Wednesday, 7 December 2011

Rivoluzione contro corrente

Ho letto l'introduzione a un libricino su Newton.

Me lo ha spedito mia madre dall'Italia: mi capita spesso di ricevere questi suoi pacchettini, e se non e' per Tex, le medicine, o un documento, e' per una sorpresa.

Succede non raramente che questi suoi doni risentano della distanza che e' cresciuta tra noi: ad esempio di tanto in tanto mi pare che alcuni di tali pensieri siano piu' prossimi a mio fratello, un DVD sulla storia della criminalita' organizzata, un quotidiano di finanza, o ad un'idea distorta della mia persona, noiosi articoli di giornale su qualche recente scoperta scientifica, che non a me.

Altre volte, tuttavia, sa davvero scegliere con cura, e allora mi riempe di gioia.

Alcuni dei piu' bei regali degli ultimi anni li ho ricevuto cosi, trovandoli nelle buste imbottite della posta, fittamente ricoperte di francobolli, e ricamate dalla sua grafia sottile e tenera.

Che buffa, quella timidona di mia mamma.

Come mittente mette sempre il nome del babbo, e mi piace che finalmente ci sia una differenza sostanziale tra il suo titolo, un semplice 'Dott.' e il mio, un sacrosanto 'Dr.', che sta per dottore di ricerca o, come si dice da queste parti, Ph.D..

Oh, fa tutto parte di un gioco, e la sfida tra di noi, non manca mai di finire per posarsi su un lieto pensiero di riscatto sociale.

La famiglia del babbo non era affatto benestante, anzi.

Fu solo con sacrifici enormi che mio padre riusci' ad intraprendere studi superiori, e infine ottenere la laurea.

In quegli anni difficili inoltre non pote' contare su nessuno, ne' sulla famiglia, le ristrettezze economiche accompagnarono lutti prematuri, ne' sull'appoggio di movimenti politici, che' davvero il mio babbo non e' mai stato un uomo mansueto, il quieto membro di un gregge.

Eppure non esiste traduzione migliore dell'espressione 'in labore fructus' della sua vita.

Dedizione costante, competenza, serieta', coraggio e forza sono stati gli ingredienti della sua carriera che altre virtu', l'indipendenza, l'onesta', hanno sicuramente limitato.

Figlio di contadini, e' stato il primo membro di quella famiglia a diventare un professionista, e il riscatto si realizza nell'istante in cui rifletto sul fatto che oggi, tutti i nipoti dei suoi genitori sono laureati.

Per quei nonni che non ho mai conosciuto, e di cui, me ne rendo conto ora per la prima volta con stupore e rammarico, non ho che raramente visitato i luoghi di sepoltura, dentro sento significare tutto cio' qualcosa di cui esser fieri.

Tornero' a parlare della mia famiglia.

Volevo discutere dei doni: di come una monografia su Berlino, un trattato su Carlo Magno, una critica sul Leopardi, e perfino dei 'bignami' di storia, mi abbiano interessato davvero, e lo dimostra il tempo che ho dedicato loro, ma ora mi pare tutto secondario.

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