Tuesday, 27 December 2011

Tradizioni nuove

Sappiamo ancora costruire una tradizione, quando già abbiamo trent'anni, e desideri ossessionanti, contraddizioni evidenti, ansie inconfessabili?

Prima che vengano i bambini, per i quali tutto sarà nuovo per così dire naturalmente, sono sufficienti le pezze e i residui sfibrati di quella materia grezza a lungo eccedente e ormai quasi esaurita, il tempo vissuto con chi amiamo da sempre, per cucire, intrecciare, combinare, tessere un nuovo indumento?

Lo sono.
Lo devono essere!

Porterà, la mia nuova tradizione, l'attesa del Piccolo Principe all'avvicinarsi del Natale, e questa sfiorerà il cuore grande di mio padre.

...

E' da un po' di anni che, il 23, nel pomeriggio, scendiamo assieme a piedi fin giù in città.

Quest'anno un lieve mal di testa e la stanchezza dell'inverno, l'avevano forse addormentato sul divano, e in attesa, facendo finta di nulla, chiacchieravo allora ad alta voce con mia madre, in cucina, perchè si svegliasse, o almeno sentisse.

Da sotto le coperte, mi ha chiesto il suo vocione il permesso di accompagnarmi, ed è bizzarro scoprire che è impossibile confessare a un genitore la più semplice verità: 'ma dai babbo, aspettavo solo te!'.

...

Scegliamo di passare per stradine anguste e ciottolate, quelle che di corsa bimbi entrambi abbiamo calpestato, e parliamo dei viaggi di lavoro e dei parenti che non vedo mai, e se incrociamo un vecchio amico, un cugino, un collega, bagniamo l'italiano nel dialetto, ed è questo un altro segreto condiviso con nessun altro.

Questa è la nuova tradizione che mi dona gioia e restituisce tutto il tempo sprecato lontano.

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