Wednesday, 30 November 2011

Numbers 27, 28 and 29

I met them down town.

I was waiting for my bus, together with an old lady, a couple of students and a blind guy.
The day had been satisfactory. No problems at work, and not as cold as it could have been.

One of them found my gait funny or, more probably, ridiculous.
He taunted me, and that was his first mistake.

I slowly approached him and bending over a bit I told him:
'You don't know me, do you?'
The guy seemed surprised, for sure he didn't expect my reaction.
I was calm but crisp.
'No, I don't know you' he replied, and he was still full of arrogance and impudence.
That was his second and last mistake.

'Then don't waste your bonus. You don't want to know me, number 27'.
Then I looked at his mates.
'Neither you want, number 28 and number 29'.
I smiled at them.

They didn't follow my advice.
Once more they offended me - I didn't insist, that wasn't an error, it was just a last wish - and then they left as impertinent and ignorant as they had come.

The following day, they were on the newspaper.

James Potter, Paul Hill, David Robertson, found dead in their apartments, with a single lead bullet in the head.

This is the story of Numbers 27, 28 and 29.

PS: I miss you, my dear friend.

Ti ho pensato

Ti ho pensato, Vera, e questo non vuol dire solamente 'ho pensato a te', ma proprio 'ho pensato te'.

C'e' una grande differenza tra le due cose.

Fermarmi 'a te' e' come rimanere su un bordo, senza toccarlo, senza davvero interrogarmi di cio' che e' contenuto.

Ci sono molte persone alle quali mi riferisco cosi, e sono quelle cui mi lega un affetto che il tempo, la condivisione di esperienze molteplici, ha accresciuto.

Pensare 'a te' e' focalizzarsi di fatto su una regione dell'animo che i sentimenti, miei, ti hanno assegnato.

I miei fratelli, qualche amico d'infanzia, il primo amore e i vecchi che, via via diventano solo immagini, a volte custodi della sacralita' dei ricordi, a volte interpreti del dolore, e di tutto quello che questo significa.

Questa e' la parola giusta ... interpreti, ai miei occhi, di idee e emozioni in virtu' di meccanismi che, dopotutto, riguarda loro come potrebbero riferirsi ad altri.

A volte penso 'te'.

Ed e' un pungere o frantumare una superficie o una fortezza, ed entrare dentro un'altra individualita', per studiarne proprio le leggi, l'etica, le inconfessabili fragilita' e i sogni piu' soavi.

Senza nessun constringimento esterno o pregiudizio che sia frutto di abitudine o consuetudine, ma perche' vi riconosco un'anima affine.

Ecco, io e' cosi che ti penso, Vera.

Costruire e poi popolare

Costruire un mondo, e poi popolarlo.

Questo e' stato per me scrivere, e questo e', piu' in generale, comunicare.

Sarebbe sbagliato ricondurre la mia esperienza ad un disegno, ad una strategia ben meditata e di lungo termine che, messe in conto eventuali delusioni, false intuizioni e qualche sconfitta, sicuramente avrebbe portato a un risultato solido.

Mi riconosco una certa dose di razionalita', ma l'impeto, cosi' simile alla necessita' di essere libero perfino dai costringimenti che io stesso cerco di tanto in tanto impormi, vince quasi sempre su contegno, assiduita', costanza.

Sono fedele solo a principi generali di natura etica, credo di non aver mai fatto male volontariamente ad un'altra persona se non quando il male, inevitabile, ha finito per schiacciarmi sotto un peso che per forza di cose non era solo mio, ma questi meccanismi, per me, agiscono sempre localmente, con rapidita' istintiva, forse perche' hanno un'origine sentimentale piu' che logica.

Se riconsidero il succedersi degli eventi degli ultimi anni, non fatico a riconoscere errori tremendi che, freddamente, avrei potuto prevedere, gestire, allontanare.

Mi rammarico che questi abbiano fatto soffrire altri oltre a me, e tuttavia sono certo che la gravita' di un intrico irregolare di relazioni umane e un coacervo amabile di umane debolezze abbia premuto soprattutto su di me, e che non io ne sia stato in primo luogo responsabile.

Non recrimino nulla: sono le persone che amiamo quelle che davvero hanno possibilita', non direi mai potere, di farci del male.
Noi concediamo loro questa facolta', che a noi e' egualmente concessa, e spesso l'ipocrisia, la mancanza di coraggio, non fanno che aggiungere al male necessario ulteriori maledizioni.

Ho iniziato a scrivere, un giorno, della mia solitudine, e di un dolore la cui forma mi era, almeno in parte, sconosciuta.

Costruivo, senza rendemente conto, un mondo: descrivevo leggi che lo governavano, stabilivo cosa era buono e cosa era cattivo.

E in quell'universo, arduo e spoglio, mi posavo, come suo unico abitante.

Che sorpresa quando mi sono accorto che tu, un mondo tanto inospitale, popolavi.

Tuesday, 29 November 2011

Spiccioli

Capita che d'improvviso non mi senta bene.

C'e' una quantita' di malessere per cosi dire quasi cronica, banale: certi giramenti di testa, che mi impediscono di camminare senza perdere l'equilibrio, e che solitamente hanno origine in stimoli visivi, hanno smesso di spaventarmi perche' si sono ripetuti troppe volte senza conseguenze, e cosi' le extra sistoli che a mitraglia, per ore, a volte agitano il mio cuore, e allo stesso modo l'acuto, improvviso pungere della protesi, che sfrega e strazia, al tendersi esagerato di un muscolo o all'ardire di un movimento inconsueto.

In questi casi la conoscenza aiuta: riconduce manifestazioni sicuramente preoccupanti a noie, che il tempo, e la pazienza, risolveranno.

In altre circostanze invece la conoscenza amplifica la paura, e fa si che ogni discostarsi dalla normalita', perfino se di lieve entita', siano subito sintomi di quei problemi di cui hai letto nei manuali di medicina, o nei bugiardini dei farmaci.

...

Anche oggi ho visto l'arcobaleno, e il vento prendersi gioco di mille ombrelli.

Mi sto affezionando a questa citta', alle sue pioggerelline, al cielo sereno nel quale corrono veloci nuvole bianchissime e sottili, al vento impetuoso, e perfino al paesaggio spoglio e acido.
La brughiera, un prolungarsi di colline brulle che non amero' mai come l'elevarsi superbo dei miei boschi, esprime un'espressione di nudita' che forse e' piu' autentica e vicina all'umana che non quella di rifugio, nascondiglio, di una macchia impenetrabile e fitta.

Scrivo di fretta.
Tornero' a mettere ordine ai miei pensieri.

Monday, 28 November 2011

A una Donna

Vorrei essere li accanto a te, e costringerti a sorridere e dimenticare il dolore, venerando pero' ogni tua lacrima.

Vorrei essere li, per ascoltare assieme la divinita' che scuote l'anima, e dentro scalcia e si dispera dei limiti di noi esseri umani.

Il tempo, lo spazio, le circostanze ... mille e mille impedimenti che rimandano, impediscono, confliggono con idee, progetti, sogni ...

Si plachera', solo un poco e sempre temporaneamente, la furia del demone, e nel ritirarsi di quello spirito in fondo vitale, tra fratture e ustioni, sara' un attimo il nostro tempo.

