Thursday, 22 December 2011

Sangue, libri, comunicazione

Sono stato in ospedale, stamattina, per i soliti esami ematici di controllo.

Mentre chiaccheravo con l'infermiera, mi conosce da che ero bimbo, pensavo al sangue che attraverso l'ago e il lungo condotto sottile del capillare, fluiva in un flaconcino vuoto e sterile, pronto per il laboratorio.

Li, di provetta in provetta, si sarebbe mischiato a non so quali reagenti, ed infine avrebbe comunicato l'atteso risultato.

Poco dopo, ero in attesa seduto aspettando di scambiare quattro chiacchiere con il medico, una ragazza giovane e carina, magrolina, un viso intelligente e un po' stanco, una figura non certo appariscente la sua, ma quanto erano libere la gambe sotto il camice, come nude in calze trasparenti in una gonna che arrivava giusto un centimetro sotto al ginocchio, e mi sono ricordato di una lezione di letteratura italiano di terza liceo ...

...

Appariva come un'autentica strega la prof. De Gufis, e tuttavia non fatico ad immaginare la fatica e forse la paura, era di Napoli se non erro, di una giovane meridionale trascinata dal bisogno in una terra insospitale, gelida, sicuramente razzista come la nostra, e soprattutto l'insicurezza di dover sostituire un uomo già anziano, che raccontava nelle sue lezioni di iscrizioni latine trovate per caso, scostando con la mano cespugli troppo rigogliosi o rimuovendo con cesoie rovi spinosi, scolpite su pietre vecchie di secoli come addormentate da sempre nei pressi di masserie e lungo sentieri segreti della sua Lucania antica, e che era saggio, sereno, autorevole.

Per quanto io sia settentrionale di innumerevoli generazioni e non tanto orgoglioso quanto ancorato ad aspetti controversi della mia gente, il carattere chiuso, ombroso, introverso, l'insofferenza alla compagnia prolungata di altri, la necessità di riservatezza e silenzio, confesso che la maggior parte degli amici più cari, e delle donne che ho sentito a me più vicine, sono di quel meridione che ho esplorato tante volte nelle vacanze in Puglia, Abruzzo, Calabria, Campania, e che soprattutto ho amato attraverso visi solari e trasparenti, gentilezze, convivialità, ma soprattutto silenzi, timidezze più nascoste e forse desiderose di confessarsi, e perfino di un'autentico, semplice desiderio di vita e divertimento.

Continua ...

PS: Non è bellissima la Donna nella foto?

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