Saturday, 5 November 2011

Luogo, Libro, Individuo

A volte, chi da sempre vive in uno stesso luogo, si convince che il mondo sia un'estensione, omogenea, dell'ambito locale conosciuto, ed è così che originano tante perversioni e intolleranze, poichè ogni dissonanza altrui da un codice atteso è intesa essere un violare regole di comportamento universali.

La xenofobia, questo semplice ragionamento, mostra non essere priva di logiche, benchè sciocche, fondamenta.

Viceversa, chi ha esperienze diverse, alle volte basta cambiare città, ma è facilissimo oltrepassando i confini della propria nazione, si rende conto che uno spicchio di mondo già è saturo di differenze, contraddizioni, singolarità, e un analogo procedimento di estensione produce in questo caso un risultato addirittura opposto, e credo, non altrettanto fallace al precedente.

Similmente, se hai una mente vivace, e leggere per te va ben oltre sfogliare pagine, può essere sufficiente passare da Svevo a Poe per convincerti del volume infinito dell'umano, e di quanto limitato sia, in ampiezza, perfino il più profondo animo di un solo individuo.

Una dimensione fisica, un punto su una cartina, una intermedia, in un libro dopotutto si sovrappongono introspezione e descrizione, e quindi ciò che è spesso implicito trova esposizione esplicita, e ciò che è piccola parte può avanzare fino in primissimo piano, permettono dunque di vedere o percepire l'immensa varietà dell'umano.

Ma poi, su tutto, c'è il contatto diretto con l'altro.

Non occorre questi provenga dall'altra parte del mondo per trovarvi uno spettro complementare al proprio.

Spesso non ha nulla di esplicito, è invisibile, e quasi sempre ci cozzi contro per sbadataggine, presunzione, superficialità, ed hai solo un attimo, di complicità, di smarrimento, di stanchezza, di disperazione, per rendertene conto.

Una vertigine, brividi e perfino nausea, e poi ci si precipita incontro l'un l'altro.

Così ho conosciuto chi amo.
Così mi hai incontrato.

No comments:

Post a Comment