...

Ora pulisciti il viso, lascia che con le labbra asciughi le tue lacrime, e le dita risistemino i capelli.

...
La notte
...

Al risveglio, il canto degli uccelli alla prime luci dell'alba, e la loro voce e' quasi assordante nel silenzio immobile dei dormienti.

Ti adoro, e le tue paure sono le mie, e non c'e' una sola insicurezza, scivoloso pendio o labirinto intricato, che non conosca quanto te.
...

E poi ...

E poi la tua piccola Elisa, appena alzata e ancora in pigiama, che dalla cucina ti chiama ' ... mamma!'.

La senti?

Vuole giocare con le bambole, vuole fare colazione, vuole un panino o la tua pizza, proprio quella che un giorno preparerai anche per me.

Saturday, 26 November 2011

Attenta! E' nitrogeno di potassio!

'Attenta! E' nitrogeno di potassio!'.

...

All'uscita secondaria del pian terreno, quella che porta dritti in mensa, c'è un grosso deposito pieno di bombole.

Capita che ce ne sia qualcuna che sbuffa vapori bianchissimi, altre con delle inquietanti etichette 'Danger' arancioni, residui di chissà quale guerra chimica segreta e costata la vita a scienziati incauti più che a soldati schierati in campo di battaglia.

Oggi, che sei venuta a trovarmi, siamo scesi nel tardo pomeriggio per un caffè e un pasticcino, e ci siamo ritrovati a passare davanti a una di queste bombole proprio durante un improvviso sfiatare di gas.

Che preoccupazione è calata sul mio viso, e che angoscia nella mia voce, come strozzata dal contrarsi improvviso dell'apparato respiratorio!

'No, maledizione, no! Me ne sono dimenticato! Oggi è sabato, e ci avevano avvertito che nel pomeriggio, approfittando che non si lavora nel weekend, avrebbero lavorato su questi rifiuti chimici tossici ... Attena, è nitrogeno di potassio, è pericolosissim, non respirare!!!'.

Dico così, e ti prendo per la mano, e ti stringo a me, come se quello fosse l'ultimo istante delle nostre vite, e che noi, giustamente, dovremmo vivere baciandoci.

Che scuse meschine, amore mio, per un ultimo bacio, per farti battere il cuore e sentirti fremere.

E tu che mi conosci, e sai che sono un mascalzone innamorato, un po' ci caschi e un po' ci stai.

Certo, perchè il nitrogeno di potassio non esiste, me lo sono inventato nel tempo libero, con il preciso scopo di giocare con te.

Quello è solo vapor d'acqua buttato fuori a intervalli regolari dal sistema di riscaldamento del dipartimento, e non farebbe male ad una mosca.

...

Mille baci a te, mentre mi dici che mi ami.
Mille baci, e ti prendo la manina.
Che pelle morbida che hai, e che dita piccoline, guarda, non mi arrivano neanche alla mia seconda falange!

Dai, facciamo un gioco di forza: prova ad aprirmi il pugno chiuso, vediamo se ce la fai.
E stasera? Stiamo a casa ad ascoltare la musica e fare l'amore, che ne dici?
Ma prima devi dirmi che mi adori e sono bellissimo, altrimenti guarda che ti porto a mangiare da McDonald!

Dammi un bacio.
Adesso, non indugiare.
Prima che il battito torni regolare, prima che torni tutto sotto controllo.

Finchè ancora sto sognando d'averti vicina.

Operare per il bene del proprio paese

Leggo dell'iniziativa, sostenuta anche da Assocalciatori, di acquistare buoni del tesoro poliennali, gli ormai mitologici BTP, per dare sostegno al paese.

Ammetto di ritrovarmi perplesso in quest'orgia di acronimi, PIL, BTP, MibTel, termini finanziari, spread, future, blue chips, e concetti complessi, signoraggio bancario, debito pubblico, fallimento, di cui non sono sicuro di capire i dettagli più sottili, e forse neppure quelli più triviali.

Se io fossi ricco, e volessi aiutare davvero il mio paese, farei ben altro, e principalmente qualcosa di semplice, comprensibile, a volte perfino di immediato effetto.

Cercherei, innanzitutto, di creare occupazione, magari entrando in società in crisi o sostenendo quelle che operano in settori che sicuramente prospereranno in futuro, è il caso di quelle che si occupano dei temi delle energie rinnovabili e dell'ambiente in generale, e poi in investirei sulla formazione dei giovani, finanziando borse di studio, dottorati di ricerca, stage di perfezionamento, e infine penserei di impegnarmi nel settore immobiliare, comprando appartamenti e dandoli in affitto a prezzi convenienti a famiglie con disabili a carico, studenti fuori sede, anziani.

E' di qualche giorno fa la notizia, spero non fake, dell'interessamento di una rock star alle sorti di una compagnia aerea in fallimento: sono questi esempi di illuminati che potranno dare un futuro all'Europa.

Se invece i ricchi continuearanno ad accumulare nei loro forzieri ingenti ricchezze, al progressivo depauperimento della classe media, all'avvilirsi degli indigenti, farà seguito un tracollo complessivo del nostro modello culturale.

Friday, 25 November 2011

Una città particolare

E' una città particolare, quella in cui vivo.

Il cielo è sereno, e nell'azzurro, lontano, vedi Iride, la dea dell'arcobaleno, asciugarsi i capelli al sole.

Ma il ticchettio che mi ha destato dal sonno ristoratore è di chicchi di grandine che picchiano sulla finestra, come il bussare impaziente di bambini giocosi e affamati che vogliono fare merenda.

Il davanzale è coperto di bianchi semini che cadono in picchiata, e danzano.

Ne prendo uno fra le dita, e quel ghiacciolo che si scioglie lentamente, come una lacrima s'allunga fino al palmo della mano, non capisco se sia più simile a una vita che si spegne, o invece al liberarsi di un'anima imprigionata.

Thursday, 24 November 2011

E' già tardi

E' già tardi alle cinque del pomeriggio, se arrivi a casa raffreddato e febbricitante, e la giacca è gonfia di gocce di pioggia.

Un vecchio disco di Art Blakey, e la luce bassa dell'alogena che dipinge di arancione le pareti della stanza, si sforzano di tappare le fessure che lasciano entrare spifferi gelidi dalle finestre, mentre i libri ancora da riordinare, i CD ammucchiati senza nessuna logica sul comodino, sono li a darti un benvenuto, forse un po' goffo ma caro.

Il sonno, adesso.

Stasera tornerà a sbuffare il vapore in cucina, e ribollirà nel pentolino il sugo al pomodoro, non ho nulla da soffriggere, e allora ogni tanto vi sciolgo dentro un po' di burro, e se non saranno maccheroni, saranno spaghetti o tagliatelle ...

Un attimo, e sarà già notte, e di nuovo il sonno, a cancellare un giorno appesantito dal malessere, amaro di rassegnazione più che di dolore nuovo.

Wednesday, 23 November 2011

Fa freddo

Fa freddo, soffia un vento rabbioso e il pomeriggio di calcoli, preoccupazioni, impegni sara' ancora lungo.

Scendo ora alla caffetteria: mi scaldero' con una cioccolata bollente, e poi tornero' al lavoro.

Stasera tu, che finisci di lavorare presto il mercoledi, rincaserai almeno un'ora prima di me.

