Monday, 10 October 2011

Roberto Ortelli, un illuminato

Sono nato in una piccola e ricca citta', fredda e bigotta, dove dell'ignoranza molti fanno corazza, e la cultura, e la sua frequente emanazione, l'apertura mentale, sono da alcuni in modo plateale osteggiate.

In quella citta' brulicante di bifolchi, gia' da anni la Lega Nord vanta un largo seguito.

Di questo partito ho un giudizio articolato: non posso fare a meno di riconoscere che abbia avuto, a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, un ruolo perfino storico cruciale per mettere in crisi il consociativismo, autentico cancro del nostro paese, ma da almeno 10 anni, da quando si e' fuso con la destra di Berlusconi, Cicchitto e Dell'Utri, si e' trasformato nel peggiore dei mali che intense ai suoi inizi combattere.

Per mantenere una facciata di decenza, relativamente agli occhi del proprio elettore, mediamente ingenuo anche se a volte in buona fede, i leader, sono sempre gli stessi da anni, si sono sbizzarriti in slogan triviali, sceneggiate indecenti, imbarazzanti pantomime.

L'equilibrio cosi' raggiunto, da subito instabile, si e' fatto precario negli ultimi anni, quando si sono resi conto persino i suoi elettori che ben poco di quanto promesso e' stato realizzato, e che dopotutto di Polenta o pellegrinaggi sul fiume Po' ci si stanca, quando si e' in attesa di quella liberta' e quella giustizia di cui i pezzi grossi, ormai infiacchiti da una vita di poltroni, piu' a loro agio a Roma che non in Brianza, cianciano da tanti anni.

Avrete notato come tra le numerose pagliacciate di cui questi politicanti da strapazzo e i loro scherani si riempiono la bocca, c'e' sempre di mezzo un vanto smodato del 'locale', del 'territorio'.

Ed eccolo qui invece il nostro eroico Roberto Ortelli, un campione di buon senso e acume come avrete modo di sentire, che di colpo scopre che 'la cosa locale' non e' oggetto di discussione su Radio Padania Libera.

VIDEO

Badate, non se ne parla, ma non perche' si voglia coprire, figurarsi, la Lega Nord e' il partito piu' trasparente e dinamico che esista, ma perche' non e' di interesse 'la cosa locale', che pure fino a ieri era la quintessenza di ogni discorso leghista.

No, meglio parlare di 'idee', le ben note grandi idee di questo partito che vanta numerosi filosofi e scienziati tra i suoi rappresentanti, ne vedete tre nella fotografia in alto, e mi vengono in mente allora i cari vecchi 'principi generali' di cui con disprezzo encomiabile e perfidia sacra parlo' Calvino in alcuni suoi scritti, a demolire la sciattezza della sinistra italiana di quegli anni.

Per altro ascoltate con attenzione quello che il conduttore dice (apprezzerete anche il tono della voce, piuttosto agghiacciante):

'e' interessante per noi [...] farvi discutere e dibattere sulle idee'.

Propaganda, pura e semplice.
Come a dire, fumo negli occhi, specchietti per le allodole.

Questa e' una dichiarazione terrificante: chi se ne fotte di quello che si elabora, quello che si produce: l'importante sono le idee!

Non bisogna entrare nelle dinamiche, capirne le leggi, ma semplicemente lasciarsi incantare dal solito polpettone sugli extra comunitari, il sud, l'invasione islamica.

Il tutto in un clima da corte marziale per chi sgarra.

Concludo con una dotta citazione in dialetto milanese, che riassume alla perfezione la situazione di questo partito:

Quand la merda la monta in scagn, o che la spuzza o che la fa dagn

2 comments:

  1. Ma dove cavolo l'hai trovata una foto così brutta?

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  2. Sapessi che facce che girano da certe parti ...

    Cordialità collega!

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