Wednesday, 2 November 2011

La bellezza a mezzanotte

Inviti per passare assieme la notte di capodanno, non riesco a negarlo, spesso mi hanno messo nelle condizioni di dover cercare una scusa credibile per declinarli o la pazienza necessaria nell'eventualita' di nulle possibilita' di fuga.

Per me, il tempo non trascorso in intimita' con una donna attraente, e spero sia ovvio cosa intendo con intimita' e con attraente, o lontano da libri o musica, o non immerso in silenzi sospesi come nuvole su fruscii di sottofondo, o senza divertimenti, diventa presto una gabbia di noia non disgiunta da autentico malessere, e a poco valgono i sensi di colpa, e non allieva minimamente l'idea che quel fastidio densamente vissuto e' espiazione dell'ipocrisia che mi ha condotto in tale situazione.

Quella volta, ero in quarta liceo, Marco mi invito' a passare assieme il Capodanno nella casa di montagna dei suoi genitori, un ampio pian terreno di un edificio notevole, che nei numerosi giri in motocicletta non mi vedeva mai passare senza indugiare un attimo sul selciato, a dare un'occhiata alle auto, alla ricerca di una Dedra blu elettrico o di una Panda Bianca.

Presi tempo, educatamente, domandandomi se fosse meglio rifiutare per il freddo, la neve, sicuramente copiosa su quella strada che conoscevo bene e che l'inverno trasforma in una serpentina di fanghiglia scivolosa, e poi invece cambiai repentinamente idea, e mi precipitai ad annunciargli che si, molto volentieri sarei stato suo ospite.

Silvia, sorprendentemente, aveva accettato il suo l'invito.

No comments:

Post a Comment