Allora, tira le tende, chiudi a doppia mandata la porta d'ingresso.
Poi spegni le luci, spogliati, e completamente nuda e vai a letto.
Scegli tu, se lo vuoi, un jazz tranquillo, morbido, dominato dal basso, di sottofondo.

Aspettami rannicchiata, concentrati per percepire la nudita' di ogni parte del tuo corpo.
Sai bene che ci vuole tempo per rendersi conto di essere nudi, assai, infinitamente piu' di quanto non occorra per sfilare uno slip, abbassare una gonna o alzare una maglietta.

Arrivero' con i piedi gelati e affamato.

Non suonero' il campanello, apriro' da me il porticino d'ingresso, poi saliro' lentamente le scale, e in silenzio mi avvicinero'.

Scattera' la molla della serratura, e faro' il mio ingresso nel nostro appartamento, e sembrerà un giorno qualsiasi.

Poi lascero' invece cadere il cappotto, e la sciarpa, i guanti, il maglione saranno una scia fino alla camera da letto.

Nel buio sentirai il cigolare ovattato delle porte dell'anticamera che s'aprono e chiudono, sono io che sto arrivando, e infine ruotera' la maniglia della nostra stanza da letto.

Mi infilero' sotto le coperte con te.

Li mi donerai il respiro del tuo seno morbido, e m'avvolgerai dell'odore di te, della mia donna innamorata.

Li saremo amanti.

Tuesday, 22 November 2011

Ella, Louis, Bertrand, e poi l'amore

Ascoltare Ella e Louis prima di andare a letto, è entrare la notte in punta di piedi, con una tazza di latte caldo e un'infinità di gocce di miele.

Sono tanto affezionato alle voci amorevoli, ai ritmi lenti, alla cadenza rassicurante della loro maturità artistica, Ella era solo quarantenne ma Louis già sessantenne, una fusione, quella, assai più che un semplice sodalizio, da non volerli neppure immaginare diversi dall'iconografia che evocano in me.

La vecchiaia, in certi individui, coincide con la convergenza ad un'ideale, o un'espressione che solo il tempo può solidificare.

E così se penso a Bertrand Russell, mi pare evidente che benchè già da giovane forse possedesse tutte quelle virtù che gli sono riconosciute da vecchio, molte di queste non potessero emergere oltre una vaga intuizione: i decenni, ovvero la resistenza agli scandali che cercarono di travolgerlo, una vera intransigenza a mille tentazioni e un rigore non di maniera, hanno dimostrato la consistenza del suo essere.

Ciò che è in potenza, a volte solo la vecchiaia può tradurre in atto.

Se è vero, autentico, profondo, sarà così anche per il mio amore.

Già si deteriora il mio corpo, e si consumano le sue forze residue.

La bellezza trascende, e la concepisco nell'espressione di un volto gentile, o nell'atteggiamento elegante e perfino un po' altezzoso, più che nei volumi e negli odori.

Non mi sono indifferenti gli stimoli del corpo, e anzi continuano ad illudermi con eguale intensità, ma sicuramente il tempo mi ha reso più sensibile all'essere femminile in ogni sua caratteristica.

Mi accorgo che per me le donne più belle non sono mai ragazzine svestite o esuberanti, e spesso non sono le più appariscenti.
E mi rapisce una voce scossa da un singhiozzo, ed amo una lacrima, ed una preghiera che non sono riuscito a cogliere pesa assai più che non tutta la deformità del mio corpo.

Cerco la nudità dell'anima, perchè tramite quel contatto noi faremo l'amore.

...

Preferisco un groviglio a un gomitolo, un'istrice intrattabile a una gattina giocherellona.

Mi vengono in mente le parole di una vecchia poesia, scritta da un uomo che non sancì il suo amore, e che dunque che non riesco a perdonare:

When you are old and grey and full of sleep,
And nodding by the fire, take down this book,
And slowly read, and dream of the soft look
Your eyes had once, and of their shadows deep;

How many loved your moments of glad grace,
And loved your beauty with love false or true,
But one man loved the pilgrim soul in you,
And loved the sorrows of your changing face;

And bending down beside the glowing bars,
Murmur, a little sadly, how Love fled
And paced upon the mountains overhead
And hid his face amid a crowd of stars.


Quando tu sarai vecchia e grigia e piena di sonno
e china accanto al fuoco, tira giù questo libro
e lentamente leggilo e sogna del dolce sguardo
che i tuoi occhi ebbero un tempo e delle loro ombre profonde;

quanti amarono i tuoi istanti di lieta grazia
e amarono la tua bellezza con falso e vero amore,
ma un solo uomo amò in te l’anima pellegrina
e amò il dolore del tuo mutevole volto,

e chinandoti giù verso i tizzoni incandescenti,
mormora, un po’ tristemente, quanto amore fuggì
e misurò i suoi passi sulle montagne in alto
e nascose il suo viso fra una moltitudine di stelle.

Micragna d'animo

Ho conosciuto dei micragnosi d'animo.
Li riconosco, ormai.

Hanno solo diritti, e di un fiume di parole che ti sembra di aver gia' sentito sono ambasciatori bizantini, ma non incontrano mai umilta', silenzio, equita'.

...

Lentamente, casa mia si sta popolando di libri, dischi, stoffe e piccoli oggetti.

Ci sono le corone e i dollari rimasti in tasca dopo un paio di viaggi, e un lago argenteo di monete sparpagliate su di una mensola.

Ho rivoluzionato ancora una volta.

Nella stanza piccola ho stipato di tutto, dai mobili piu' capienti allo stendino, da un paio di seggiole all'asse da stiro.
E quindi il tavolo, davanti alla finestra, a sinistra una cassettiera, qua e la quel che resta di un vecchio letto, assi di sostegno, che ho avvolto in carte dai motivi orientaleggianti ...

In quella piu' ampia ho sistemato il letto, ai piedi un tavolino basso a fare da mensola, di fianco un modestissimo sistema stereo che finalmente ha riportato Rossini e Parker nelle mie giornate.

Monday, 21 November 2011

Il male è creta nelle tue mani.

Che gioia sentirti parlare di noiose giornate di lavoro, di colleghe pettegole, di un fine settimana a Venezia.

E' l'azzurro effimero di un cielo irrequieto che si colora d'arcobaleno e subito brucia di rosse striature, e ancora il grigio delle nubi è all'orizzonte, e già un nuovo nero s'addensa forse a oscurare il sole.

Il male è creta nelle tue mani.

Ripeto questa frase ad alta voce, stringo i pugni, abbasso un poco il capo e penso a te.

Di un dolore infinito, crudele, e difficoltà angoscianti hai costruito la tua esistenza.
Sei dove esistono solo cose vere.
L'amore più sincero, il dolore più atroce.

Ti vedo da lontano, e da lontano ti amo.

Se lo senti davvero

Un saluto veloce, un ciao tra il primo caffe' e il turno mattutino in ufficio, tra un impegno giu' in citta' e le faccende domestiche.

E, come firma, un bacio, un abbraccio.

Se lo senti davvero ...

Che belli certi baci, Silvia!

Che bello che un saluto veloce si concentri tutto nel bacio, e che non sia solo lo sfiorare di labbra, ma l'accompagni tutta la cerimonia dell'abbraccio!

