Tuesday, 31 May 2011

Sarcasmo

Io non ho confidenza con quasi nessuno qui.

Alla fine di questo mia esperienza posso dire che dal punto di vista lavorativo ho avuto delle soddisfazioni, articoli, conferenze, collaborazioni, ma umanamente è stato un insuccesso totale.

Come sempre, a dir il vero.

Ora sono un po' preoccupato perchè non ho ancora ricevuto un'offerta concreta per il futuro.
Sono pronto, anzi desideroso, di andare lontano, ma questo è un altro discorso che non voglio affrontare ora.

Sta di fatto che l'ansia per il futuro, le delusioni con le donne, hanno su di me molteplici effetti: c'è l'euforia innescata dal niente, la depressione che una sillaba scatena ... e poi il mio sarcasmo feroce.

E' il mio modo educato per dirti 'sparisci dalla mia vista'.

Se mi si avvicina un tizio che detesto e che si sente proprio in diritto di rivolgermi la parola, ecco come lo liquido, prima che prenda la parola.

Gio: 'Ah senti, ma toglimi una curiosità: per comprare quei pantaloni da clown (Gio indica i suoi calzoni) ci vuole una licenza speciale rilasciata dal circo o sono in vendita per tutti? Sai, vorrei fare un regalo a un mio amico fricchettone e sarebbero perfetti ...'.

Vaffanculo vita immonda :D

Ma sei pazzo?

Certo che lo sono, e ho un sacco di giustificazioni.

Nello stesso istante sono eccezionale e miserrimo, e quindi, oscillando tra questi due estremi, la mia vita è uno strazio continuo, un incessante alternarsi di euforia e depressione.

Chi conosco che riuscirebbe a portare avanti con la mia stessa dignità la mia esistenza?

Nessuno, anche perchè mentre io ho avuto 20 anni per potermi corrompere la mente ed accettare quest'esistenza indecente, uno, svegliandosi domani nel mio corpo, potrebbe riscrivere la Metamorfosi di Kafka in prima persona singolare.

Il senso dell'immagine è ovvio: ho perso la testa.

Quanto tempo?

Quanto tempo si può soffrire come cani prima di morire?
Quanto a lungo si può rimanere in apnea prima di perdere la vita?

Per rispondere a questa domanda io non devo immaginare alcunché, non devo sforzarmi per indovinare scenari futuri, ché io sono già morto.

Quindici anni circa, ecco quanto ho resistito prima di cadere.

E adesso?

Adesso sono all'inferno.

Nei prossimi giorni, per la prima volta, racconterò cosa mi ha ucciso, e perchè ho iniziato a scrivere questo diario.

L'elmo

Capita quasi sempre nelle ore d'insonnia.

In quel diaframma ostinato tra l'operosità diurna e il riposo della notte, quando i pensieri hanno sgombrato la mente ma i sogni ancora non riescono ad occuparla, affiorano i fuochi fatui della decomposizione dei miei stratagemmi elusivi.

Mi immaginavo, ieri notte, come un oplita, uno dei soldati d'elite della fanteria greca dell'era classica.

Isolato, come mi sono ritrovato un giorno, dal resto del mio reparto, la colossale armatura mi impediva il movimento, ed ero facile bersaglio perfino dei lanciatori di pietre, veloci ed opportunisti.

Da tempo mi sono liberato dello scudo bronzeo, e della maglia di cuoio.
Solo l'elmo porto ancora calato sul capo, e solo prima del sonno scivola via.

...

Leopardi e tette.
Montale e culo.
Monet e cosce.
Spinoza e figa.
Rock and roll e scopare freneticamente la notte.
Mozart e fare l'amore dolcemente al mattino.

Ecco cosa c'è sotto l'elmo.

Monday, 30 May 2011

Stasera andiamo a ballare

Oggi è stata una giornata pesante.

Si sono rifatti vivi i miei fantasmi, che non sono che persone a me sconosciute, e che pure hanno la capacità di farmi sentire un contenitore vuoto, un folle che s'ostina a portare avanti una vita inutile e dannosa.

E sono allora come un sonnambulo che l'urto con un armadio o una parete sveglia di soprassalto.
Destato dal dolore mi sento così fuori posto, smarrito, confuso.

Pensavo ieri, mentre parlavo con una mia cara amica, alla freccia del tempo, quel concetto paradossale a livello teorico, eppure evidente a scala macroscopica, secondo il quale alcuni fenomeni avvengono solo in una precisa direzione.

Una sfera d'acciaio o avorio che rotola da sinistra verso destra su un tavolo di biliardo in una direzione, può chiaramente anche seguire un moto inverso, e muoversi da destra a sinistra.

Ma ci sono dei fenomeni fisici che hanno un senso privilegiato.
Prendi ad esempio il mio cuore.
O un vulcano in un isola dei mari del Nord, che è ad esso equivalente.
Era un vulcano il mio cuore, e ribolliva in me un magma denso e incandescente.
Poi la pressione ha scosso la terra, e aperto una vena nella roccia. Quel magma s'è fatto lava, ed espulso dal cratere s'è disperso su pendici ripide, divorando ogni cosa.
Infine, s'è raffreddato, ed è ora terra nera e gelida.

Eccola all'opera, la freccia del tempo.

Il magma che risale fino a superficie, la lava che aggredisce la terra e infine si spegne ...

Questo fenomeno conosce solo questa direzione, ché mai tornerà il calore a quella roccia nera, né sarà mai più nel cuor della terra quel fuoco.

O sarai tu a darmi una scossa, e ridestare in me una divinità dormiente e agonizzante, o la mia vita sarà un ridere per non soffrire, un lavorare per non vedere, un fuggire per non sopportare il peso della solitudine.

Avrei voluto concludere la mia serata così, ballando con te.

Cos'è andato storto?

Lui, ovviamente, non lo capirà mai.

Perchè è stato lui, il grande tycoon, l'amico intimo di Putin, Gheddafi e Ben Ali, l'estimatore di quell'illuminato di Lukashenko a sbagliare, in modo a dir poco grossolano, e invece egli si considera infallibile, e quindi cercherà di distribuire le colpe tra falchi e colombe.

Conoscete tutti la così detta 'teoria della Rana e l'acqua', vero?

Pare che se si mette una rana in una pentola d'acqua bollente, questa balzerà fuori come un lampo. Viceversa, se si mette in una pentola d'acqua a temperatura ambiente e la si scalda lentamente, la rana non s'accorgerà di nulla, e morirà bollita.

La Rana, in questo caso, è l'Italia.

E questo pazzo ha davvero gettato benzina sul fuoco: a soffiare erano le varie mezze calzette Santanché, La Russa, Lassini, ma il direttore d'orchestra era lui.

Lui ha diretto la ridicola operazione 'Responsabilità', dando un'immagine del Parlamento Italiano come di un mercato.
Lui ha insultato quotidianamente la magistratura, lui ha messo in imbarazzo i capi di stato di mezzo mondo con le sue lagne da bambino sgridato.

