Monday, 5 December 2011

Inganni

Non ho sognato solamente le vette infinite, e gli scenari ipertrofici dell'Himalaya, ieri notte.

Subito prima, eravamo io, un ex collega e una ragazza sconosciuta in un'anonima aula universitaria.

Parlavamo di relativita' generale, argomento di cui ho sempre saputo pochissimo, e che tuttavia mi interessa, in quanto puo' far presa sull'immaginazione di una fanciulla.

Oh, Albert, quanta confusione infonde, o forse folli certezze, la scelta di quel sostantivo, 'relativita''.

Ho presente chiaramente un'indecente riduzione della relativita', una delle piu' grandi creazioni dell'umanita', a mero gioco di parole, dunque vano flatus vocis, perfino ad opera di uno scrittore sicuramente non banale come Enzo Biagi: nella sua 'Storia dell'Italia a fumetti' ricordo con precisione una vignetta dedicata al grande scienziato tedesco, nella quale, circondato da altri ricercatori, Einstein esprime un concetto simile a 'Sto relativamente bene, ma male in senso assoluto'.

'Tutto e' relativo', si illude la mente semplice ansiosa di padroneggiare un concetto che in verita' richiede sofisticate conoscenze matematiche, e che si fonda sull'esistenza di assoluti, piu' che di verita' parziali e dipendenti dalle condizioni di un osservatore piuttosto che di un altro.

A un certo punto, abbastanza in fretta in verita', ci si ritrova a discutere di geodesiche, e quindi trasporto parallelo, derivazione covariante ... e io mi rendo conto che sono passati troppi anni, e che aver studiato da solo, ai tempi le mie condizioni fisiche erano tali per cui seguire le lezioni con profitto era impossibile, hanno come risultato una grande confusione in merito alla teoria della relativita'.

Abbozzo un pensiero, o forse un semplice ricordo ad alta voce piuttosto, un 'ansatz' di ricostruzione ...
E subito il mio collega, non piccato ma inopportuno, mi smentisce, animato da un'ansia che non sono sicuro di comprendere.

No, non perche' ci sia competizione tra noi due, ne' perche' non riconosca lui ragione: il problema, grave, e' che io so bene che i suoi pensieri sono partoriti da me stesso, il sognatore.

Come e' possibile che mi stia ingannando?
Da me sto intralciando il tentativo di fare la corte a questa bella ragazza appassionata di fisica.

Oh, avessimo parlato di meccanica quantistica, mi sarei sentito assai piu' a mio agio fin dal primo momento.

Ma prima le decisione di discutere di relativita', e poi l'aver attribuito non a me, ma al mio collega una lucidita' maggiore, mi ostacolano, addirittura indisponendomi a tal punto che non solo la donna non mi interessa piu', ma personalmente soffro di ignoranza e incapacita' di gestire risorse a personale vantaggio.

No comments:

Post a Comment