Che duri abbastanza perche' mi travolga il tuo calore!

Ancora un attimo, ti prego, lasciami capire, dammi questa certezza, una, dieci, cento volte, che' deve disperdere mille dubbi e illusioni.

Sunday, 20 November 2011

Lo dimostrano le sciocchezze e gli errori, che sono quelli che si fanno solo quando si ama davvero.

Due lupi che giocano con un levriero, corse, latrati e zuffe continue, un Pinscher che si avventura nell'erba troppo alta, e allora saltella tra cespugli che pungono il ventre, e nel silenzio, l'incedere, con eleganza severa e inquietante, di un dobermann.

Qualche bella ragazza in tuta, un paio di turiste graziose in vena di schiamazzi e fotografie.

...

Il sole scende ora rapidamente verso la linea dell'orizzonte, e non sono neppure le quattro quando inizia ad illuminare con raggi obliqui, rosati e freddi, pareti rocciosa a precipizio, strepitose verticali di falesie.

...

Ho preso un caffè, di questo sono sicuro.

Sono entrato in un locale gestito da ragazzi medioorientali, un piccolo locale arredato con gusto sobrio e dignitoso, un'attività a conduzione famigliare, se ho ben inteso lo sguardo affettuoso tra due giovani, e nell'espresso, credendo di aggiungere un po' di zucchero di canna, non so quale spezia ho finito per mettere in grande quantità.

Il sapore fortissimo, gradevole ma troppo intenso, ha come ridestato un attimo i sensi intorpiditi, e la mente confusa, come imbalsamata da ieri mattina.

Oggi ho mangiato?

Non lo so.

Ho preso le medicine, il problema di qualche giorno fa si sta risolvendo lentamente, e mio padre non manca di chiamarmi per assicurarsi del mio andamento, e quindi per forza di cose ho assunto l'anticoagulante.

...

Una famigliola in un negozio di televisori.

Un bambino consigliava al grand father un modello di televisore che può andare su facebook, e una madre, o forse una zia, suggeriva ritmi lenti, per far pensare il nonno, smarrito tra tante offerte di cui non capiva differenze, vantaggi, oneri.

Il ruolo dei vecchi, per gran parte della millenaria storia dell'umanità, è stato quello di insegnanti, di saggi, e oggi sono invece degli analfabeti, surclassati da bimbi di 7 o 8 anni.

Ho sofferto per quell'uomo anziano, per la sua conoscenza, infinitesimale rispetto all'infinito di una semplice ricerca su google, e per il disaccordo ritmico, e per il concetto di lentezza che l'oggi fa inesorabilmente diverso da quello che è stato nei secoli scorsi, e che trovo ingiusto, sciocco, e che è a danno d'ognuno.

La tecnologia ci illude d'avere tutto a portata di mano, e spesso ci lascia padroni di nulla.

Non della saggezza di un vecchio, il tempo avrebbe cicatrizzato la differenza tra nonno e nipote, non dell'arte, tanti sono gli stimoli diversi che spesso è impossibile fondersi davvero con un genio.

Eppure del mio affetto devi essere sicura.

Lo dimostrano le sciocchezze e gli errori, che sono quelli che si fanno solo quando si ama davvero.

Saturday, 19 November 2011

Macerie

Tu possiedi la vera bellezza, che è quella che si può manifestare in modi diversissimi tra loro, e che quindi ancora domani saprà stupirmi.

Vistosa, pudica, timida, scossa, sicura di te, perfino impaurita ... così ti ho vista, ti immagino e ricordo.

Eri in un locale alla moda, o ti sentivi osservata o giudicata, o stavi rivendicando in mezzo alla violenza brutale dell'inerzia e della stupidità quelle idee che non sono solo tue, ma nostre.

E ogni volta, prima, mi sfiorava la mente stanca, dolorante, e scaldava il cuore ormai esausto e angosciato, la tua bellezza.

Quella dei tuoi occhi è l'affetto che ora io vorrei saper donare, e la dolcezza del viso darebbe vigore all'amore che sento dentro, forse una forma tangibile.

E' così anche oggi, in questo giorno di gelo, tra macerie d'ore d'incredulità e sgomento e lividi sul cuore.

Aspetterò per sempre.
Ti aspetterò per sempre.

Un uomo

Ne conosco davvero pochi di uomini.

Un medico scorbutico e impaziente, un vecchio prete, mio padre ...

E tuo figlio, quello che tu hai cresciuto, quello che tu hai educato.

Io ti aspetterò per sempre.

Friday, 18 November 2011

Perchè la Germania sarà la vera, unica potenza europea

Lo scriverò domani.

Per ora lascio che sia giusto un appunto, così che il pensiero di questo giorno confuso non finisca perso nel baratro degli svaghi del fine settimana.

A domani.

Thursday, 17 November 2011

A una donna che si crede banale

Perchè dici così?

Sai bene che non è vero, ne sono sicuro.

Mi viene in mente un pensiero, non so di quale studioso, probabilmente un fine filologo, scrupoloso conoscitore di una scrittrice del passato, cui questi aveva dedicato, devoto, appassionato, grandi spazi della propria esistenza.

I migliori forse.

In virtù dei propri meriti, venne concesso lui di visitare la dimora privata dell'autrice di quegli scritti sui quali egli tanto aveva sudato.

...

Non annotò, immagino in grafia fitta, in corsivo un po' obliquo, in un taccuiono dalla copertina di cuoio, solo dei bei quadri, della ricca biblioteca, del giardino curato, del gusto dell'arredamento e dei paramenti.

Scrisse, innamorato, di bigliettini scarabocchiati, di vecchie fotografie, di ricette, di pentole e di uncinetto.

Scrisse di una donna.

Yeah!

Non sono sicuro di nulla in suo proposito, e, credimi, in virtu' dell'educazione di te, non mi interessa minimamente.

In effetti ho incontrato, una volta, una ragazza sulle scale, e forse era lei, ma sicuramente non saprei riconoscerla per strada.

Anche la voce non sarei in grado di distinguere tra altre, perche' mi giunge sempre distorta, attutita dal muro, filtrata da quel setto non spesso eppure sufficiente a modificarne il timbro.

Per motivi che si possono riassumere nella convinzione che nella mia situazione personale la camera da letto sia il locale piu' inutile di casa, dormo in forse sei o sette metri quadri, occupati per grande parte da mobili inguardabili, che un gusto estetico educato dallo stile classico dei genitori, o quello moderno, razionale, di amici, mi ha imposto di rimuovere dagli ambienti piu' vissuti, come il salotto o lo studio.
Ho finito per ammassare mobili e armadi li, in quello che e' uno spazio angusto, dove e' sempre notte e gli occhi, chiusi, non sanno distinguere, a ridosso dell'appartamento attiguo, e dove quindi, problema che si presenta assai raramente per fortuna, mi capita di sentire le voci, i lamenti e i gemiti della vicina.

Mi piace ridurre naturalmente tutto alla donna, ed alienare completamente dai pensieri la figura, pure esistente, del vicino: per quanto a me sconosciuti entrambi, la causa prima, l'unica anima, e' quella femminile.

L'altra meta' della coppia, uomo o ragazzo che dir si voglia, e' per forza di cose contorno, accessorio.
Non necessario e per nulla sufficiente, mi disinteressa totalmente.

