Thursday, 27 October 2011

Massoneria

Anche questa volta non mi restano che fotogrammi solamente del sogno di ieri notte.
Altre volte ho preso spunto da questi residui, li ho organizzati in forma logica, traendone un racconto, magari un appunto da sviluppare in un futuro che forse non arriverà mai.

Questa volta, forse perchè sono esausto, e un po' in ansia per certe questioni lavorative, preferisco non alterare quel messaggio che forse, ancora, tra questi segmenti può celarsi, e forse tu individuerai.

Sono tornato in Italia, nella città in cui sono nato, e ho vissuto per molti anni.
Qui ho lasciato molti amici: Claudio, che è venuto a visitarmi in un sogno recente, e Luca, il cui padre è protagonista della vicenda che sto vivendo.

Ho sempre stimato Luigi.

Da bambino, ingenuo abbastanza da essere incapace di cogliere le differenze che il censo, l'educazione, il lavoro, marcano tra le persone, già ero in grado di percepire la stima che mio padre elargiva a pochissimi.

Per Luigi, che la povertà degli anni della giovinezza aveva tenuto lontano dagli studi, era addirittura ammirazione.

...

Sto divagando, e mi rendo tuttavia conto di aver pronunciato pochissimo di me, e di quello che ho vissuto.

Torno al sogno.

...

Sto camminando per il lungo viale che attraversa lungo la direzione del mezzogiorno il paese.
E' notte, fa freddo, e vedo fiaccole incendiare l'oscurità.
Mille mani nere le agitano al cielo.
Mille mani nere di anime nere, che si sono radunate sotto il palazzo dove vive Luigi.

'Luigi è un massone, un cultore del giullare in smoking! A morte, a morte!'.

Una frenesia folle si è impossessata di tutti.

In quella confusione, non posso capire se Luigi sia già stato ucciso, se sia sensato cercare di salvare i suoi famigliari, oppure cercare un diversivo, per architettare un piano, magari ritrovando un volto amico tra quei fanatici, mi sento terrorizzato, eppure deciso ad agire.

Si fa giorno.

La folla si è dissolta.

Della notte di pazzia resta solo il mistero: è sconosciuta la sorte di Luigi.

Torno a casa, e vi trovo mio padre, pallido come un cencio.

Si è schierato, senza esitazione, dalla parte di Luigi, e i miei fratelli con lui.

La maledizione, lo so bene, sta per abbattersi su di noi.

La notte verrà presto, e nuove fiaccole si raduneranno.
Picchieranno le mille mani sull'antico portone, premeranno, vorranno sfondare e dilagare nel nostro cortile.

Non mi tirerò indietro.

Se morirò, non sarò l'unico.

E' solo giorno: ho tutto il giorno per costruire trappole, ordigni, per rinforzare i cancelli e prepararmi al combattimento finale.

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