Thursday, 24 November 2011

E' già tardi

E' già tardi alle cinque del pomeriggio, se arrivi a casa raffreddato e febbricitante, e la giacca è gonfia di gocce di pioggia.

Un vecchio disco di Art Blakey, e la luce bassa dell'alogena che dipinge di arancione le pareti della stanza, si sforzano di tappare le fessure che lasciano entrare spifferi gelidi dalle finestre, mentre i libri ancora da riordinare, i CD ammucchiati senza nessuna logica sul comodino, sono li a darti un benvenuto, forse un po' goffo ma caro.

Il sonno, adesso.

Stasera tornerà a sbuffare il vapore in cucina, e ribollirà nel pentolino il sugo al pomodoro, non ho nulla da soffriggere, e allora ogni tanto vi sciolgo dentro un po' di burro, e se non saranno maccheroni, saranno spaghetti o tagliatelle ...

Un attimo, e sarà già notte, e di nuovo il sonno, a cancellare un giorno appesantito dal malessere, amaro di rassegnazione più che di dolore nuovo.

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