Thursday, 1 December 2011

Mal di testa

'Il tuo e' stato soprattutto un errore di valutazione'.

Strana cosa parlare con un tizio legato e imbavagliato.
Se non l'avete mai fatto, non potete sapere fino in fondo cosa significhi percepire la densita' della paura, sentirla crescere fino a saturare una stanza, e fondersi con l'implorazione, l'incredulita'.

Scuotono all inizio rabbia e ribellione, e l'ingegno di adopera alla ricerca di soluzioni d'ogni genere, ma poi i lacci stretti, il freddo, la fame, via via affievoliscono ogni tentativo di antagonismo, ed e' resa incondizionata, totale, disonorevole.

'Ti stai chiedendo perche', vero?'

E come pensavi, lui ti delude, annuendo subito, nella speranza, folle, di trovare un punto di contatto, una nozione comune a se' stesso ed il suo carnefice.

'E questo dimostra che sei una nullita'. Quando io ero in bisogno d'aiuto, e debole, e fragile, tu non hai teso la tua mano a sostenermi. Questo lo posso capire. Se dovessi uccidere' ... mentre pronunci 'uccidere' lo guardi dritto negli occhi per godere di lacrime novelle ... 'tutti quelli che non mi hanno aiutato, dovrei piazzare una tonnellata di tritolo al dipartimento e fare un bel botto, e sarebbe ingiusto. Io stesso non ho cercato aiuto. Ma tu non ti sei limitato ad ignorarmi. Tu mi hai nociuto. E nuocere ad un bisognoso, e' nuocere ad ognuno di essi. Il tuo errore di valutazione, e' stato credere che sarei stato definitivamente in condizioni di debolezza. E forse hai inteso la mia arrendevolezza come codardia. No, idiota. Era tattica. Il fine della mia strategia? Rendere un po' di giustizia a questo mondo. Riscattare gli ultimi.'.

Un colpo di pistola alla tempia, e tutto e' finito.

Non sappiamo come si sia costruita quella scena: ignoriamo quello che precede e cio' che segue questo cumulo di folli istanti, eppure siamo consapevoli che l'esistenza converge in punti simili a questi. Isolati dalla quotidianita', definiscono una vita assai piu' che non giorni d'equilibrio e ordine, ore nel traffico o serate davanti al televisore.

...

Adesso cala il sipario.

Gli attori smettono le loro maschere, e tornano padri di famiglia, fratelli, amanti.
E chi era dotto torna stolto, e chi vile, saggio.

Il pubblico, defluendo fuori dal teatro, popola la citta' di idee che, in auto o in metropolitana, si scoprono scandalose e sconvenienti, e allora si spengono e censurano.

Sono in pochi a non essersene sbarazzati al momento del ritorno a casa.
E c'e' pero' chi si addormenta pensando ancora che siamo fiammelle abbandonate e tremule, alimentate da null'altro che la nostra concentrazione e il tempo, e scippate da mille faccende.

Ho viaggiato molto, e non solo in senso fisico.
Ho conosciuto russe mozzafiato, genii assoluti e altissimi virtuosi.

Ma io cercavo te.

No comments:

Post a Comment