Tuesday, 17 January 2012

Caos, Caso, Necessita'

Nella Teogonia di Esiodo, e' Caos il principe della stirpe degli Dei:

"In principio dunque fu Caos, poi Gaia dall'ampio seno, sicura ed eterna sede per tutti gli immortali che abitano la nevosa vetta dell'Olimpo, e Tartaro, denso di nebbia, negli anfratti della terra dalle ampie vie. Vi fu poi Eros, il più bello tra gli immortali, che a tutti gli uomini e gli dei ... dona saggi consigli nel petto e nel cuore".
Secoli piu' tardi una delle menti piu' illuminate dell'antichita', Democrito, l'eretico viaggiatore e conoscitore di civilta' che ebbe intuizioni troppo laiche per il tempo in cui visse, sintetizzo' nella celebre frase

'Tutto avviene in virtu' del Caso e della Necessita''

la somma del suo sapere, dando la prima definizione dei concetti di materialismo e meccanicismo, le cui connotazioni ancora negative definiscono, indirettamente, questo pensatore innovatore perfino rispetto ai nostri giorni.

Caos, Caso, Necessita' ....

Mettere la propria esistenza in una situazione di potenza assoluta, cioe' di Caos, perche' segua senza un fine preciso il corso delle leggi della natura, per me e' stato sciogliere vincoli,
contrappormi a disposizioni, liberarmi, in definitiva, di costrizioni stringenti e, credo, mortali, mentre osservarne la successiva sedimentazione, il fossilizzarsi in un'impronta gia' conosciuta e invisa, l'epicentro di ogni ulteriore scossa distruttrice.

Torno in un attimo all'estate del 2004, e mi riconosco senza eccessive difficolta' in un esserino di 42 chili incredulo davanti all'avarizia della bilancia e preoccupato dal correre troppo rapido del suo cuore.

Avevo appena fatto in tempo a laurearmi, che subito ero entrato in ospedale e quindi finito sotto i ferri del cardiochirurgo, e la mia vita tornava di nuovo legata ai turni delle infermiere, c'era quella carina, bionda e curatissima, la cui bellezza non mi sfuggiva anche se ero senza occhiali e un po' intontito dai farmaci, alla somministrazione regolare dei farmaci, all'orario di visita dei parenti.

La riabilitazione fu lunga, e l'estate infuocata, mi operai a luglio, rese piu' penose quelle notti passate insonne, sudato e preoccupato d'ogni colpo di tosse, d'ogni possibile fluttuazione nei valori dei globuli bianchi o d'ogni eventuale attimo di riflessione da parte dei medici circa progressi insoddisfacenti o improvvise ricadute.

Vivevo davvero nel terrore di un prolungarsi della permanenza in quel reparto congestionato e caotico, e pativo l'aggrottarsi di ciglia, il correre con la penna sulla cartella clinica ad alterare piani terapeutici, il valutare cure alternative e piu' onerose.

Fu un periodo di grande miseria, ed appariva in tutta la sua severita' il futuro davanti a me: incertezze, fragilita', limitazioni, cosa altro attendersi per quel misero mucchietto d'ossa tanto provato dal male?

Il babbo mi confesso' infine quello che era ovvio, evidente a tutti: 'Gio, se non troverai un lavoro, ci pensero' io a te', e in quelle parole di genitore benestante ma non ricco, io trovavo una pieta' dolce, un volersi far carico di un figlio sventurato e a cui via via piu' e piu' strade erano state interdette.

Ad agosto, ero in una clinica a rimettermi in sesto, ricevetti una telefonata dalla Accenture, la multinazionale del Consulting: mi chiamavano per un colloquio di lavoro, e anche se ancora assai debilitato, mi tremava la voce, accettai un appuntamento, credo per meta' settembre.

...

No comments:

Post a Comment