Lui ha sbagliato e sbadigliato messo innanzi alle difficoltà di milioni di italiani.

E godiamoci la sua incapacità di capirlo!

Non amplifichiamo la portata di questa vittoria.

La situazione resta drammatica, perchè in tanti anni di Berlusconesimo e anti-Berlusconesimo si è smarrita la capacità di ragionare.
Ma la fine politica del nano è una tappa necessaria, benchè non sufficiente, per la rinascita della società civile italiana.

I Risultati delle elezioni

Hanno perso i grandi partiti: il PdL, che è come dire Berlusconi e Scilipoti, e il PD di Bersani, D'Alema e soci che non avevano scelto nè Pisapia nè De Magistris.

C’è tutto da ricostruire: si faranno molti errori, ma almeno, spero, non saranno gli stessi identici errori del recente passato (vedi foto).

Che bella

Che bella la tua testolina corvina,
ragazza in bicicletta.

Capelli corti, un po' in piedi i tuoi.

E mi sembri una matita ben temperata.
Il mondo un quaderno per gli appunti,
la vita con te un album da disegno.

Le parole

Con le mie parole costruisco fondamenta solide, sotterranee fortezze, ma anche basi malsicure che si sbricioleranno sotto il peso delle avversità.
Con le mie parole innalzo ponti, ma alle volte alla prima arcata non segue la seconda, e se tu sei troppo lontana restero' in bilico sul vuoto, equidistante da entrambi.
Con le mie parole mi sono costruito una gabbia dorata.
Non ci sono finestre, solo specchi, e un'eco, agghiacciante, ingombra la mia mente.

Con le tue parole, chissà, forse mi potrai liberare.

Sunday, 29 May 2011

Pic nic

Sdraiato in un prato, all'ombra di quello che era forse un Pino Marittimo capitato chissà come fin qui, osservavo sciami di moscerini mentre i miei pensieri si riempivano e svuotavano di nomi, ricordi, lacrime e sorrisi.

Cercavo di individuare la traettoria del baricentro di quel sistema di corpi, e il loro moto confuso, così simile a quello delle particelle colloidali che ispirarono il giovane Einstein, lo sfondo dei tronchi immobili, e il cielo sereno oltre ogni cosa erano l'ispirazione per riflettere sul concetto di egocentrismo e inganno.

Ognuno trae dalla bisaccia della personale conoscenza gli ingredienti dei propri argomenti: per me, che ho rinunciato presto alle lettere, per intraprendere il sentiero tortuoso delle scienze naturali, è forse troppo spesso la fisica a suggerire una metafora, a rendere un concetto.

Mi sono immaginato uno di quei moscerini.
Dal centro di un universo che rappresenta senz'altro anche il corpicino di quell'insetto, è tutto un delirio: non esiste un principio d'inerzia che renda semplice la meccanica, nè stelle fisse cui riferirsi.
E' solo un turbine, e lo sbuffare del vento, il salire e lo scendere di correnti convettive stravolgono ogni orizzonte e legge.
Facendo un balzo di ordini di grandezza, sono tornato con la mente ai secoli bui della teoria geocentrica, quando per spiegare il moto degli astri in quel dannato universo che aveva la Terra al proprio centro e contentare un clero ottuso, si doveva far ricorso all'artificio degli epicicli, e umiliare sè stessi per censurare Ganimede.

Infine, per mediare tra questi due estremi, sono tornato all'uomo che sono io.

E mi sono visto soggetto a ogni capriccio della natura, alla disperata ricerca di un punto fermo, una costante attorno alla quale misurare me stesso.

La gelosia

Pensavo a una cosa buffa oggi pomeriggio, mentre facevo quattro passi in città.

Quando ti trovero', ne avrai di motivi per essere gelosa!

Certo, se hai quell'attitudine, vedrai tutte le mie amiche come il fumo negli occhi, perchè io la loro bellezza la voglio condividere con chi amo!

Già quello è un segno del mio amore, eppure quanto mi odierai in quei momenti in cui ti parlero' di Alice, o della mia anima gemella, e di quanta dolcezza possa contenere un piccolo cuore ...

Ma sai, non dovresti limitare la tua gelosia a chi potrei toccare, e invece mai sfiorero'.

Ascoltami quando parlo di lei.

Se devi essere gelosa di una, scegli lei, perchè lei è venuta prima di tutte, a loro mi ha avvicinato.

Se ti sembrerà assurdo, capirai quanto folle è per me la tua gelosia per quelle che amo, e che non smettero' mai di amare.

Saturday, 28 May 2011

Cicciottella

Gio sta parlottando con un suo amico, Sergio, quand'ecco che Veronica gira l'angolo, e i tre si ritrovano tutti assieme.

Gio: Sergio, permetti che ti presenti Veronica, una mia amica. Lei è per metà Milanese, per metà Fiorentina e per un altro morbidissimo ottavo Gianduiotta'.

Trovatemi voi un modo più dolce e simpatico per dire a una bella ragazza che è deliziosamente ciocciottella perchè io non lo conosco.

Due sogni e tanto mal di schiena

E' stata una nottata un po' travagliata quella che mi ha accompagnato fino a stamattina.

Ieri sono tornato molto tardi, e con ancora il ronzio di un'emicrania insolente nel cranio, e la schiena era un dolore distribuito a macchia di leopardo dalla lombare al collo.

Ho scelto un disco facile per la notte, e stringendomi al piumone, è tornato il freddo qui, mi sono lasciato precipitare in quel mondo in cui leggi diverse dalle nostre esistono, e nelle quali esploriamo protasi e apodosi ...

Nel primo sogno mi trovo a Milano, davanti alla lunga cancellata della mia facoltà.

Io sono il Gio di questi giorni.

Trovandomi in quel luogo, anche se ormai tutti i miei amici, perfino quelli che sono rimasti a lungo in Italia a fare ricerca, hanno ormai abbandonato quell'Università, sento l'irresistibile bisogno di entrare, tornare ancora una volta in quei corridoi male illuminati, e sbirciare nelle aule, cercando una voce conosciuta, o solo l'atmosfera di quegli anni lontani.

Mi sorprendo di trovarvi Giacomo, un mio caro amico d'infanzia.

Giacomo è stata la prima persona cui abbia associato quella parola, 'intelligenza', che nei discorsi di mio padre suonava sempre autorevole e anche un po' maledetta.

Da bambino lui faceva le cose in modo diverso da tutti gli altri: non amava il pallone, ma preferiva parlare delle sue passeggiate nei boschi, ed aveva uno spirito d'osservazione eccezionale, che lo portava ad esempio a scegliere non a casaccio un quaderno, una penna, o a pensare prima di decidere.

