Saturday, 17 December 2011

Così ti indosso, amore mio.

Torno a casa dopo una settimana passata lontano, e scopro che l'inverno ha nel frattempo scassinato la serratura del portone d'ingresso, salito lungo le scale e, passando attraverso la buca delle lettere, preso possesso del mio appartamento.

Sono gelide le pareti, spesse lastre di ghiaccio che a fatica i caloriferi cercano ora di sciogliere, e addirittura l'apparecchio medico che uso per i miei test di laboratorio mi segnala che la temperatura è troppo bassa per potere eseguire il prelievo ...

Nel disordine dell'improvvisazione, mi siedo sul divano, e i cuscini sono induriti e densi, come muscoli contratti di un vagabondo alla mercè del rigore dell'inverno.

Passo una mezz'ora in attesa del calore, svuotando la valigia, riempendo il cestello della lavatrice, preparando l'accappatoio e la biancheria per la doccia.

Faccio uno spuntino in cucina, mangiando a piccoli mozzichi chè pure la dispensa è come stata all'adiaccio durante la nostra assenza.

Appoggio la mano destra sul tavolo, le dita lunghe e sottili distese del tutto, e aspetto che tu vi posi sopra la sinistra.

...

Lascia che le tue dita paffutelle e rosate affondino tra le mie falangi scheletriche e gelate, e con loro si compenetrino, intreccino, uniscano.

Così ti indosso, amore mio.

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