...

Ieri notte, era quasi l'alba, l'antifurto di un auto parcheggiata nel vicolo e' scattato, svegliando l'intero caseggiato.

In quella situazione di fastidio mi e' sembrato che quell'insolente sirena abbia continuato a lungo a torturarci le orecchie, riuscendo infine a frantumare l'estendersi, fittizio ma efficace, del sonno anche ai pochi istanti di dormiveglia che lo interrompono brevemente, come capita spesso dopo un brutto sogno o un rumore improvviso e effimero.

Al lungamente atteso tacere di quel chiasso inopportuno, lei ha gridato 'yeah'.

Felice, giocosa, imprevedibile.

Donna.

Wednesday, 16 November 2011

Ogni nuova definizione dell'amore

Una vita, perfino se dai contorni mediocri, può rappresentare un'enciclopedia dell'umano.

... quam minimum credula postero

Una discussione su Orazio mi riporta agli insegnamenti di un mio antico insegnante di latino, un vero maestro, e alle parole scambiate con Alice un giorno che oggi mi sembra infinitamente lontano.

Tuesday, 15 November 2011

Le dieci bugie che si dicono online e le mie verita'

Da Corriere.it scopriamo le bugie piu' spesso raccontate in rete per acchiappare un partner.

Millantatori d'ogni sesso ed eta' sembrano prediligere, non sorprende, potere, bellezza, denaro.

Monday, 14 November 2011

Vorrei essere dove sei tu

Vorrei essere dove sei tu, amica mia.

In un sottoscala umido e intossicato d'incenso, in una libreria polverosa che sta per chiudere, in una piazza immensa e gloriosa, o in un vicolo che s'insinua nel cuore antico e silenzioso di un borgo medioevale.

Non e' facile spiegarti il perche'.

Sunday, 13 November 2011

La malinconia

La maliconia è ricordarsi ciò per cui esistiamo, e scoprire che lo siamo raramente.

Quelli che porgono l'altra guancia

Formigoni, buon cristiano, mette in pratica il precetto del 'porgi l'altra guancia'.

Saturday, 12 November 2011

Walking Man

Qualche settimana fa Miko mi ha chiesto di scrivere un messaggio circa la mia esperienza di espatriato, o forse profugo.
Vi consiglio di dare un'occhiata al suo blog, dove troverete non solo altri messaggi di questa serie, ma un punto di vista sensato su mille cose.

Walking Man

Friday, 11 November 2011

I appreciate that

Una mancia, un gesto scontato, una routine, e il ragazzo che ti ha portato in casa pizza e coca, poco più che adolescente, alto e magro, infreddolito, umiliato da un'uniforme che ne fa un alberello stecchito di Natale, ti fulmina con un semplice 'I appreciate that', e una gentilezza nei modi, e un sorriso spontaneo che non può davvero essere ipocrisia.

Una vecchia cameriera grigia e stanca, trasandata, collo tozzo, tanto che ti pare stia annegando nelle sue stesse carni, che scambia pochissime parole, un'analfabeta del verbo, che ti fa un cenno di ringraziamento, perchè porti la tua tazzina al bancone, e non la lasci invece a marcire sul tavolino.

E, come sempre, l'incaricata della mensa, una donna che nella sua gioventù, trascorsa forse in Russia o in qualche paese dell'est, immagino piacente e allegra, che vedendomi così alto e magrolino, e ripetere sempre lo stesso concetto, 'that's enough, I don't want to waste food', mi sorride, e insiste per darmi anche patatine fritte o contorno di verdure.

Basta un istante.

Perche' l'Italia e' comunque spacciata. Perche' il governo Monti rischia di peggiorare le cose

Il nome di Monti, l'idea di un governo tecnico di transizione, con eccellenze nei ruoli chiave dell'esecutivo, ha infuso in molti speranze che io ritengo vane.

L'Italia, secondo me, e' comunque spacciata, a meno di circostanze che illustrero' piu' sotto.

Solo un'ingenuita' disarmante, e una sostanziale ignoranza della differenza tra potere legislativo ed esecutivo, possono giustificare siffatto ottimismo.

Mettiamoci nell'ipotesi migliore: Monti presidente del consiglio, e non voglio nemmeno entrare in merito alle voci che lo vogliono uomo di questo o quel potentato, e per ministri le menti piu' brillanti della Repubblica Italiana.

Uomini onesti, rigorosi, non corrotti da conflitti di interessi, ne' ricattabili da burattinai oscuri, che e' come dire l'esatto opposto di quello che e' oggi la politica.

Questi saggi scrivono leggi, disegnano grandi riforme strutturali, propongono misure di sicuro successo per i mille mali del paese.

E poi?

E poi, signori miei, un cazzo.

E' il parlamento che legifera, non il governo, i cui poteri in materia si riducono agli effimeri decreti legge, che se non approvati dal parlamento decadono in poche settimane.

Gia' oggi sento Rosi Mauro annunciare 'opposizione senza se e senza ma', la Lega non vede l'ora di tornare all'opposizione e non prendersi alcuna responsabilita', e non crediate che il supporto magari iniziale, formale, di chi esalta, flatus vocis, Monti si traduca in approvazione di manovre che, se giuste, saranno sicuramente, per forza di cose contro gli interessi dell'attuale parlamento, delle forze politiche che lo occupano, degli interessi di chi ne e' padrone.

Vi aspettate qualcosa da Scilipoti? Dalla Carlucci? Da Bersani? Da D'Alema?
Cosa di diverso da quello che hanno prodotto negli ultimi 20 anni di decadenza nostra e opulenza loro?

Gli interessi del paese, risoluzione di conflitti di interesse, riduzione di sprechi, liberalizzazioni, e via dicendo, sono contrari a quelli dei politici, e il paese, di fatto, non puo' nemmeno promuovere nuovi uomini di stato, in virtu' della deliziosa legge elettorale che abbiamo attualmente.

Gli attuali altolocati, usaranno Monti per rifarsi il trucco, per scaricare responsabilita', in definitiva per tornare a fottere quanto prima, il prima possibile, il paese.

L'unica speranza, ne faccio menzione prima, e' che i nostri parlamentari percepiscano la rabbia montante, e abbiano coscienza, e quindi paura, delle conseguenze delle proprie azioni.

Solo cosi queste saranno a vantaggio della collettivita' e non di pochi.

Diversamente, l'ipotetico governo Monti fara' addirittura peggiorare le cose, trascinando, ricattato, le cose per le lunghe.

La mia non e' una critica al modello delle nostre istituzioni.

L'equilibrio dei poteri, il ruolo di primo piano del parlamento, quello limitato del governo ... sono ingredienti di un sistema politico eccellente, ma a patto che nessuno degli attori in gioco sia opaco e improbo.

Stando le cose come sono le attuali, nulla potrebbe funzionare.

Thursday, 10 November 2011

Un ambizioso

Sono un ambizioso.

Lo devo, credo, alla noia, al progressivo estendersi della solitudine dalle ore della notte e delle insonnie, alla maggior parte delle giornate.

Da ragazzo non era così.