Giacomo si è, nel sogno, appena iscritto a Fisica.
Se ne sta li, a un tavolino, a studiare le proprieta algebriche degli anelli, e sembra un po' perplesso.
Mi chiede un'opinione in merito.
Per prima cosa gli dico che è davvero notevole che lui stia già studiando, siamo solo ad ottobre, quando di solito si aspetta solo un mese prima degli esami per buttarsi anima e corpo nei libri, e poi passo a spiegargli che, a mio modo di vedere, per quanto riguarda le proprietà algebriche ...
Sto per esporre la mia idea, che banalmente vuole esprimere la volontà di estensione all'intera classe degli interi delle proprietà ovvie di distribuzione, associatività e commutatività che possiamo 'vedere' su insiemi finiti e particolari, che due ragazze ci raggiungono al tavolo, e ci sommergono di parole, parole ...

Parlano di Berlusconi: lo detestano, quanto me, ma davvero hanno perso il senso della misura.
Mi rendo conto che perfino a lezione seguono non il professore, ma le ultime su quel nanerottolo con i loro palmari.
Una grande tristezza cala nei miei pensieri.
Quel farabutto, mi rendo conto, è stato un abile stratega: è riuscito a portare la battaglia politica nel terreno a lui congeniale, quello del gossip, quello del tifo calcistico.

Nel secondo sogno sono in un parco.
Qui trovo Lucia, una ragazza misteriosa che non posso dire di conoscere bene, ma che sicuramente ha dei tratti di genialità, ma anche moltissime insicurezze e un oceano di nodi in testa.
E' una ragazza di 25 anni, vale a dire abbastanza più giovane di me, eppure già matura, paradossalmente per non aver vissuto tutto un numero di esperienze.
Un po' come me.
Proprio in virtù della sua complicatezza mi piace, e anche se non ci sentiamo molto spesso sono sempre felice di scriverle, di leggere dei suoi progressi negli studi e del tribolare in un mondo che non la capirà mai, perchè anche lei ha quel seme di diversità che forse il caso getta in ognuno di noi, tutti abbiamo esperienze più o meno traumatiche, ma che solo in alcuni germoglia, fino a contendere linfa vitale, e forse divorare il suo ospite.

Non mi ricordo neppure se c'abbia provato con Lucia, ma di certo, sdraiati vicini, all'ombra di un albero generoso, sento per lei un'attrazione fortissima.

Mi parla senza guardarmi.

Mi fa capire d'avere una mezza storia con un ragazzo.
E nelle sue parole è chiaro che è stata la paura della solitudine a spingerla a concedersi a quello, e che non riesce neppure a fissarmi negli occhi per la vergogna della sua debolezza.

Non ci siamo mai toccati fino ad oggi.

Le sfioro un braccio.
La sento sussultare.

Le parlo un poco, e poi la prendo per la mano.

Si alza di scatto, ancora senza guardarmi.

Tenendomi per la mano, mi porta fino ai bagni pubblici, che sono enormi e deserti.
Assieme entriamo in uno dei cubicoli, sempre senza scambiare neppure una sillaba.
Mentre si sbottona la camicetta, e le mie mani sono ormai scivolate fino mutandine e le mie dita sono già bagnate del suo odore, prende il telefono e lo chiama.

Risponde un suo amico, gli spiega che lui, Nathan (come mi sia uscito questo nome resta un mistero), è andato a fare jogging.

Lei allora spegne il telefono e avvinghiati in quello spazio ristretto facciamo finalmente sesso.

Friday, 27 May 2011

Party

Ero a un party, con diverse ragazza bellissime che ci provavano spudoratamente con me.
Avrei voluto tu fossi li, per far loro capire che sono tuo, e che posso farle ridere, questo si, ma poi sei tu che mi prendi per la mano, tu che me la posi sulla spalla, tu che giochi con i miei capelli, tu che mi fai un cenno d'intesa quando è ora di andare a casa.
Ero a quel party, e poi mi sono svegliato.
Suonava nella stanza un bel pezzo per violoncello e contrabbasso, e il mio letto era vuoto, e dalla finestra entrava un'aria fredda, e il mal di testa mi torturava il cervello.
Avrei voluto tu fossi li.
Nel sonno t'avrei baciata.
Stiracchiandoti, stropicciando gli occhi, colma di dolcezza tu m'avresti sorriso.
E t'avrei baciata ancora.

E' così semplice a volte l'amore.

Una boliicina d'aria

Sono come una bollicina d'aria intrappolata in un palloncino di plastica colmo d'acqua.
Se premi da una parte, ecco che scappo via.
E se sposti la presa, io finisco chissà dove, scomponendomi in mille cellule, e tornando poi all'unità.

E' il dolore l'artefice del mio esistere, la malattia la sua struttura portante, il male di vivere il dettaglio ad alta risoluzione.

Oggi lei era seduta dietro di me.
Le sue mani a pochi centimetri dal mio capo, le vedevo con la coda dell'occhio.
Non avevo mangiato, nella mia scatola cranica pulsava una massa spugnosa, e la schiena era a pezzi.

Alle volte basta il niente a spingermi sull'orlo della disperazione, o in bilico tra desiderio e voluttà.
Altre volte non sento niente.

Sai perchè sono allegro ultimamente?

Per un bellissimo complimento che mi ha fatto un caro amico.

'Gio, sei un morto vivente. Un altro nelle tue condizioni se ne starebbe a casa a vivere di pensione di invalidità'.

Mi mancherà questa franchezza, e il ciclo di morte e rinascita che infonde nella mia esistenza.

Thursday, 26 May 2011

Come Gio si presenta a una donna

Sono talmente stanco che non riesco neppure a pensare ai miei grandi problemi filosofici (come si conquista una donna?).

Avendo il cervello momentaneamente al collasso, vado avanti a canovacci.

Allora, se un giorno ho la luna storta torno il mesto Gio che tira avanti solo con il vento a favore, se un altro mi pare di sfiorare finalmente un po' di riposo, ecco la brillante parodia di Casanova tornare in vita.

Oggi ho incontrato una ragazza, non la conosco molto bene.

Di fronte a lei mi sono messo lievemente in posa: come un manichino l'ho guardata serio, e poi mi sono pavoneggiato un po', ho fischiettato un motivetto di Rossini per Contrabbasso.

Quindi le ho domandato serafico:

'In una scala da 0 a 10 quanto sono bello?'.

Sono stanchissimo di fare il divertente, il romantico, il sottile, il melanconico, il sognatore per una che non sia tu.

E allora te lo chiedo.

'In una scala da 0 a 10 quanto sono bello?'.

L'etica: un difetto?

Stiamo finendo in diversi del mio gruppo.

Avendo tutti background simili, e pur essendo diversi nell'approccio alla scienza, e per attitudine, siamo di fatto concorrenti per quanto riguarda il futuro.

Settimana scorsa ho trovato due posizioni molto interessanti, pagate benissimo, in istituti di ricerca assai prestigiosi.
Ovviamente ho avvertito anche i miei colleghi di queste opportunità.

