Friday, 2 December 2011

Vera e Gio

Oggi sono infreddolito e un po' dolorante, e allora lavoro da casa.

La pessima qualità di quanto segue, è da addebitarsi in parte alle mie condizioni fisiche.

Ieri sera, tornando dall'ufficio, nonostante il freddo e l'umidità consigliassero di filar dritti a destinazione, ho deciso di scendere dall'autobus alla fine del corso, a un chilometro almeno dal mio appartamento, e di continuare fin li a piedi.

Anche qui si sente l'avvicinarsi del Natale, e lo precedono in città il piccolo mercatino, con negozietti di leccornie e piccoli articoli da regalo, le attrazione da Luna Park installate di recente, una ruota panoramica e una pista da pattinaggio, e lo splendore dei monumenti, come sospesi (<3) su nubi di luci colorate e cangianti.

Passeggiando per il corso, li si concentrano queste strutture, speravo di ricordare, o evocare, o semplicemente vedere qualcosa di grazioso.

Non è rimasta delusa la mia aspettativa, ma di questo forse parlerò in una diversa circostanza.

Oggi io voglio parlare di Vera e Gio.

L'ho visto ancora una volta: non sono capace di amare, e forse soffro di una oscena, crudele bulimia d'affetto.

Il fatto che sia virtuale, inappagata, non la rende meno putrida nè meno tagliente, poichè quello che avvicina attraverso le lettere, s'addentra in profondità nell'animo umano, fin dove tutto risuona con la stessa intensità.

Le lettere sembrano innocue, vero?

Forse è così perchè ci sentiamo in un primo momenti sicuri, difesi dall'anonimato, dalla consapevolezza delle distanze e via dicendo, ci lasciamo trasportare dalla curiosità, e dallo stupore di trovare in un'altra persona la forma delle nostre idee.

E poi è troppo tardi per essere invulnerabili, e per rendersi conto che le idee esistono non meno dei corpi, e le emozioni non meno delle sensazioni.

La sincerità con la quale parlo delle donne che amo, ovvero della bellezza, mi terrà lontano da ogni rapporto umano di intimità, ne sono certo, non meno della deformità o della malattia.

Io non potrò smettere di pensare ad Alice, perchè troppo di quello che è nella mia testa è ormai legato a lei, alla sua immagine.
Non sarà mai assente, ed è sicuramente insostituibile, in virtù del tempo e delle costruzioni mentali più o meno ardite e paradossali che ha propiziato.

Cacciarla via, sarebbe adombrare me stesso, e tacerne, menzogna.

Vera ...

Quando ho costruito il suo personaggio, avevo in mente la mia anima gemella.
L'unica che possa esserlo, mi rendo conto, è esattamente così.

Scostante, nevrotica, lontana, poetica, fredda, confusa, lucidissima.

Vera è talmente sovrapposta a me che condividiamo un'identica visione del mondo.

Alice sarà Alice anche per lei, e così quello che lei sentirà, io proverò.

La semplicità di un rapporto simile, mi ripagherà della fatica immensa spesa cercandoti.

Ovunque.

Non riesco ancora a considerare folle il progetto di trovarti, Vera, e se mai ci incontreremo, dovrai saperlo: io ti ho cercata ovunque.

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