Avevo Silvia cui pensare, e poi i cani, un piccolo giardino, ove chinarsi a osservare muschi e fragoline selvatiche crescere lungo i bordi umidi di pozze e gradini sprofondati nell'ombra della terra, e nidi invisibili nel verde denso della magnoglia del cipresso, e uccelli cui lasciare d'inverno i peli spazzolati delle bestie, perchè ne facessero uso per i loro giacigli.

Oggi voglio solo andare da Harvard alla Columbia University, da Monaco a Londra, trovare un editore che voglia pubblicare queste parole, che pure condivido soprattutto per illudermi della stima altrui, e scrivere pagine su pagine, riportando in vita il passato, costruendo racconti, piccoli romanzi, vane poesie, libelli politici irriverenti ... vivere, insomma, di rendita.

Non fraintendere questo punto.

La rendita, mi pare ovvio in verità, non sottointende una quiete paonazza e cianotica da avvinazzato, un'indolenza fiacca e indisponente, ma equivale invece alla libertà di non dovermi fermare in un luogo.

E constatare che, passato il tempo necessario per ambientarsi, quello durante il quale la mente organizza, pianifica, e le mani s'occupano di prendere creta grezza e farne forma, nulla segue.

Mi viene in mente un episodio che, sicuramente, tutti quelli che vissero con me non ricordano.

Molti anni fa, ci accompagnava molto probabilmente uno dei miei cani, con mio fratello e dei suoi amici, ai tempi adolescenti, ci ritrovammo a seguire un sentiero, nel paesino di montagna dove tante estati passai da bimbo e giovane.

Conoscevamo bene quella mulettiera stretta, accidentata, un serpente dalla buccia ruvida e viscida: per anni, da bimbi, eravamo stati soliti seguirla fino a una radura nella quale passavamo interi pomeriggi a giocare o arrampicarci sugli alberi.

Non so cosa c'avesse spinto di nuovo li, forse proprio il progetto di fare una passeggiata con Danka o Amelia, e una volta arrivati all'immenso albero, credo un pioppo o un platano, per la prima volta, decidemmo di proseguire, andando oltre quel punto di distanza massima da casa concessa a noi bambini.

Per un po' continuammo a seguire il sentiero, e un ben misero rigagnolo d'acqua fango, e infine, dopo esser scesi parecchio, decidemmo di risalire, ma non tornando indietro, ma piuttosto muovendoci in direzione ortogonale, a scollinare, addentrandoci nel bosco.

Data la conoscenza del luogo, maturata in tanti anni di villeggiatura, sapevo per sicuro che non potevamo perderci, e che presto ci saremmo ritrovati in un punto conosciuto, eppure io godevo intimamente di quell'apparente incertezza: immersi nel bosco, senza alcun punto di riferimento, era facile ingannarsi, ed era sufficiente perdere memoria del contorno, della passeggiata, per trovare stupore, paura, smarrimento.

Con un minimo di immaginazione, i sensi tante volte responsabili dello svanire di sogni e illusioni, restituivano una realtà di suggestioni, le stesse che vivresti tu sei ti ritrovassi, all'improvviso, in quel luogo.

Continua ...

Il tuo dizionario dell'umano




Guardando una giovane ragazza, forse nazista, sporca, sconvolta, volto tumefatto che elenca percosse inaudite, occhi smarriti che raccontano violenza e paura, isolandone la sorte dal contesto o considerando questo evento parte di un tutto tragico, cronologia di colpe e cause, conoscerai il tuo dizionario dell'umano.

Strana cosa, l'empatia.

La mia esiste solo con i sofferenti.

In un video piu' ampio, non lo pubblico per miseria, vedi anche i volti felici dei liberati, che infieriscono su SS o soldati ormai morenti.

Non sento dentro di me la loro gioia, anzi, questa mi si accanisce contro.

Ma il volto di un sofferente, comunica sensazioni che possono essere l'unico contatto tra esseri differenti in ogni senso.

Spesso unisce, il dolore, al di la del sesso, della classe sociale, della storia, perfino dell'educazione, che e' forma e sostanza della nostra anima.

Nessun revisionismo: le SS restano criminali, e cosi il nazismo protagonista di un'epopea tragica.

Ma se c'e' un residuo d'umanita' in una bestia, e' quasi sempre nell'angoscia che precede la morte o segue la violenza.

Custodita con inconfessabile cura, e' autentica, forse effimera, ed evidentissima.

Wednesday, 9 November 2011

L'amore per le donne, le tue Memorie di Adriano

Mi affido alla sincerita', per cercare di sentirmi meno colpevole, peccaminoso, sporco.

Amo, intensamente, e non una donna, ma tre, quattro, cinque.
Non so contare.
Con ognuna vorrei fare l'amore, in modo diverso unirmi.

Condividere questa verita', ed e' qui la consolazione, rende vana ogni ambizione e quindi impossibile peccare nel senso di tradire, ferire, lacerare.

Cosi' amo, almeno cosi' amo oggi.

Ma il sogno si alimenta di questi desideri, e l'immaginazione e' un muro solido dietro il quale riparare a volte.

Anni fa, parlando con un amico, espressi il disagio della solitudine come l'assenza delle 'sue memorie di Adriano'.

Non ho mai smesso di cercare nelle donne ben piu' dell'involucro di carne che pure mi infatua ogni giorno, e degli odori di cui mi intossico in continuazione.

Oggi ho scritto poche parole di saluto a una donna impossibile, remota come le stelle fisse del firmamento.

Mi ha risposto, consolandomi del mal di testa di cui le avevo fatto cenno.

"Fossi lì ti preparerei qualcosa di caldo e ti leggerei qualcosa mentre tieni gli occhi chiusi"

Mi ha sollevato all'istante, come una corrente ascensionale, invisibile, che sostiene il volo di un albatross impacciato nel decollo.

Ha capito di me quello che piu' di me amo.

Se mai avro' una donna, dovra' esserle riconoscente.
Perche' e' lei a rendermi credibile, e a farmi credere.

Vivere in prima persona un rapporto addirittura gelosamente platonico, essere vinti dal fascino del pensiero ... e' scoprirsi amabili al di la di centomila variabili meschine.

Mi ritrovo con un arcobaleno di parole ... e nessuna che non sia imprudente.

L'amore, dopotutto, credo raramente sia autentico se opportuno, sensato.

L'amore e' caos qui dentro.

Tuesday, 8 November 2011

Oggi ha stravinto Berlusconi.

Oggi, comunque, ha stravinto Berlusconi.

Rispetto alla prospettiva di dimissioni immediate, ha rimandato tutto a un futuro non perfettamente definito e anzi un po' vago, che nuove emergenze, ulteriori pressioni europee, scenari di guerra in medio oriente, un inasprirsi della situazione greca, spingeranno verosimilmente sempre più avanti.

Non vendere la pelle del maiale ...

... prima che si sia dimesso.

Ha preso tempo, con la scusa di varare questa e quella 'manovra urgente'.

Non dimentichiamoci che in un mese, prima della prova di forza con Fini, è riuscito a fare incetta di 'responsabili', quando ormai pareva spacciato.
(oh, fosse caduto allora, in quali condizioni migliori sarebbe il paese!).

La sua promessa, 'dimissioni', vale quanto un proclama elettorale.
Uno dei suoi, intendo.

E' ricco, signori, e ha bisogno di protezione dalla giustizia.

Ci proverà in ogni maniera.

