Friday, 21 October 2011

La mia dea

La mia dea, al cospetto di un mediocre.



Io non so quanti di voi conoscano M. Yourcenar.

Lasciatemi dire che l'amo come nessun altra, e non solo in quanto scrittrice.

Se fossimo stati coevi, avrei fatto di tutto cio' che non degenera in fanatismo per entrare in contatto con lei.

Se l'avessi conosciuta da ragazza, avrebbe rappresentato sicuramente il mio ideale d'amore, ma anche da donna non avrebbe perso in fascino, guadagnando forse in carisma.

Le riconosco la nobilta' che e' propria della saggezza e del sapere, e che dunque l'eta' accresce, e allo sfiorire della bellezza ha l'aspetto di rughe profonde, e sostiene un corpo ormai stanco.

E' lei che cerco nelle anime che mi sono accanto, e forse per questo, oltre alla bellezza, trovo pochissimo oltre alla noia nelle donne che frequento.

Per questo seguo con gli occhi mille corpi, ma poi torno a pensare a te.

Mi rammarico: non sono mai riuscito a sognarla, e solo la lettura, o l'ascolto, puo' colmare quel diaframma che mi separa da lei.

Figuratevi l'emozione, quando ho trovato questi spezzoni di lei che parla in Italiano.

E capirete benissimo la delusione, vedendola costretta, annoiata e offesa, a discorsi di una banalita' sconcertante, pettegolezzi da parrucchiere, nozionismo da settimana enigmistica.

Questa e' blasfemia, e stupidita' insopportabile.



Di fronte a te hai un'esploratrice dell'animo umano, custode di una conoscenza immensa delle lettere, e le chiedi se e' vero che ha ritrovato in un baule certi suoi vecchi manoscritti?

E insisti a domandarle come mai non abbia scritto le Memorie di Plotina?

Ma sei deficiente?

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