Tuesday, 8 November 2011

"She is that most extraordinary thing, a sensual thinker"

Oggi ho visto la fotografia di una donna dalla sensualita' addirittura violenta.

Una giovane ragazza presa di spalle, ma con il busto ruotato, cosi da permetterti di vederne assieme e il volto e la schiena, e poi giu' fin i glutei, le gambe, in un tanga nero e maglietta blu aperta di lato, a lasciar scoperta la parte laterale del seno.

Una giocatrice di pallavolo o forse beach volley, o semplicemente una modella in costume.

Capelli scuri e lisci, setosi, una tendina di finta riservatezza tirata su occhi maliziosi e immobili, labbra socchiuse, e l'espressione di chi e' sicura di se', certa che tu la stai osservando con desiderio.

E come non restare immobili, paralizzati?

Oscillate, lei, tra la volgarita', della posa, del trucco vistoso, e la semplice perfezione delle forme, e tu tra la volutta' del desiderio e la venerazione della pura bellezza che c'e' perfino nelle curve piu' esplicite e nude.

Il perizoma non contiene l'esuberanza delle natiche tonde e sode, e i giochi di luce che ne sottolineano la rotondita' e la consistenza proiettano un volume a tre dimensioni nella tua mente.

La desideri ardentemente, e maledici la tua esistenza, che riscopri inutile perche' non fotti, e soprattutto non fotti una figa simile.

La vorresti avvicinare, prendere di spalle, e sempre cercando il suo sguardo o la voce, sentirne gridolini o gemiti, sollecitata da baci di perlustrazione, e poi godere al contatto con la tua lingua impertinente e vagabonda, e infine alla penetrazione.

...

Sei venuto?
Te la sei scopata?

Oh, che soddisfazione.
Finalmente.
Se merita, se ne hai forza, fattela pure un'altra volta, e anche una terza, suvvia!

...

Quando simili pensieri mi attraversano la mente, e quando vi sostano piu' a lungo, rischiando di farmi impazzire, sono lettere come quelle che ho ricevuto oggi a portarmi ristoro.

La tua lettera.

...

Una donna talentuosa e intricata, di una bellezza che non ha bisogno di nudita', trucco, esposizione, di pensieri che sono come inchiostro che si spande dentro una carta porosa, l'anima di chi la conosce, e di una nobilta' che si paga a caro prezzo, coi nervi, e che non porta nulla di lieto in dote.

...

Tu non hai idea di quanto fosse figa quella giocatrice di volleyball.
E di quanto me la volessi fare.
In ogni posizione, sopra, sotto, di lato, davanti, aprendole le gambe per spingermi piu' in profondita', o stringendole per sentire piu' stretto e godere di piu'.

Ne parlo al passato.

Dopo che hai raggiunto l'orgasmo, l'ossessione per le donne, che hai accumulato, svanisce di colpo.

E' un portentoso rimedio contro questa violenza che scalcia nella mente, e non credo di esagerare dicendo che, ad esempio, la masturbazione davvero libera l'uomo da sofferenza e tristezze compatibili con un minimo di serenita'.

Scommetto che mai nessuno ha accostato una tua lettera alla masturbazione, anzi, all'orgasmo, e so per certo che in molti inorridirebbero a sentirsi parte di questo ragionamento.

Non e' un paragone il mio, e' ovvio.

Io non sto facendo altro che una cronaca.

Tu mi hai scritto, ed e' proprio il fatto che tu abbia deciso di rendermi partecipe di te, assai piu' che non cosa mi hai detto e come l'hai espresso, e il desiderio, ardente, ossessivo, si e' diradato, per lasciar spazio all'idea di te, dell'esperienza che vivrai.

Moti imprevedibili dell'animo, assurdi costrutti mentali, ardite torri di Babele, leggeri giochi di parole, metafore, stupore, pena, ma non dimentico ovviamente il sesso, il gioco, il divertimento ...

Di questo io vivo.

E tu, con un'abbondanza che non sospetti, mi nutri, rendendomi partecipe al tuo essere ampio e irregolare, che si nasconde e lascia poi intravedere un piedino dietro un pesante sipario o una spalla nuda in un abito lungo, o labbra di profilo cercare luce tra un cappellino scuro, calato sul bel viso, e un bavero alzato.

PS:
Il titolo e' una citazione: con quelle parole, "She is that most extraordinary thing, a sensual thinker" un critico letterario defini' la mia amatissima M. Yourcenar.

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