Non c'è più nulla da festeggiare, è già troppo tardi, da un punto di vista 'politico', e non c'è ancora da festeggiare da un punto di vista 'estetico'.

Stay tuned!

"She is that most extraordinary thing, a sensual thinker"

Oggi ho visto la fotografia di una donna dalla sensualita' addirittura violenta.

Monday, 7 November 2011

Sunday, 6 November 2011

Una domenica

Mi fa male un po' tutto.

Le mani, che hanno impugnato sega e martello, le braccia, esauste a lavoro finito, e la schiena, che ha sopportato carichi pesanti, opposto resistenza all'insolenza della forza di gravità.

Saturday, 5 November 2011

Era bella. Ma non era bella come te. Nessuna lo è.

Che emozione trovarti per caso in città, Alice!

Per venerdi sera, un programma particolare: un evento di scambio culturale, una sorta di orgia linguistica, organizzata presso il dipartimento di letteratura inglese dell'Università, in pieno centro.

Luogo, Libro, Individuo

A volte, chi da sempre vive in uno stesso luogo, si convince che il mondo sia un'estensione, omogenea, dell'ambito locale conosciuto, ed è così che originano tante perversioni e intolleranze, poichè ogni dissonanza altrui da un codice atteso è intesa essere un violare regole di comportamento universali.

Friday, 4 November 2011

Stanotte

Fa freddo stanotte, ed è scesa fitta la nebbia, a rendere inquietanti perfino le vie di ogni giorno.

Non confonderti!

Nei corpi, la bellezza tollera ben poco di esule dalla perfezione.

Accettiamo, addirittura come doni, un neo su un viso pallido, ma purche' unico, un eccedere, lieve, di circonferenze, o il trattenersi, leggero, come in apnea, di un seno accennato anziche' florido.

Con te

Farlo con te, sarebbe l'unica dimostrazione autentica del mio amore.

Thursday, 3 November 2011

Le parole spesso sono veicolo di ipocrisia

Le parole spesso sono veicolo di ipocrisia.

Atte a persuadere, scelte con cura sono riempitivi resinosi dei vuoti di argomenti fallaci, o veli infetti stesi a occultare concetti pericolanti.

Wednesday, 2 November 2011

Chi è stato?

Chi è stato a scrivere parole tanto dure?

E' stata la forza del sillogismo, quella lunga catena di inclusioni successive che da 'non amato' concludono in miseria, degenerazione, sconfitta e poi rabbia?

Oppure è stato solo un esercizio mentale, un provare, forse incauto, a lasciar divagare la mente, senza costringerla entro il dominio della decenza e dell'ipocrisia?

Non lo so.

Vorrei dirti una cosa, Silvia.

Fai l'amore ogni volta che puoi, e godi della vita.

Cerca l'orgasmo come l'amore, con la stessa tenacia, convinzione e cura con la quale scegli gli ingredienti migliori per una dieta sana ed adeguata, i vestiti più adatti per proteggerti dal freddo, una colonna sonora per un bagno caldo che vuoi spunto per riflessioni profonde o beatitudine e i libri sui quali verserai lacrime o dai quali trarrai insegnamento.

Ascolta attenta e seria, alla radio, mentre sei sulla via di casa, vecchi cronisti ricordare vicende di politica estera degli anni '60, e poi corri da lui e portalo a letto con te.

Lavora sodo, svegliati al mattino presto con un caffè bollente, intavola discussioni teoriche e pratiche coi colleghi, e appena puoi torna a casa, sorprendilo con la tua vivacità e spingilo contro la parete, dagli solo il tempo di abbassare le veneziane, e poi sbottonagli la camicia senza guardarlo, e siano gesti, e sguardi le tue parole.

Fai l'amore Silvia.

...

La frustrazione, al prolungarsi dell'indigenza affettiva, diviene terribile.

Nel weekend la sera esco pochissimo, chè solo vedere quelle belle ragazze è patirne l'indifferenza.

Non credo, in tutta onestà, di aver sbagliato.

Certo, è mancata la fortuna: se ti avessi conosciuto prima, e di persona, non avrei avuto un'amante, ma almeno occhi da cercare senza timore di trovarvi pietà o insofferenza.

Forse un giorno mi avresti presentato una tua amica, me la immagino con gli occhiali, con la testa fra le nuvole, più lunatica di me.

Una di quelle ragazze che non escono la sera nei weekend, e dio solo sa per quale motivo.

E subito dopo, si sarebbe dipanata davanti ai miei occhi quella intricata matassa che sono i sentimenti, i miei, per i quali io non trovo alcun capo.

Presentare un'amica.

Certo, aiuta molto, visto che di solito è già single, e in cerca di un uomo.

Agli altri capita così, e prima o poi ti racconterò come un episodio simile abbia innescato quel processo rapidissimo e critico di dissolvimento che mi ha portato a cercare nella scrittura, e nella memoria, e nel confronto con degli sconosciuti, un appiglio per non precipitare.

Anche in quel caso, c'è stata di mezzo una troia.

Una donnetta di superficialità infinita, che un bel giorno decise, riuscendovi con mirabile perfezione, di dimostrarmi che per me non c'era alternativa al vuoto.

Ovviamente l'amavo, e non credo sia una troia, nè una donnetta, ma so che la superficialità è forza negli esseri umani.

Mi fermo qui, prima di rispondere già oggi stesso alla domanda 'chi è che sta scrivendo parole tanto dure?'.

Da domani basta parlar di donne per un po'.

La bellezza a mezzanotte

Inviti per passare assieme la notte di capodanno, non riesco a negarlo, spesso mi hanno messo nelle condizioni di dover cercare una scusa credibile per declinarli o la pazienza necessaria nell'eventualita' di nulle possibilita' di fuga.

Per me, il tempo non trascorso in intimita' con una donna attraente, e spero sia ovvio cosa intendo con intimita' e con attraente, o lontano da libri o musica, o non immerso in silenzi sospesi come nuvole su fruscii di sottofondo, o senza divertimenti, diventa presto una gabbia di noia non disgiunta da autentico malessere, e a poco valgono i sensi di colpa, e non allieva minimamente l'idea che quel fastidio densamente vissuto e' espiazione dell'ipocrisia che mi ha condotto in tale situazione.

Quella volta, ero in quarta liceo, Marco mi invito' a passare assieme il Capodanno nella casa di montagna dei suoi genitori, un ampio pian terreno di un edificio notevole, che nei numerosi giri in motocicletta non mi vedeva mai passare senza indugiare un attimo sul selciato, a dare un'occhiata alle auto, alla ricerca di una Dedra blu elettrico o di una Panda Bianca.

Presi tempo, educatamente, domandandomi se fosse meglio rifiutare per il freddo, la neve, sicuramente copiosa su quella strada che conoscevo bene e che l'inverno trasforma in una serpentina di fanghiglia scivolosa, e poi invece cambiai repentinamente idea, e mi precipitai ad annunciargli che si, molto volentieri sarei stato suo ospite.

Silvia, sorprendentemente, aveva accettato il suo l'invito.

Maurizio Lupi: bugiardo

Bella gente, quella di CL.

