Friday, 11 November 2011

I appreciate that

Una mancia, un gesto scontato, una routine, e il ragazzo che ti ha portato in casa pizza e coca, poco più che adolescente, alto e magro, infreddolito, umiliato da un'uniforme che ne fa un alberello stecchito di Natale, ti fulmina con un semplice 'I appreciate that', e una gentilezza nei modi, e un sorriso spontaneo che non può davvero essere ipocrisia.

Una vecchia cameriera grigia e stanca, trasandata, collo tozzo, tanto che ti pare stia annegando nelle sue stesse carni, che scambia pochissime parole, un'analfabeta del verbo, che ti fa un cenno di ringraziamento, perchè porti la tua tazzina al bancone, e non la lasci invece a marcire sul tavolino.

E, come sempre, l'incaricata della mensa, una donna che nella sua gioventù, trascorsa forse in Russia o in qualche paese dell'est, immagino piacente e allegra, che vedendomi così alto e magrolino, e ripetere sempre lo stesso concetto, 'that's enough, I don't want to waste food', mi sorride, e insiste per darmi anche patatine fritte o contorno di verdure.

Basta un istante.

2 comments:

  1. prrr ;)
    mangia meglio :P

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  2. Infatti oggi ho acidità di stomaco :D

    Ciao bella donna :-)

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