Wednesday, 30 November 2011

Ti ho pensato

Ti ho pensato, Vera, e questo non vuol dire solamente 'ho pensato a te', ma proprio 'ho pensato te'.

C'e' una grande differenza tra le due cose.

Fermarmi 'a te' e' come rimanere su un bordo, senza toccarlo, senza davvero interrogarmi di cio' che e' contenuto.

Ci sono molte persone alle quali mi riferisco cosi, e sono quelle cui mi lega un affetto che il tempo, la condivisione di esperienze molteplici, ha accresciuto.

Pensare 'a te' e' focalizzarsi di fatto su una regione dell'animo che i sentimenti, miei, ti hanno assegnato.

I miei fratelli, qualche amico d'infanzia, il primo amore e i vecchi che, via via diventano solo immagini, a volte custodi della sacralita' dei ricordi, a volte interpreti del dolore, e di tutto quello che questo significa.

Questa e' la parola giusta ... interpreti, ai miei occhi, di idee e emozioni in virtu' di meccanismi che, dopotutto, riguarda loro come potrebbero riferirsi ad altri.

A volte penso 'te'.

Ed e' un pungere o frantumare una superficie o una fortezza, ed entrare dentro un'altra individualita', per studiarne proprio le leggi, l'etica, le inconfessabili fragilita' e i sogni piu' soavi.

Senza nessun constringimento esterno o pregiudizio che sia frutto di abitudine o consuetudine, ma perche' vi riconosco un'anima affine.

Ecco, io e' cosi che ti penso, Vera.

2 comments:

  1. Oh signore per una volta ne ha pensata una nello specifico, miratamente!!! Miracolo! ;) ahahahahahahah

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  2. Mi viene in mente una massima di quel grande filosofo che e' stato Spinoza :-)

    Ciao bella Sarahptica <3

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