Ho centomila difetti.
Sono lunatico in modo imbarazzante, distratto oltre l'immaginabile, permaloso, di fatto anche assai presuntuoso e non voglio tacere della mia allergia alle graminacee.

E poi c'è questa cosa, che forse potrei chiamare etica, che mi porta a non pensare solo a me stesso, almeno a volte, almeno quando è comprensibile cosa 'sia bene per gli altri'.

So bene che almeno uno dei miei colleghi è più titolato di me per la più interessante di quelle proposte di studio, eppure proprio dopo che uno di questi professori ha risposto manifestando un interesse vivo nel mio CV, io ho immediatamente avvisato quel mio collega, che inizialmente s'era mostrato poco fiducioso in merito.

Lo rifarei, perchè è semplicemente giusto, e non potrei sopportare di far perdere lui, loro, un'occasione solo per viltà.

E adesso a te chiedo: questo è un difetto?

Te lo voglio chiedere, ricordando di come un giorno una mia zia mi sorprese.

Tutta sorridente per i successi politici e lavorativi del figlio, che vanta una certa frequentazione con Bossi, o forse giusto una cena al suo fianco, non so, e un solido posto fisso, mi spiegò orgogliosa che 'Mario è un vero opportunista'.

Sulla mia etica non chiedermi mai di scendere a compromessi, perchè se salta quella tutto ciò che sono si dissolve.
E sotto la polvere non resterebbe che uno storpio pieno d'invidia e paure.

L'età delle stelle

Oggi sono stato in un ufficio pubblico, per delle questioni burocratiche.
Dai formulari si è passati presto a conoscersi un po', come per altro da prassi.
La gentilissima impiegata ha dunque preso a parlare dei suoi dubbi circa la scienza, e ha espresso il suo scetticismo, ad esempio, sulla nostra capacità di dare un'età agli astri del cosmo.
Io, da fisico, spiegavo le nostre ragioni, ma senza la saccenza del saputello.
Lei stava poi per iniziare un'altra frase ....

Quello che voleva esporre era, circa ...

'E non sono neppure tanto certa dell'attribuzione dell'età in archeologia' ...

Ma io l'ho fermata, anzi, ho sovrapposto la mia voce, seria, ben modulata, alla sua.

E mentre lei diceva 'archeologia' io aggiungevo ...
'nelle attrici, con tutto questo silicone e chirurgia estetica. Ora che ci penso in inglese le chiamano 'star', cioè 'stelle' .... ed ecco che tutto torna'.

Allora, sono o non sono irresistibile?

Wednesday, 25 May 2011

Ditelo ai vostri amici leghisti



Ditelo, ai vostri amici leghisti, che le città, nel mondo, a più alto tasso di vivibilità sono piene zeppe di stranieri.

Quella dove vivo io, ad esempio, nella quale io stesso sono straniero.

E ditelo, ai vostri amici leghisti, che quando sei un immigrato, e tieni alla nazione che ti ospita, sei più prudente, e rispettoso delle leggi di chi quella patria l'ha avuta in eredità dai propri genitori.

E ditelo, ai vostri amici leghisti, che davvero tra gli immigrati regolari, la percentuale di criminalità è paragonabile a quella degli italiani, e che se frotte di criminali dal mondo convergono in Italia è perchè la nostra politica ha reso conveniente, a suon di provvedimenti a favore dei potenti disonesti, delinquere.

E ditelo, ai vostri amici leghisti, che la mafia sta divorando il Nord e il suo territorio a furia di condoni e scudi fiscali, cementificazioni selvagge e sparate sui magistrati.

E ditelo, ai vostri amici leghisti, che la meritocrazia non è quella di CL, che distribuisce i suoi seguaci negli ospedali, nelle università, e che un africano, un albanese, un sud-americano, un rom, potrebbe essere un infermiere, un dottore o un professore migliore.

E ditelo, ai vostri amici leghisti, che a tutti conviene che dopo tanti anni si cambi, chè ormai l'aria è irrespirabile, e che tutti, loro per primi, ne pagano le conseguenze.

PS: Ovviamente il mio messaggio non è inteso caldeggiare idee come di 'aprire le frontiere', 'accettare ogni differenza', 'torniamo al comunismo'.

La piu' bella di tutte ...

... è la mia cara sorellina.



Questa è l'Italia che amiamo.

E se qualcuno dice che è un po' ingenua, io dico che è meglio essere ingenui, ma onesti, che sottili e corrotti.

Questo video mi ha fatto venire quasi nostalgia dell'Italia, perchè questa è la MIA Italia.

Bravi!

Gio e Lei

Lei è mia sorella, e questa è una chat di oggi pomeriggio.

Lei:
Oggi ho conosciuto due ragazze lesbiche che mi piacciono, eravamo un bel trio, mi hanno invitato ...
Gio: Ottimo, un lesbo-trio
Lei: ... ad un festival lesbo gay film mix
Gio: Alice è gay, te l'ho detto?
Lei: Dillo tu a tua madre dai!
Gio: Certo
Lei: Una oggi è arrossita quando le ho detto che ha mi piaceva il suo cappellino perchè...sa di sole! Questa milano offre inaspettati incontri
Gio: EHY!
Lei: ?
Gio: Cazzo, che gaffe hai fatto! Nel linguaggio delle lesbiche cappellino vuol dire CULO!
Lei: nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
Gio: Mamma mia, TONTA!
Lei: Ma che ne so, dimmelo prima!
Gio: Eh adesso sono cazzi mia cara.
Lei: Quell'altra sarà gelosa, mi ammazza. Dai mandami un bel pezzo di jazz soft lesbo, che facciamo pace ...

Tuesday, 24 May 2011

Mettere i puntini sulle i ...

Io non credo che la vita di un uomo possa essere completa se vissuta esclusivamente con, e per una donna sola.

Ma la mia non è scarsa fede nella monogamia.

E' scarsa fede nel monoteismo, perchè per voi, donne, siete Dee.

Quando il buon senso diventa una cosa assurda

Si lagna, Silvio Berlusconi.

'Mi impediscono di parlare', afferma, in merito alle multe inflitte a varie testate giornalistiche a seguito dei suoi interventi all'indomani del voto amministrativo di dieci giorni fa.

Ho sognato Daniela Santanché

Ho sognato Daniela Santanché, e per prima cosa non ho potuto fare a meno di dirle che dal vivo è molto più brutta che non in video o sui giornali.
Il colpevole è stato Darius Milhaud, e quella sua musica a cavallo tra medio-evo e ventesimo secolo che mi ha accompagnato ieri notte nella dimensione dove non esistono, almeno non ancora, immunità parlamentari e guardie del corpo.

Monday, 23 May 2011

La dolcezza infinita

Apri il tuo cuore come la corolla di un fiore, all'insistere dei miei mille baci appassionati,
e lascia che li il nostro amore si nutra del nettare di una dolcezza infinita.

