Wednesday, 11 January 2012

Cercarti. Cercarla.

Verrò a cercarti.
Verrò a cercarla.

...

Ho pensato nelle ore dell'insonnia, quando i pensieri si compongono con apparente facilità e perfezione stilistica, non è che un inganno della mente esausta, a questo messaggio.
Avrei potuto strutturarlo in senso parzialmente ironico, ma infine ho deciso di non concedere nulla della sacralità dell'argomento in favore di una maggiore leggibilità, di un'esposizione meno esplicita e dunque maggiormente accettabile, e di lasciare in ogni sillaba, laddove avrei potuto, il rosso più intenso.

Parlo a te, la mia amante, non ad una donna che per caso transita nel letto, effimera dispensatrice di calore e odori, semplice consumatrice delle mie pene.

Verrò a cercarti.
Verrò a cercarla.

Non diremo mai 'ieri abbiamo fatto l'amore', nè 'domani scoperemo', e per la stessa ragione per la quale non ha senso 'ieri ti ho amata', o 'domani ti amerò'.

Stai tranquilla amore mio: non è la tua fica che mi ha fatto innamorare di te.

Sarà piuttosto stato, del corpo, il viso pensoso, quell'espressione di chi si sente fuori luogo, e dell'attitudine non la lussuria, ma piuttosto le orme leggere che lasci al passaggio, e che io un giorno, a fatica, avrò iniziato a cercare, seguire, fino ad avvicinarmi a te che ancora ero lontano.

Non è la tua fica che mi ha fatto innamorare di te, ma io verrò a cercarti, ma io verrò a cercarla.

Se riusciremo ad avere questa intimità, mi vedrai allora chinarmi, in silenzio, dietro di te mentre starai forse ai fornelli.

Allora ti tirerò su la gonna, abbasserò le mutandine, e me ne starò li a guardarla.
Facendo leva con il pollice nella parte interna, e presa con le altre dita sull'esterno dei glutei, aprirò un poco, per farla emergere, e osservarla meglio.

Se riusciremo, non ti lascerò in pace nemmeno quando sarai alla scrivania, indaffarata e un po' annoiata.
Scivolerò sotto, e forzando appena spalancherò le tue gambe.
Con un dito sposterò un po' da una parte lo slip, e di nuovo sarò in estasi.

Avrò l'ardire a volte di baciarla, e forse di stuzzicarla con le dita, o di penetrarla completamente, magari mentre starai leggendo in poltrona, o guardando un vecchio film in televisione, o parlando al telefono con un call center.

Verrò a certarla perchè la fica è parte di te.
L'ami anche tu, no?

La guardi, te ne prendi cura, ti dona piacere!

Non ti sorprenderà più vedermi uscire dal bagno con un catino, del sapone e delle salviettine.
Potrà capitare al mattino subito dopo lo squillare della sveglia, o la notte, quando già sei in vestaglia.
Ma anche nei pomeriggi del finesettimana che il maltempo ci costringe di passare in casa, o nelle serate noiose di certi appuntamenti saltati all'ultimo momento.

E sarà una cerimonia che nulla avrà a che fare con l'igiene, ma un'altra scusa per poterla avere davanti ai miei occhi, per avere la possibilità di manipolare, allargare, strofinare.

Forse sono un pervertito, chissà.
Ma la perversione allora non è il culto della fica.
E' la venerazione di te.

8 comments:

  1. Perdona la provocazione Gio, ma e' un periodo che ti percepisco "su di giri". Di solito e' un fenomeno primaverile, pero' forse dalle tue parti siete un po' in anticipo con le stagioni. :-)
    La mia domanda e': ma tutte le tue odi all'organo sessuale femminile sono dedicate ad un'unica fica, cioe' una in particolare a nessun'altra perche' (che so) e' fatta in un certo modo, ha una conformazione anatomica unica e inconfondibile, appartiene ad una donna speciale della quale sei innamorato, oppure e' un discorso che fai in generale, cioe' una fica vale l'altra basta che intorno al buco ci sia una ciambella simile a quella delle foto che usi per i tuoi post? :-)

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  2. Pervertito, per questo? ma no, non penso proprio..:-))

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  3. E' un'idea che prende corpo, Chiara.
    Definiamole allora, queste odi, come di un ardente innamoramento platonico.

    Insomma, e' vero che ogni fica di bella ragazza e' deliziosa, ma non tanto da significare tutto questo.

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  4. Lo credo anch'io, Estrella :-)
    Grazie comunque, davvero.

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  5. Ogni uomo eterosessuale credo sia "infatuato" della fica. Come lo e' ogni donna omosessuale, senza che in questo c'entri la perversione.
    Se mai, se proprio proprio si deve parlare di un'anomalia (che pero' secondo me anomalia non e'), allora da certi tuoi scritti si puo' dire che emerga una certa "ossessione". Un pensiero piu' che ricorrente.
    Spero che tu non la prenda come una critica, perche' posso confessarti che, dovendo scegliere, preferisco gli uomini che alla fica ci pensano anche in modo eccessivo rispetto a quelli che, invece, sembrano non pensarci mai.

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  6. Non la prendo come una critica.

    Nell'idea dell'amore, la mia almeno, c'e' quella di una conoscenza e intimita' che accanto alle affinita' elettive puramente astratte mette quelle cui condurra' il linguaggio del corpo.

    Comunicare con la donna attraverso la fica non si riduce comunque al semplice piacere, quanto piuttosto al legame primitivo che congiunge due amanti.

    Se il nostro essere giunti andra' oltre le parole, per quanto dolci siano quelle d'amore o sottili quelle filosofiche possono ritrovarsi a volte fragili, sara' piu' forte, e l'aderenza completa.

    Ho scritto di fretta, magari poi sviluppo meglio.

    Ciao!

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