Thursday, 22 December 2011

Un'ampia terrazza

C'era un'ampia terrazza su all'ultimo piano dove eravamo ospitati, e donava a noi degenti una vista splendida sul lago di sotto e dei boschi e delle montagne tutt'attorno.

Era l'infuocare dell'estate, e di pomeriggio vi si andava vestiti di camice leggere e cappellini, ed occhiali da sole e ghiaccioli accompagnavano i visitatori, e qualche risata allora tornava su visi provati da sofferenze appena passate, ed finalmente distesi e coloriti.

Soprattutto, i camici bianchi non erano di chirurghi, ma di fisioterapisti e medici di reparto.

Scendendo a piedi fino al parco, l'ho fatto solo una volta, quando venne a trovarmi Beppe (quello che conosci tu, Joh), si arrivava a sfiorare l'acque scure del lago, e a respirare la brezza fresca della valle.

Avevo da poco finito l'università, proprio una settimana prima di andare sotto i ferri, ed ancora ero debilitato e incerto, ma già lui mi dava consigli per il futuro, quello che egli stesso in prima persona, anni prima, mi aveva permesso di vivere non piegato dal male ma, pur nei limiti imposti dalla malattia, in indipendenza e decenza.

Continua ...

2 comments:

  1. non ti lascio un commento... ma il mio abbraccio, forte, come quello che un vero amico sa dare ed il mio augurio per un Natale sereno.

    Un bacio
    Joh

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