Lo devi sapere

Il giorno sarà uno dei primi di giugno.
La località, la mia città.
L'occasione, la difesa del mio PhD, e il party di circostanza che ne seguirà, ma poi anche quattro passi assieme lungo il fiume, una visita a qualche museo, un'escursione nella foresta.

Pollini e belle gambe



Non so voi, ma io vivo come un affronto la violazione dell'integrità territoriale del mio naso e dei miei occhi da parte di quest'orda di pollini.

Oggi ho starnutito ben tre volte nella breve tratta ufficio-mensa, con conseguente cambio repentino di coordinate del mio apparato visivo e perdita del focus sulle gambe delle care figliole che, mezze ignude, camminavano per la strada.

Neanche al Caltech hanno piu' soldi ...

Dopo Harvard, Caltech (Calfornia).

Mi ha risposto oggi un professore cui mandai il mio CV, la lista delle pubblicazioni e la solite lettere di presentazione e di summary of research, qualche settimana addietro.

Si scusa per il ritardo, ma mi spiega che ha provato a trovare i fondi per una posizione specificatamente per me, ma al momento proprio non ce ne sono.

Vabbè, in attesa del responso da Stanford, accantono l'idea di entrare nei Sons of Anarchy.

Sunday, 22 May 2011

Camminare, ovvero sangue e sesso

La città dove risiedo è una delle più vivibili del mondo.

Lo dicono le classifiche ufficiali, ma soprattutto lo manifestano il verde, che non è quello sporadico dei parchi ma anche quello selvaggio delle foreste, l'efficienza dei servizi pubblici, e tutto quello che consegue dal rispetto delle leggi, che siano queste i limiti di velocità, in molte zone 30 chilometri orari, o minuziose regole per il riciclo dei rifiuti.

Proprietà energetiche dei succhi d'arancia ed Algebra Lineare

Ho lasciato che due vecchi amici, Yehudi Menuhin e Stéphane Grappelli, restassero fino tardi ieri notte, e con loro ho fatto le ore piccole.

Saturday, 21 May 2011

I cinque sensi e le donne

Mentre mangiavo una scodella di Gulash, amo le zuppe, e i cibi frugali in generale, seduto a un tavolino all'aperto di uno dei tanti ristoranti di 'qualcosastrasse', osservavo una variegata moltitudine a passeggio per la città vecchia.

Storielle della buona notte

Ieri notte camminavo per un vicolo della zona piu' malfamata della città.

Cercavo una ragazza mezza ubriaca da fottere, al limite anche una puttana a buon mercato.

Ieri

Erano quasi le due della notte.

Stanco, ma non assonnato, dopo aver sprecato troppe ore a far nulla, pegno questo da pagare alla disgregazione dei nervi, alla dissoluzione della mia capacità intellettiva, ho deciso di scendere in città.

Friday, 20 May 2011

Un ufficio di pazzi

Luca è un mio collega.

Ama la musica, e capita, durante le lunghe ore d'ufficio, che ogni tanto mi faccia conoscere un pezzo particolarmente significativo tra gli ultimi che ha ascoltato.

Ma che razza di sogni fai, Gio?

Sono a un ricevimento principesco.

Si festeggia il mio ingresso nel mondo della nobiltà: si è infatti stabilito che una linea di sangue diretta mi lega all'imperatore del Messico Massimiliano I e alla casa d'Austria (è un pleonasmo, lo so, ma nel sonno me lo posso concedere).

Thursday, 19 May 2011

Come Gio scrive a Sophie Gordeladze

Mi è piaciuta molto l'interpretazione di Sophie Gordeladze dell'aria di Norina del 'Don Pasquale'.
Allora un paio d'anni fa, avendo trovato una Sophie Gordeladze su internet ... beh, le ho mandato un messaggio, ovvio no?

Tenue e delicata

Tenue e delicata come la tua camicetta color pastello,
ti ho visto così piccina stamattina, incontrandoti per caso.

Gustav Mahler, ed un piccolo esperimento notturno

100 anni fa, a Vienna, moriva Gustav Mahler, compositore austriaco.

Non voglio nemmeno fingermi un dotto di musica: il mio rapporto con quest'arte è assolutamente confusionario, anarchico, legato com'è al mio stato d'umore e quindi alle centomila variabili che, con discontinuità, lo determinano.

Wednesday, 18 May 2011

Sogni erotici

C'è stato un momento ben preciso in cui ho deciso di raccontarmi, in questo diario, non solo elencando gli elementi per così dire accettabili del male, il doverlo gestire pazientamente, lo spettro del dolore imposto alla mia esistenza, l'amore non corrisposto e quindi immacolato, ma parlando anche dei miei aspetti più tetri.

Il disinfettante

Il male, o meglio l'esposizione, prolungata, ad esso, ha avuto nella mia esistenza la funzione di farmaco.

In imbarazzo

Ecco, l'ho fatto.

Ho esagerato con i complimenti, e dire che erano tutti sinceri, e mi hai detto che ti ho messo un po' in imbarazzo.

Tuesday, 17 May 2011

Gli estremisti

Scilipoti, Razzi, La Russa, Verdini, Dell'Utri, Bossi, Borghezio, Calderoli, Santanchè, Gasparri, Cosentino, Capezzone, Sgarbi, Bertolaso, Scajola ...

Li conosciamo tutti, vero?

La carta geografica e l'amore

Prendo una carta geografica.

Con la penna segno alcune località: tre o quattro in Italia, una nell'europa orientale, e ancora un paio più lontane.

E poi, come un investigatore sulle tracce di un assassino seriale, interrogo quella mappa, alla ricerca di uno schema logico, di un diagramma intelligibile, per poter capire dove colpirà, la prossima volta, il farabutto.

Monday, 16 May 2011

L'amore

Dopo una lunga chiacchierata con quella che è la più meravigliosa del mondo, sono lieto di annunciare il mio rientro trionfale nel novero di coloro che vivono per le donne.

O almeno per alcune di esse.

Ti amo!
Ti amo!
Ti amo!
Ti amo!

Un ricco menù

Dopo aver assaggiato diverse pietanze del menù 'due di picche', si passa dal melenso 'Gio ti voglio bene ma ho già un ragazzo' al più sincero 'sparisci mostro', senza dimenticare gli incomprensibili del tipo 'sei troppo vicino al mio ideale per essere credibile, mi stai prendendo in giro' o i lieti 'non sono lesbica ma potrei diventarlo', ho deciso di smettere.

Un catastrofico fraintendimento

Poco fa, mentre mi mettevo il collirio nelle scarpe, mi ha colto un'illuminazione circa un catastrofico fraintendimento che alle volte inganna gli utlizzatori finali di dotti uterini.

Una di quelle

Oggi è una di quelle giornate in cui avresti fatto bene a stare a letto e non alzarti proprio.

Ma già il mal di schiena ti sveglia di notte, e per quanto tu sia stanco non riesci proprio a fare a meno di metterti in piedi e cominciare a dondolare come un birillo sbilenco in una pista da bowling su un transatlantico che affonda.
Che poi, a essere sinceri, tu a letto ci dovresti essere da sabato mattina.