Ascoltate con attenzione:

http://video.repubblica.it/dossier/crisi-italia-2011/ballaro-abete-a-lupi-lei-e-fuori-di-testa/79744?video=&ref=HRESS-1

E concentratevi su questo passaggio:

Abete: 'Da quanti anni fa il politico, lei?'
Lupi: 'Io dal 2001 faccio politica'.

Dal suo sito ufficiale scopriamo chi e' Maurizio Lupi:

La mia avventura politica è iniziata nel 1993 nel Consiglio comunale di Milano, di cui dal 1993 al 1996 rivesto il ruolo di Vicepresidente, e dal 1996 al 1997 quello di Presidente della Commissione Urbanistica. A partire dal 1997 rivesto il ruolo di Assessore comunale allo Sviluppo del Territorio Edilizia privata e Arredo urbano sotto la giunta Albertini.


E dal confronto tra queste due dichiarazioni, deduciamo che e' un bugiardo (dal 2001 e' inoltre deputato, ma questa precisazione non cambia il senso del discorso).

L'idea che ogni politico torni presto ad essere un cittadino come tutti gli altri, e che quindi agisca anche durante il suo mandato nell'ottica di un futuro privo di guardie del corpo, scorte, privilegi, ambiti di influenza iniqui, mi pare equivalente all'idea di una politica sana, al servizio dei cittadini.

Qui si inizia a barare sui CV, e sull'appartenenza alla 'casta'.

Vedremo quanti sceglieranno di abbandonare la nave prima che affondi, nel tentativo di riciclarsi, e quanti invece, piu' stolti forse, finiranno in bocca ai pesci.

Queste manovre sono segni premonitori di un futuro che sara' terribile, mi auguro, per chi ha portato un paese sull'orlo del baratro.

Negheranno, vedrete, faranno spallucce, come certi nazisti a Norimberga cercheranno rifugio negli 'ordini superiori', nel 'io ero solo un deputato, sottosegretario, consigliere non ascoltato'.

Daranno a Berlusconi tutte le sue colpe e forse di piu', ma senza conviderne le responsabilita'.

L'esercito del nano, ovvero la sua vera forza, e' composto da centinaia e centinaia di mediocri, i varii Ghedini, Sgarbi, Ferrara, Lupi, Formigoni, Polidori e via dicendo.

Se non avesse trovato questi mercenari, l'epopea del viscido di Arcore si sarebbe conclusa in pochi spot ridicoli nell'inverno del 1994.

Questi assenti di responsabilita', per un piatto di minestra, e piu' prosaicamente un briciolo di potere, hanno dilapidato un patrimonio non loro, ma nostro.

Non dimentichiamocene, perche' altrimenti i tempi che vivremo in futuro non saranno che una ripetizione, un convergere verso il basso seguendo la stessa spirale che abbiamo disceso negli ultimi 17 anni.

Tuesday, 1 November 2011

La bellezza di Silvia a mezzanotte

Fino a quel giorno, di parole scambiate pochissime, e mai personali.

Qualcosa di politica, saluti identici a mille altri, e invece silenzi imbarazzati, che mai più ho avuto con nessuna, e sguardi a sfuggire il tuo, e sempre a cercarti.

Quello che ho provato per te, Silvia, era necessità di presenza, e incapacità di sostenerla.

Della profondità del mio amore, mi convince la sua durata, il suo resistere ad anni di assenza e silezio, e infine il suo svanire solo per tradursi in un altro setimento, diverso ed egualmente ossessivo, eppure destinato a durare solo il tempo necessario a percepirne la delusione.

La tua bellezza a mezzanotte c'è chi forse l'ha vissuta, toccata, annusata e consumata tante volte da averla a noia.

E se devo dare ascolto a certe voci, non so se gonfie d'invidia o semplicemente sciocche, sono stati davvero numerosi i tuoi amanti, di fronte ai quali, nei lunghi anni in cui non popolavo nè sogni nè desideri, ti spogliavi nuda prima del sesso o della passione.

Cazzo, è proprio andata così coglione!
Questa è una bestemmia.
L'avrai data a mezzo mondo, e all'altra metà avrai fatto almeno un pompino in discoteca o una sega in un cesso d'autogrill.

Volevo scrivere della tua bellezza a mezzanotte.

Una volta l'ho vista.

E invece ci ho ripensato.
E ho capito che forse sei stata solo una delle tante puttane senza cervello che ho conosciuto in vita mia.

Vattene.

Vai a farti fottere da chi cazzo vuoi e non permetterti mai più di tornarmi in mente.

Raus, lurida troia.

RAUS!

Vedi, il senso di equilibrio instabile?
Un ricordo mi ha riportato a considerare l'amore, purissimo, per Silvia.
Attorno a lei, ho oscillato un attimo, come un sistema che cerca armonia.
Avrei potuto, come pensavo a freddo, ripercorrere gli attimi di quella notte, e avrei provato dentro, ne sono certo, ancora una volta quella dolcezza autunnale e crepuscolare di candore e malinconia.
E invece no.
E' stata talmente ardente la fiamma, che ha preso tutto fuoco.
Non ha scaldato il cuore, ma ustionato, carbonizzato le mie carni esauste, predisposte ormai in egual maniera alla passione e all'odio.

Non me l'ha mai data, e così le altre.

E questo è l'unico motivo per cui è una troia.

Non c'è logica, nè senso alcuno, lo so bene.

Ma così va la vita nel mondo delle troie.

Presto smetterò le note a margine, i commenti esplicativi, le chiose conciglianti e le glosse prudenti.

Rimarranno solo le puttane.

PS: odio il nazismo e questo messaggio è proprio dedicato a quella Silvia li, e a nessun altra.

Quante?

Ne ho conosciute poche di persone, e pochissime hanno desiderato intravedere qualcosa di me.

Viceversa, ho frequentato centinaia di individui, alcuni sicuramente dotati di tratti notevoli, e di diversi di questi faccio uso per trarre se non lezione, almeno monito e stimolo circa l'esistenza.

La complessita' umana e' tale per cui non e' saggio prolungare tratti di conoscenza certa a vertici e segmenti non illuminati di un'animo.

E' un azzardo interpolare, e folle ogni tentativo di estrapolazione.

Ma se questo impone attenzione, cura, calcolo minuzioso nella vita pratica, viceversa far combaciare in uno stesso individuo tratti all'apparenza contraddittori e' un utile esercizio mentale, e aiuta chi ha la sventura dell'esser complesso, ad accettare l'insieme dei propri paradossi.

Vorrei scrivere di Paolo e sua madre, ma sono stordito da una fiacchezza invadente e da un'emicrania fastidiosa.

Dimmi che mi vuoi bene.

Dimmi che stasera, se fossi qui, ti prenderesti cura di me.
Una cena assieme, un massaggio alla schiena, forse qualcosa di non troppo diverso dall'amore, ma che ti giuro non ti permettero' di chiamare cosi', anche se dentro io per un attimo mi lascero' illudere.

Dimmi che mi vuoi bene.

Dopotutto e' per questo che ogni giorno cerco qualcosa di cui scriverti, non e' vero?

Pieta' e declino

Stanotte per due volte sono stato pietoso, e rabbia ho visto scemare, e davanti al carnefice ferito, fragile, morente, ho provato rimorso, guardato con orrore la mano, mia, che affandova il pugnale.

Sto camminando al buio in un luogo sconosciuto con Fede.