Wednesday, 21 December 2011

Due gocce di sudore

Sono un autentico gentiluomo.

E' stata prolungata da non so quale problema tecnico, in aereoporto, la procedura d'imbarco.
In una fila già tipicamente italiana, siamo rimasti in piedi una mezz'ora buona prima di poter prendere posto in aereo.

Stanco e un po' assonnato, salito in vettura, mi sono seduto a fianco di un tizio anonimo e verosimilmente noioso: l'ideale per un viaggio di tranquillità e riposo.

Tra noi, un terzo posto libero.

Mentre gli altri, alla spicciolata, pure si mettevano comodi, ho notato li, un paio di file avanti, sulla destra, una graziosa ragazza bruna, una ventenne non ancora sbocciata eppure avvenente abbastanza da poterne fare oggetto già di un pensiero di bellezza.

Pensavo che forse, concentrandomi su quella presenza che un odore intensissimo rendeva impudente, mi sarei più facilmente lasciato vincere dalla stanchezza.

D'un tratto, la mia attenzione è stata catturata da due amiche alla ricerca di sedili vicini.
Generosamente, ho offerto loro subito il mio, accanto al tizio noioso sarebbero state benissimo, e senza tante cerimonie mi sono accomodato vicino alla fanciulla.

L'attesa al gate, imbottiti in giubbotti invernali, era stata tanto lunga che la sua maglietta era madida di sudore.

Insipirando profondamente quell'odore saturo di feromoni, chiusi gli occhi, mi sono identificato in due gocce di sudore.

Una scendeva lentamente, lungo una curva perfetta e dolce, dall'ascella al petto, stringendo al costato e allargando la traettoria all'ampio seno, convergendo infine su un capezzolo turgido e rosato.
L'altra, seguiva il lieve affossarsi che è la gradinata sinuosa delle vertebre, giù fino l'osso sacro e ancora oltre, fin li dove tutto nasce e si rinnova.

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