Sogni di stragi e misoginia

Devo ammettere d'essermi divertito parecchio, stanotte, mentre compivo stragi ed ero colmo di misoginia.

I sogni sono due, ed entrambi carichi di furia omicida e furore.

Sunday, 15 May 2011

E se fosse così semplice?

E se fosse così semplice?

Se davvero l'unica cosa che mi manca per poter essere sereno fosse il semplice sesso?
Mi gioverebbero davvero quei sentimenti che m'hanno ingannato tante volte?
O forse invece non li trovo già un po' ridicoli se associati a uno come me?

Il mito di Penelople, la necessità del viaggio

In questa domenica pomeriggio umida e ventosa, fuori una pioggia insistente consiglia di rimanere a casa, un mal di schiena invadente di fatto quasi lo impone, affacciato alla finestra osservo ombrelli imbizzarriti che correnti d'aria vogliono strappare a passanti in giacca e berrette, e non è solo acqua a scendere dal cielo ma anche mille e mille petali di primavera.

Saturday, 14 May 2011

Sei bellissima!

Quanto sembra superficiale un messaggio nel quale voglio solo dire a te, una ragazza che dopotutto non conosco molto bene, 'sei bellissima'?

Oh, certamente potrei renderlo migliore, dicendoti che in quella foto hai una sguardo che non è comune, e che sono certo che l'averti incontrata, conosciuta anche solo un poco nell'anima, di persona è stato qualcosa che ... che mi ha obbligato a cambiare.
E potrei ripeterti quanto t'ho già scritto tante volte, forse troppe volte.
E tu hai forse creduto ch'io volessi sedurti con quei complimenti esagerati, che erano invece solo il mio modo di dirti che ti amavo.

Questa volta allora correrò davvero il rischio di sembrarti superficiale.
E sarò plausibilmente credibile.

Sei bellissima.

Friday, 13 May 2011

Nice to meet you

Party stasera, il primo dopo tanti mesi.

Visto che di donne davvero interessanti non ne ho trovata nessuna, a un certo punto ho iniziato il mio show, quello in cui divento il più grande cabarettista del mondo, e riesco a far ridere le pietre.

Pur non avendo incontrato nessuna fanciulla ch'abbia fatto fremere il cuor mio, è ovvio che il mio gioco era comunque solo per le ragazze.

E allora le ho addirittura aggredite con il mio umorismo, costringendo delle perfette sconosciute a piegarsi dal ridere per il mio fare buffo, osceno e diretto.

E potrei dirvi di come sia esilarante andare da una ragazza ungherese che mai hai visto prima e chiederle, dopo due minuti di conversazione, come si dica nella sua lingua 'Gio, tu sei il più bell'uomo che abbia mai visto, altro che il mio fidanzato', o, chiedendo ad una croata se sappia di mitologia greca, a un suo no, dirle 'beh, ora si: lascia che mi presenti, sono il Febo Apollo'.

E se una ti si presenta come 'psicologa', ovviamente invochi il suo aiuto.
E se ti dice che lei è solo specializzata in gruppi di malati, le presenti le tue dieci personalità, mimando per ognuna un gesto, una frase, e chiedi se per una comitiva tanto vasta ci sia almeno uno sconticino.

Le donne sono la mia ragione di vita perfino quando non sono Alice, o Vera, o quella che amerò.

Thursday, 12 May 2011

Espulso

Un sogno interessante, quello che ho vissuto ieri notte, e che ora voglio raccontarvi.

Sono a un seminario, in un'ampia aula da sessione plenaria.

Seguo con attenzione lo speaker, ma accanto a me siede un ragazzo che, di tanto in tanto, chiacchiera molestamente.

Sulle prime la cosa infastidisce solo me, ma con il passare dei minuti diventa insostenibile per molti.

Lo stesso relatore, i membri della commissione, in modo inequivocabile per tutti tranne che per il tizio al mio fianco, gli lanciano messaggi di severo ammonimento.

Lui tuttavia, come se nulla fosse, continua il suo chiacchiericcio inopportuno.

Io, che voglio ascoltare il talk, tento in ogni modo di ignorarlo, e di far capire agli innervositi congressisti che io con quello non ho nulla a che fare.

All'ennesima mancanza di rispetto, lo speaker si interrompe e incarica i bidelli di prelevare ed espellere me e il chiacchierone.

Protesto: perchè anch'io devo pagare per una colpa non mia?

Perchè, mi spiega severamente chi ha impartito quel giusto ordine, se non la colpa, almeno mia è la responsabilità di non aver impedito che quello abbia disturbato e rovinato la conferenza a tutti quanti.

La bellezza ... ovunque

Incontri l'arte, viva, in un bacio di due sconosciuti.

Li cogli scendendo le scale, camminando di fretta, in quell'attimo di immobilità che definisce una staticità che sarà immutabile nel tempo.

(concetto che chi ha una certa familiarità con le equazioni differenziali non faticherà a cogliere).

Cosi, quando passero' di nuovo in quell'angolo della mensa, loro saranno ancora li, dove le loro labbra si sono incontrate, e in quel bacio hanno creato un amore talmente puro, e grande che io perfino l'ho riconosciuto.

Ma come si bacia?

L'ho sempre immaginato come un mordere con le labbra il viso, e il corpo dell'amata.

Un tradurre in gesti quel 'divorare con gli occhi' che oggi mi ha saziato delle forme sottili ed eleganti di una bellissima donna orientale incrociata due o tre volte, o in quelle minute e perfette di una bella ragazza capace di ridere ai miei complimenti, che sarebbero esagerati per una dea, e che sono invece su misura per chi, come lei, oltre ad essere bella è graziosa, solare, dolce, simpatica.

Wednesday, 11 May 2011

Silvia, e poi Praga

Qualche giorno fa ho visto, su facebook, una foto di Silvia, la prima ragazza che ho amato (alla follia).

Era sorridente, e identica a quella che è nei miei ricordi, pure ormai sbiaditi.

Un cielo gonfio di nuvole sopra di lei, sullo sfondo le cento guglie della città più bella del mondo.

Appoggiata a un parapetto, se ne stava in posa sul ponte lungo il quale ho camminato con te.
Sotto, le acque un po' torbide della Moldava, in lontananza il castello.

Ho sussultato, e una nube di emozioni ha avvolto il mio cuore.

E ho pensato che si, internet mi ha cambiato la vita.

Ma lo sapete?

Lo sapete voi, donne bellissime, che è come dire donne sottili, o profonde, o tetre, o sensuali, o misteriose, che quando parlate noi, uomini colmi di stupore prima ancora che di desiderio, le contiamo le vostre sillabe?

Lo facciamo quando ripensiamo alle vostre parole, e vogliamo ricordarcele alla perfezione, che da tanto le aspettavamo, e che sono pioggia torrenziale in un deserto.

