Monday, 17 October 2011

Una bella giornata

Buffo come le mie belle giornate, spesso, seguano una nottata travagliata.

La notte tra sabato e domenica mi ha visto chiudere gli occhi ben prima della mezzanotte, un mal di testa invadente, un freddo infiltratosi tra le meningi mi hanno trascinato a letto verso le dieci e mezza, e le urla dei gabbiani mi hanno svegliato presto al mattino, con la presenza del dolore ad impedirmi di riprendere sonno semplicemente girandomi e stringendomi al cuscino.

Mi sono alzato allora, e benchè scombussolato, infiacchito e scosso, sono uscito quasi subito, seguendo l'istinto, il desiderio di una giornata di sole che invitava ad osare qualcosa di più che non una passeggiata qualsiasi.

Dopo essermi rifocillato a un bistrò, sto prendendo l'abitudine di consumare un cappuccino o un caffè latte al mattino, ho iniziato a bighellonare per vie a me ancora sconosciute.

Al momento, non sono neppure due mesi che vivo qui, questa città, nella sua interezza, la posso riassumere in pochi punti, isolati tra loro: la sede dell'università, la via del centro, il castello, la stazione centrale e quella piazza dalla quale si vede il mare, dove un giorno visitai una casa.

Arriverà un giorno nel quale la rete dei miei ricordi sarà talmente fitta da rendere un continuo questa griglia discreta, e collante saranno mille sfumature di volti, e forse un bacio rubato a labbra innamorate e schive, o lo scivolare nella mia di una mano amica e sincera.

Adesso mi godo il piacere di sbucare da una via sconosciuta a un angolo già visitato, e ritrovare il bistrò nel con mia sorella ho preso un the, o di scoprire un nuovo gioiello in una città fatta per funzionare più che per stupire, è evidente in certe sue frazioni un ordine urbanistico che l'avvicina al concetto città ideale, e che tuttavia ha conosciuto non solo il genio geometrico di architetti ed ingegneri, ma anche quello ardito di autentici visionari.

Sono passate così un paio d'ore piacevoli, nonostante un certo affaticamento fisico, e certe aritmie, o forse extra sistoli, che associo in modo superficiale alla nuova dieta o alle diverse abitudini che sto tenendo in queste settimane.

Stanco ma pieno di desiderio, avevo necessità di ulteriore bellezza, ho continuato in direzione della grande collina che occupa il centro della città.

Da settimane desideravo visitare e scalare questo massiccio di origine vulcanica impreziosito da piccoli laghi, macchie di cespugli d'erica, sparuti gruppetti di alberelli a spezzare la brughiera, ciuffi fioriti, nidi di cornacchie o pernici, ma per varii motivi, ora mi paiono altrettante follie, avevo sempre rimandato di salire per il sentiero che dolce traversa il lieve pendio del prato e poi si fa quasi difficoltoso quando si ha prende con la roccia, e ci si trova a salire gradini sbilenchi e scivolosi.

Mentre salivo, pensavo a Yaliz.

Lei ama il sole, e sapevo che da qualche parte nella città che vedevo attorno a me, stava gioendo della bellissima giornata.

'Una volta in cima, le scriverò un messaggio' mi ripetevo mentre, cercando di non perdere l'equilibrio e finire a gambe all'aria, mi avvicinavo alla vetta.

Mi ha preceduto, e il mio cuore si è riempito di gioia.

2 comments:

  1. Le piccole, grandi, sorprese della vita Gio :)

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  2. Le mie preferite come ben sai ;-)

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