Tuesday, 20 December 2011

Aggiunta

Non cambiai idea circa le qualità eccezionali di Sergio.

Non lo considerai meno intelligente, sottile, generoso, creativo, serio per il semplice fatto che m'aveva distrutto l'esistenza, umiliando oltre l'immaginabile la mia stessa presenza fisica, facendosi beffe della mia dignità.

Quegli aspetti del suo spirito che m'avevano interessato, non m'apparvero meno significativi dal momento che l'avevano traslato su un podio, dal quale meglio prese quel giorno la mira il demonio.

Il cambiamento nella considerazione, si ridusse ad una singola aggiunta.

Una premessa all'intelligenza, alla creatività, alla serietà, ma preponderante anche se solo valida per me, e sufficiente ad oscurare, adombrare, prosciugare ogni cosa.

Non ne sopportai la vista, mi infastidiva il suono della voce, ed era penoso incrociarsi in corridoio o dover discutere di lavoro agli incontri cui partecipavano tutti i colleghi, ma ero ben consapevole che questa malessere era solo dovuto alla mia condizione di moribondo, e il fatto che lui fosse stato untore non lo rendeva un bastardo, uno cui augurare dannazioni e sofferenze.

E tuttavia i quadernoni si riempivano di equazioni ed improperi feroci, diagrammi e linee spezzate e nervose, schizzi di algoritmi ed elenchi precisi degli ingredienti del male.

Nasceva l'idea di questo diario, e l'intuizione dell'esistenza di un'alternativa possibile, circa la comunicazione con l'altro, al caso che pone vicini in virtù di similitudini superficiali come la professione, la provenienza geografica, le più sciocche abitudini.

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