18, ad esempio.

Ne bastano 18 di sillabe per instaurare un contatto, gettare le basi per uno scambio di battute, per la prossima volta che ci incontreremo per caso alla macchinetta del caffè.

Forse dovrei iniziare a desiderarle solo carnalmente?
Smettere di idealizzarle, che forse le spavento, perchè credono di doversi impegnare per essere quello che sono alla luce dei miei occhi.

Oh, se tu sapessi quanto, perfino quando dormi al mio fianco, e non sei nulla se non corpo quasi immobile e sogni innocenti, e non puoi mettere in moto alcun meccanismo di inganno, significa per me la tua presenza!

E in tutte le notti dell'esistenza, quelle in cui tu eri lontana, con un altro uomo al tuo fianco, con un altro che ti possedeva come un animale come è giusto che sia, tu mi hai fatto capire cosa c'era nel tuo cuore.

Con il tuo linguaggio semplice hai sviscerato sorprendentemente la complessità dell'essere uomo e donna, e l'hai fatto capire a me, che invece uso spesso parole complesse, chè ho il terrore della banalità del mio nulla.

E dal nostro incontro si è rafforzata la mia venerazione per te, Donna.

Io e Maradona

Da bambino detestavo Maradona.

Era il 'nemico', non il semplice 'avversario' della squadra per la quale facevo il tifo, la Juventus.

Ne seguivo allora le vicende extra sportive con la soddisfazione misera di chi desidera lo scandalo e l'iniquità impossessarsi dei propri oppositori.

Con gli anni poi, man mano che le sue presenze si facevano più sporadiche, me ne dimenticai.

Ritrovandolo da adulto, ne ero assolutamente indifferente ma ero finalmente in grado di riconoscere la sua eccellente abilità di calciatore.

Esiste una sorta di parallelo oniricio di queste vicende.

Da piccolo, a partire da subito dopo l'insorgere dei miei guai, sognavo spesso di giocare a pallone.

Allora erano i miei amici a correre, e saltere su quei campi esistenti solo nella mia mente assieme a me.
Man mano che crescevo, altri sogni, o incubi, si sostituirono a quelli, e oggi mi ritrovo a vivere le vicende macabre e terribili di cui spesso parlo.

Stanotte, comunque, ho sognato di giocare a calcio con Maradona.

Eravamo in squadra assieme, e la partita era una finale, o comunque molto importante.

Al solito sono sicuro che in questo mio girovagare per dimensioni inattuali ci sia qualcosa del mio presente, e per questo, non per fare una telecronaca, ne scrivo.

Sia io che Diego giochiamo benissimo, eppure c'è qualcosa che ci impedisce di vincere.

Se ad esempio capita che io riesca a dribblare mezza difesa, spingermi sulla fascia e calibrare un cross perfetto, ecco che lui, il campione, fallisce miseramente un gol già fatto.

E allo stesso modo se lui riesce a aprire una voragine nella difesa nemica e a servirmi una palla perfetta sulla sinistra, siamo entrambi mancini, io arrivo al momento del tiro fiacco, senza potenza, e il pallone finisce lentamente nelle mani del portiere.

Ci diamo incoraggiamenti, io e Diego: a ogni fallimento dell'uno, corrisponde una prodezza dell'altro.

La somma delle nostre fatiche, delle nostre capacità e dei nostri errori, tuttavia, resta uno zero sul tabellone.

Tuesday, 10 May 2011

Le conoscenze virtuali - prima parte

Il primo è stato Andrea, un fisico di Napoli.

Era l'estate del 1997 e finalmente internet non era più solo qualcosa da invidiare ai cugini milanesi, o da vivere fugacemente in qualche scalcagnato internet point, ma una novità che entrava anche nelle case di noi abitanti della provincia.

Il primo abbonamento, con Italia On Line, una compagnia ormai scomparsa, era costosissimo, e andare in rete con un vecchio modem da 33.6 kbps occupava la linea telefonica, e allora lo si faceva di notte, per non disturbare gli altri ed evitare che qualcuno, alzando la cornetta, facesse cadere la linea.

Tornare a quelle prime esperienze è come aprire un vecchio baule colmo di ricordi: frequentavo di tanto in tanto la chat di Clarence, entravo e uscivo da qualche canale miRC, usavo ICQ, creavo il mio piccolo sito web (ancora online!), scaricavo i primi mp3 e, via lo confesso, scoprivo un mondo infinito di pornografia ed erotismo.

In questi quindici anni di frequentazione quasi quotidiana di internet ho incrociato il mio destino con quello di centinaia di persone: con alcune ho litigato, con altre ho stretto amicizie destinate a svanire nel volgere di una stagione.

E ho incontrato persone che oggi fanno parte della mia vita non meno di compagni di scuola o colleghi di lavoro, e che hanno un nome e un volto oltre che un nickname alfanumerico.

In questa serie di messaggi vorrei ricordare le persone che più sono state significative per me.

Arriverò, entro qualche settimana, a parlare anche di chi ho incontrato scrivendo questo blog, questo aspro diario che, sorprendentemente, qualcuno non ha considerato un ostacolo insormontabile tra sè e me.

Ma i primi anni della mia esperienza virtuale coincidevano con lo spegnersi della mia adolescenza, e in quei tempi, benchè la durezza della vita m'avesse già reso pungente e curioso, ero spesso timido e certo di dover nascondere quella mia natura maledetta che m'aveva condannato, nella vita di tutti i giorni, alla solitudine.

La passione per i videogiochi mi fece capitare sul sito di Andrea.

A un primo scambio di e-mail segui una chiacchierata su miRC e quindi, sorpresi della comune scelta universitaria, iniziammò a frequentarci e discutere di un po' di tutto anche su ICQ.

...

PS: come mio solito molti dettagli, ad esempio nomi di persona o di città, saranno inventati per proteggere la privacy mia e delle persone che citerò. Viceversa i concetti saranno intatti. Perchè io, caso mai non lo si fosse capito, non intendo prendere in giro nessuno, specialmente tra quelli che nonostante tutto il male che ho raccontato di me sembrano volermi almeno un po' di bene. Io, quell'affetto, lo voglio ricambiare centovolte più ampio, e senza nessun secondo fine lurido e libidinoso.

PPS: perdonate il livello infimo della mia scrittura, ma sto lavorando moltissimo e malamente.

I gas nobili

I gas nobili, e un po' asociali, proprio non vogliono saperne di unirsi agli altri.

D'altra parte hanno tutti gli orbitali completi, e allora non c'è necessità di condividere un elettrone per raggiungere l'ottetto di stabilità con un altro.

Si bastano, i gas nobili, a tal punto che neppure tra di loro s'uniscono.

C'è una sterilità di fondo in quella colonnina di destra della tavola periodica degli elementi, non trovi anche tu?

E pero' si fregiano, Elio, Neon, e tutti gli altri fino al Radon e oltre, al temibile Ununoctio, di questo titolo.

