Monday, 17 October 2011

L'agguato

PERSONAGGI:

Gio, giovane ricercatore, giramondo e amante della bellezza.
La sua famiglia.
Amelia, l'amata abruzzese a quattro zampe di Gio.
Daria, vecchia fiamma di Gio, che non ha mai ricambiato il suo amore.
Gertrude, madre di Daria, ha sempre visto di cattivo occhio Gio e le sue manovre di seduzione.

AMBIENTAZIONE:

Un paesello nella regione del monte Zunino, avvolto dalle nebbie, all'arrivo del primo gelo d'autunno.

L'AGGUATO!

Sono stati il gelo, calato sulla citta' di notte, il fischiare del vento tra i vicoli, e quello che ho vissuto ieri, a definire il mio sogno.

Mi ritrovo nel paesello che s'aggrappa malsicuro alle umide, ripide pendici del monte Zunino, poche dozzine di case a contendere a una foresta fitta e oscura e a gelidi laghi alpini lo spazio angusto non catturato da roccia ruvida e tagliente.

E' giorno, ma non si vede l'azzurro del sole, tanto fitta e' la nebbia che e' precipitata dal monte.

Attendo in strada, solo, di essere raggiunto dai miei famigliari: dobbiamo tornare a casa, in citta', per fuggire il gelo e l'inquietudine di un paese divenuto spettrale, divorato dall'invisibilita'.

Mi annoia l'attesa, e decido allora di iniziare a camminare in direzione dell'imbocco della strada dai mille tornanti che conduce a valle.

Mille bisbigli attorno a me mi dovrebbero intimorire, ma in verita' mi infastidiscono solamente.

Mi sembra naturale, in quel frangente, di prendere un grosso ramo secco di pino e darvi fuoco, cosi' che la fiamma mi scaldi con il suo calore, e con la sua luce indichi la mia presenza ad altri eventuali vagabondi.

Mentre avanzo, ogni altro individuo e' per me invisibile, ma io forse non lo sono per loro, mi rendo conto che Daria e' morta in un incidente: quella che sento battere in alto e' l'elica dell'elicottero degli alpini, e quel vociare concitato e' dei soccorritori che recuperano il suo corpo ormai senza vita.

E' precipitata nel vuoto durante una scalata.

Che freddo sento dentro!

La fiamma e' spenta, e sono di nuovo invisibile come tutti gli altri.

Dovrei fermarmi, adesso che sono arrivato all'imboccatura della strada dai mille tornanti, e aspettare la mia famiglia.

Tuttavia ormai so per certo che Gertrude, che ha saputo della morte della figlia, e' convinta che sia stato io causa del suo decesso, e intende togliermi la vita, e ha gia' organizzato un agguato lungo uno dei mille tornanti.

Non posso far correre un simile pericolo alla mia famiglia: se moriro', saro' l'unica vittima della follia di quella straga, e se saro' invece io ad uccidere, non avro' complici nel delitto.

Procedo lentamente, guastato dal freddo, lungo la strada che portera' alla morte, mia o della folle persecutrice.

Mi raggiunge, piu' rapida di me, la mia famiglia, e sono tutti incapaci di ascoltare ogni ragione.

Non intendono nessuna delle parole con le quali cerco loro di spiegare la situazione: la morte di Daria, il conseguente desiderio di vendetta di sua madre, la tragedia che presto concludera' quella terribile catena di eventi, sfuggono alla loro comprensione.

Solo dopo aver cercato in ogni modo di comunicare con loro mi rendo conto che Amelia non c'e'.

Sulle prime, mi dispero, ma ancora una volta non c'e' alcuna corrispondenza tra i sentimenti miei e quelli altrui.

Amelia ormai e' vecchia, la morte dei suoi compagni l'ha provata profondamente, e stanca, triste, conduce un'esistenza grigia e senza gioia.
Come potra' sopravvivere da sola?

Un attimo prima che l'ansia mi riconduca alla veglia, mi coglie un'illuminazione.

Non esiste contatto tra me e gli altri esseri umani.

Daria non mi ha mai considerato che con pazienza o sospetto, la famiglia non puo' capirmi, Gertrude, cieca e stolta, ha frainteso completamente la logica degli accadimenti, attribuendo a me una colpa che certamente non ho.

E' solo con l'animale, o meglio la bestia, che mi intendo, e senza bisogno di comunicazione verbale.

Tutto mi e' chiaro.

Amelia mi sta seguendo da lontano, non servendosi della vista ma dell'olfatto, assai meglio di noi tutti in grado dunque di muoversi in quella nebbia fitta e fredda.

Agisce nascosta e silenziosa, e solo io ne intuisco la forza e la presenza, e quando Gertrude cerchera' di ghermirmi, lei la uccidera'.

Zanne che hanno combattuto per secoli l'orso e il lupo, un coraggio che disprezza la morte, ancora una volta proteggeranno chi e' stato affidato loro.

Ingaggera' una lotta forse fatale, ma che dara' un senso alla sua intera esistenza.

Mi sveglio un attimo prima che questo accada.

2 comments:

  1. Non preoccuparti Gio, ce l'ho io una bella fiamma ardente nuova nuova per te, il mio lanciafiamme infatti è bello carico di kerosene...

    :D

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  2. Con il freddo che fa da queste parti sei molto benvenuto collega :D

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