Sunday, 20 November 2011

Lo dimostrano le sciocchezze e gli errori, che sono quelli che si fanno solo quando si ama davvero.

Due lupi che giocano con un levriero, corse, latrati e zuffe continue, un Pinscher che si avventura nell'erba troppo alta, e allora saltella tra cespugli che pungono il ventre, e nel silenzio, l'incedere, con eleganza severa e inquietante, di un dobermann.

Qualche bella ragazza in tuta, un paio di turiste graziose in vena di schiamazzi e fotografie.

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Il sole scende ora rapidamente verso la linea dell'orizzonte, e non sono neppure le quattro quando inizia ad illuminare con raggi obliqui, rosati e freddi, pareti rocciosa a precipizio, strepitose verticali di falesie.

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Ho preso un caffè, di questo sono sicuro.

Sono entrato in un locale gestito da ragazzi medioorientali, un piccolo locale arredato con gusto sobrio e dignitoso, un'attività a conduzione famigliare, se ho ben inteso lo sguardo affettuoso tra due giovani, e nell'espresso, credendo di aggiungere un po' di zucchero di canna, non so quale spezia ho finito per mettere in grande quantità.

Il sapore fortissimo, gradevole ma troppo intenso, ha come ridestato un attimo i sensi intorpiditi, e la mente confusa, come imbalsamata da ieri mattina.

Oggi ho mangiato?

Non lo so.

Ho preso le medicine, il problema di qualche giorno fa si sta risolvendo lentamente, e mio padre non manca di chiamarmi per assicurarsi del mio andamento, e quindi per forza di cose ho assunto l'anticoagulante.

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Una famigliola in un negozio di televisori.

Un bambino consigliava al grand father un modello di televisore che può andare su facebook, e una madre, o forse una zia, suggeriva ritmi lenti, per far pensare il nonno, smarrito tra tante offerte di cui non capiva differenze, vantaggi, oneri.

Il ruolo dei vecchi, per gran parte della millenaria storia dell'umanità, è stato quello di insegnanti, di saggi, e oggi sono invece degli analfabeti, surclassati da bimbi di 7 o 8 anni.

Ho sofferto per quell'uomo anziano, per la sua conoscenza, infinitesimale rispetto all'infinito di una semplice ricerca su google, e per il disaccordo ritmico, e per il concetto di lentezza che l'oggi fa inesorabilmente diverso da quello che è stato nei secoli scorsi, e che trovo ingiusto, sciocco, e che è a danno d'ognuno.

La tecnologia ci illude d'avere tutto a portata di mano, e spesso ci lascia padroni di nulla.

Non della saggezza di un vecchio, il tempo avrebbe cicatrizzato la differenza tra nonno e nipote, non dell'arte, tanti sono gli stimoli diversi che spesso è impossibile fondersi davvero con un genio.

Eppure del mio affetto devi essere sicura.

Lo dimostrano le sciocchezze e gli errori, che sono quelli che si fanno solo quando si ama davvero.