La nobiltà, l'ultima consolazione dei derelitti e reietti ... forse a quella dovrei associare il mio essere un frugale frequentatore degli altri, una bollicina d'aria in una flebo, un buffo stregone in un mondo di informatici e automobili.

Monday, 9 May 2011

Il futuro

Jeanne mi ha scritto.

E' del mio futuro che vuole parlare: mi augura buona fortuna, incrocia le dita per me e mi brilla attorno l'eccitazione del suo entusiasmo per la nuova avventura che vivrò.

La fantasia

Da ragazzo giocavo spesso ad un videogioco ultra violento, Unreal Tournament, dove uccisioni, rinascite, massacri e cosi via si succedevano freneticamente, nel giro di pochi secondi (è sorprendente quanto possa essere puro, innocente e innocuo un assassino professionista, non trovate?).

L'interpretazione dei sogni

Davvero vorrei parlare con qualcuno dei miei sogni.

Prendete l'ultimo.

Sunday, 8 May 2011

L'autobus

L'autobus, se lo prendi in stazione a quell'ora, è sempre pieno come un uovo.

C'è chi torna dalle gite, oggi ho forse visto l'ultimo paio di sci della stagione, chi risale dopo il pomeriggio passato al lago, quando le giornate sono così belle sembra d'essere al mare, e chi, partito la mattina per una semplice passeggiata nella foresta, è capitato in città, con l'abbigliamento da passeggio che laggiu' è un po' improbabile, pantaloni a righe bianche, blu e azzurre, camiciola pure azzurra a righe, cappello e sciarpa lunga.

Io e te

Tu non lo sai, ma oggi pomeriggio sei stata con me.

Siamo saliti assieme fino in collina, e abbiamo camminato l'uno accanto all'altra sotto il sole, in direzione della foresta.

L'ipocrisia

L'ipocrisia dei politici soddisfa una precisa esigenza dei cittadini: liberarsi del fardello delle proprie responsabilità.

Saturday, 7 May 2011

Un bel mucchio di deficienti

Stasera sono sceso in città in moto.

Come spesso faccio in questi casi, ho lasciato in ufficio il casco e la giacca e quindi ho proseguito a piedi fino al centro.

L'eros

E' una bella giornata, e allora le ragazze si vestono sportive, una tuta, una maglietta corta, e vanno a correre.

Non hanno nulla di ricercato: scarpe senza tacco, poco trucco, un cerchietto in testa per tenere assieme i capelli ...

Il telefono, la tua voce

Ieri mentre cucinavo (forse non merito di usare questo verbo per descrivere le mie prodezze, visto che semplicemente di solito metto un piatto in forno ...) ho sentito squillare, una volta sola, il mio telefono.

E già borbottavo tra me, che ero sicuro fosse la mia carissima sorella: è infatti quello il suo segnale per dire 'telefonami'.

E invece ... e invece no!

Friday, 6 May 2011

Due sogni meravigliosi

Mi ritrovo davanti a una villa, in quella che sembra essere la campagna salentina.
Sono convinto d'essere in Puglia, nelle vicinanze di Lecce: me lo dicono gli ulivi tutto attorno, il colore delle pietre, e la fisionomia delle persone che sono accanto a me.

Thursday, 5 May 2011

Cercale

Cercale, le file dei seni delle belle donne sedute sulle panchine.
Aspettano il tram, prendono il sole in terrazza, parlano tra di loro.

E ti sembra impossibile che possano innamorarsi degli uomini, della loro fretta, frenesia e superficialità, e sopprimere così la propria gentilezza.

Cercale quando sei stanco, e hai bisogno di credere che la tua salvezza esista almeno li, nel seno della donna che ami.

Il prezzo da pagare ...

E' l'anima.

Ecco, uno che parla d'anima già è classificato come pirla, vero?
Me lo merito, e ve lo voglio dimostrare.

Minestra di prezzemolo e Vivaldi

Sono su un materasso talmente enorme che di fatto è un pavimento.

Davanti a me un mio amico, con in mano quattro carte: due assi di picche e due assi di fiori.

Mi vuole insegnare le leggi della statistica con un gioco.

Wednesday, 4 May 2011

Quello che non ci uccide ...

... non è vero che ci rende più forti.

A volte, però, ci fa capire quanto lo siamo.

La morte di Osama

Dicevano che avesse la mia malattia, e in effetti la sua mole, il viso lievemente allungato e le lunghe dita sottili lo potevano suggerire.

Questo ovviamente non conta un'accidente: era un criminale gia' prima dell'11 settembre e lo è rimasto a lungo anche dopo quel giorno, e per anni ha macchinato, non dimentichiamolo, soprattutto a danno degli Afghani.

In quella terra sfibrata dal tritolo e dal piombo che i sovietici, i talebani, gli americani hanno stabilito essere un teatro di guerra, ha raggiunto l'apice la follia umana: quella che trae dal fanatismo relgioso si è scontrata con l'interesse economico, e nel ciclo infinito di vendette e ritorsioni, la vittima è stata un popolo dissanguato e affamato.

Molti di noi, per cultura, o attitudine, parteggiano per lo sconfitto: nelle mie letture di giovane ricorrono spesso le scene del crollo del Reich, e del fuoco che raggiunge il cuore di Berlino, con i carri armati dei rossi che polverizzano l'acciaio e le armate dei nazisti.

E nelle battaglie all'arma bianca nei corridoi della cancelleria, nei disperati tentativi di resistenza di quei criminali assassini, io provavo una pietà ingiusta, beninteso non per i berlinesi, pure vittime di una follia troppo grande, per le spietate SS.

E rileggevo con ansia dell'ultime ore del dittatore e di Eva, di quell'elicottero che si rifiuto' di prendere per una disperata fuga, e le memorie, la malinconia di chi si occupo' dei loro cadaveri ... erano le mie.

No, non tutte le morti sono tragedie: mi devo imporre questo atteggiamento che non è mio, e se pure non festeggero' mai, la sola idea mi fa rabbrividire, per un'uccisione a freddo, dovro' concentrarmi sul senso di questa morte, sulla mole di informazioni che potrà contribuire a diffondere, sul numero di crimini che eviterà, per quanto altri potrebbe, da ambo le parti, favorire.

C'è una cosa che pero' fatico a capire: perchè l'hanno ucciso?

Non sarebbe stato assai piu' conveniente, sensato, prenderlo vivo, mandarlo a processo?

E allora credo che forse sia stata una sua guardia del corpo a eliminarlo, seguendo un suo ordine.

Certo: l'operazione americana è stata di fatto illegale, portata a termine in un paese terzo e ignaro di tutto, e probabilmente non c'era tempo a sufficienza per fare le cose per bene.

Tuttavia fatico a riconoscere in questa missione un 'successo', ancor meno una vittoria dei 'buoni' sul 'male', e resto senza parole se penso che il nome in codice di questo criminale scelto dai Seals fosse 'Geronimo' ...