo di un'amante che si dona senza paure nè tentennamenti.

Che il sesso sia una dottrina della cura, amica mia.
Che sia perfino uno strumento di un'etica nostra, pura, e il linguaggio nuovo di una consapevolezza finalmente raggiunta.

4 comments:

  1. e che sia poesia! :)
    suerte

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  2. Credo sia proprio questo! Curare, lenire e lasciarsi curare...
    te lo auguro amico mio!

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  3. Su tutto, che sia poesia :-)

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  4. Amica mia, è difficile, di questo sono convinto.

    Un abbraccio

    Gio

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